Intervista a Giusy Amoruso su Passione Lettura

Angeli dannati. Il giudizio
“Angeli dannati. Il giudizio”, di Giusy Amoruso

Anche solo per una volta nella nostra vita abbiamo immaginato un mondo fantastico, dove entrare in punta di piedi per esplorare l’incredibile e cominciare a correre con i nostri sogni! Il genere fantasy è molto più vicino a ognuno di noi di quanto pensiamo… L’autrice che oggi intervisto per Passione Lettura, Giusy Amoruso, lo descriverà a noi in maniera molto chiara ed entusiasmante…

-Giusy, benvenuta tra noi! La passione per il fantasy ti ha portato a scrivere diversi libri; cosa ti ispira quando crei le tue storie?

Potrei tranquillamente e sinteticamente racchiudere la mia risposta con una citazione di William Wordsworth: “Riempi il tuo foglio con i respiri del cuore” cosa aggiungere di più…

– Il tuo ultimo libro, “Angeli dannati. Il giudizio” è il seguito di un altro tuo romanzo precedente, “Angeli dannati” e narra la vicenda di Emma, una diciassettenne che vive una situazione soprannaturale, per certi versi indimenticabile e romantica. Il punto di vista di Emma può incontrarsi con quello di una persona adulta?

La saga di “Angeli Dannati” è stata concepita come una grande favola d’amore destinata a un pubblico adolescenziale; tuttavia ho riscontrato che è stata apprezzata anche da lettori più adulti. Durante la stesura, il mio intento era di trasmettere delle emozioni e ritengo che Emma, con la sua spontaneità e fragilità che caratterizza lo stereotipo adolescenziale, sia riuscita a conquistare il cuore di molti. Riallacciandomi alla domanda che mi hai posto, ritengo che non esista età per sognare o per lasciarsi trasportare dall’amore, per cui le scelte compiute da individui più acerbi nella vita possono rientrare nei parametri di persone più mature.

– Il tuo libro parla di una storia d’amore; gli angeli sono una guida preziosa, anello di congiunzione tra Cielo e Terra. Gli angeli cosa rappresentano per te?

Parlare di angeli non è semplice, creature dal fascino ipnotico esistono nell’immaginario collettivo dalla notte dei tempi, per non cadere in diatribe religiose mi limito a descriverli come entità spirituali che guidano la vita degli umani, la cui missione fondamentale è lodare il Creatore e favorire la salvezza degli uomini, rappresentando “l’anello” di congiunzione tra terra e cielo.

Giusy
Giusy Amoruso

– La storia narrata ha espresso pienamente la tua fantasia, la tua creatività; quale è stata la difficoltà maggiore nell’affrontare la stesura del tuo romanzo?

Non esistono difficoltà nel concepire qualcosa che si ama, dare spazio alla fantasia mi riesce con una naturalezza sorprendente…

– Ci racconti in breve la vicenda di Emma?

Emma è un’adolescente di diciassettenne anni che vive a Philadelphia, dove frequenta il terzo anno di liceo. Improvvisamente nella sua vita iniziano ad accadere strani avvenimenti, in concomitanza con l’incontro di due giovani sconosciuti quanto affascinanti ragazzi, che si riveleranno essere uno il suo angelo custode e l’altro l’angelo della morte, quest’ultimo giunto sulla Terra per porre fine alla sua esistenza. Diversamente da come ci si potrebbe aspettare, le vicende prenderanno una piega alquanto particolare e proprio colui che doveva spegnere la sua vita lotterà per salvarla. Protagonista di un’avvincente quanto calamitosa storia d’amore, Emma scoprirà di essere vittima di una maledizione destinata a compiersi per l’eternità, la vendetta degli Arcangeli sarà spietata e la battaglia tra il bene e il male avrà inizio.

– Il genere fantasy è senza dubbio molto particolare; come lo descriveresti anche a chi, magari, non ne è appassionato, per invogliarlo a scoprire il suo significato?

Ritengo che avvicinarsi al fantasy possa risultare più semplice e naturale di quanto si pensi; tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato a occhi aperti, abbiamo “spaziato” con l’immaginazione per raggiungere l’irraggiungibile, abbiamo rinchiuso in un cassetto il nostro sogno più prezioso, fantasticando, nella speranza che si avveri. Leggere un fantasy equivale a raggiungere tutti quei mondi e quei sogni che talvolta si inseguono per una vita intera, vivere una realtà parallela identificandosi in una vita o calandosi in una storia che forse non potrà mai esistere! Intanto ti ringrazio per avermi sottoposto questa intervista, in relazione a quanto mi hai chiesto devo dire che le domande, così come formulate, fanno sì che i lettori possano conoscere meglio l’autrice e la sua opera.

… e io ringrazio te per aver trascorso un po’ di tempo con noi di Passione Lettura, per aver raccontato il tuo punto di vista, per aver condiviso la tua scrittura con i lettori del blog e con  me!

Rosaria Andrisani

Fonte: Passione Lettura

Intervista a Giusy Amoruso su Passione Lettura

Simone e il sogno della Luna

Il ragazzo che sognò la luna

Monica Ricci
Il ragazzo che sognò la luna
[e-book gratuito]

Monica Ricci è una giovane, perché a ventitre anni è ancora più che logico definirsi giovani, autrice della scuderia Flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta dalla bravissima Michela Alessandroni. Quello che Monica Ricci si prefigge con i propri scritti è “raggiungere il cuore dei lettori” e, devo proprio dirlo, questo obiettivo, col racconto gratuito intitolato “Il ragazzo che sognò la Luna“, è pienamente raggiunto. Si tratta infatti di una storia intensa e toccante che tratta argomenti e temi molto veri, quali l’abbandono, il tradimento potremmo, anzi possiamo, dire, da parte di coloro i quali consideriamo amici, l’errore che, a volte, ci segna indelebilmente e l’incapacità di perdonare e, peggio ancora, di perdonarsi per degli errori veri o presunti. Ma andiamo per ordine…

Il protagonista de “Il ragazzo che sognò la Luna” di Monica Ricci si chiama Simone. Simone è un giovane studente, bravo a scuola, con una bellissima fidanzata e con l’unico cruccio rappresentato da un padre col vizio dell’alcol che, se non lo rende violento, lo porta a periodi di depressione. Una sera il padre di Simone e di Francesco, il fratello maggiore di Simone, prende la decisione, l’impegno, di smetterla col vizio del bere; decisione dettata dal fatto che il padre vuole riconoscere, in maniera visibile e, potremmo dire, tangibile, l’impegno che i due figli e la moglie mettono nel supportarlo e sopportarlo. L’impegno viene mantenuto per qualche tempo ma, ahimé, una sera il padre di Simone e Francesco esce prima dall’ufficio e passando davanti ad un bar si lascia tentare ed, entrato, beve fino ad ubriacarsi nuovamente. La cosa non sarebbe poi così grave se, incurante del fatto di essere ubriaco, egli non si mettesse alla guida e non investisse una ragazza. La ragazza non muore ma rimane gravemente ferita. Nella stessa sera Simone, uscito per andare a trovare la fidanzata alla quale aveva preso un regalo, scopre che la sua dolce metà è uscita e arrivato in un bar la vede baciarsi con un altro. Accecato dalla rabbia affronta il rivale in amore ricavandone un occhio nero.

Tornato a scuola scopre che tutti quelli che fino praticamente al giorno prima egli considerava degli amici l’hanno isolato in quanto, volendo usare la giustificazione puerile addotta dal suo ex migliore amico “si dice che tu sia manesco“. Questo dolore è talmente forte per Simone da spingerlo a rifiutarsi di proferire parola per molto tempo. Sarà solo grazie all’intervento della Luna, che gli farà incontrare una ragazza che lo aiuterà ad uscire dal proprio guscio che Simone tornerà a parlare. Ora però basta svelarvi i risvolti della vicenda narrata da Monica Ricci in “Il ragazzo che sognò la Luna“. Se vorrete sapere come si snoda la vicenda non dovrete fare nient’altro che procurarvi la vostra copia de “Il ragazzo che sognò la Luna” e gustarvelo dalla prima all’ultima pagina! Se poi vorrete leggere altro di questa bravissima autrice non lasciatevi sfuggire l’occasione di gustarvi anche “Fiamma“, il romanzo Fantasy scaturito dalla penna e dal talento di Monica Ricci.

Fonte: Passione Lettura

Simone e il sogno della Luna

“La scelta” di Giusy Amoruso: la recensione di Riccardo Mainetti

Giusy Amoruso, La scelta

Giusy Amoruso

La scelta

Scheda dell’e-book

La drammatica scelta di Lidia

Il racconto “La scelta“, uscito dalla penna della bravissima Giusy Amoruso, scrittrice conosciuta anche per il romanzo “Angeli dannati“, è uno degli e-book gratuiti distribuiti dalla flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta da Michela Alessandroni. La vicenda è ambientata temporalmente nel 1944, nel periodo nel quale i tedeschi, da alleati dell’Italia, erano diventati, dopo l’8 settembre 1943, esercito nemico ed occupante. Il racconto, perchè di racconto breve si tratta, si apre nella maniera più normale che possa esservi, con una mamma che richiama i suoi due figlioletti all’ora di pranzo. I due bambini, nascosti nel sottoscala, sono a vario titolo, il maschietto più della bambina, preoccupati per via di un vestito rovinato; il vestito più bello della madre. Mentre i due bambini si preparano ad uscire dal proprio nascondiglio, nella casa piomba la vecchia zia della madre dei bambini, la zia Elena. La zia Elena porta notizia drammatiche che raccontano di angherie commesse dall’esercito tedesco al paese. La vecchia zia invita decisamente la nipote, che vive sola coi bambini, senza un uomo in casa, a recarsi da lei al paese. Per tentare di convincerla le esprime la preoccupazione per quello che i soldati potrebbero farle qualora fossero giunti, o meglio quando sarebbero giunti lì, scoprendola sola senza un uomo.

Lidia sceglie però di non abbandonare la propria casa. Questa scelta segnerà il destino suo e dei piccoli Lucilla e Antonio, “gli unici segni dell’amore” che c’era stato con l’uomo che, già sposato, si era divertito con lei per un breve periodo abbandonandola poi coi due bimbi. La stessa sera arrivano infatti alla casetta due militari che usano violenza a Lidia, salvando però i due bambini i quali, avvertiti dalle urla della madre riescono a scappare. Quella visita non rimarrà però isolata. I soldati torneranno infatti alla casetta continuando le proprie violenze, impunite ed indisturbate. La seconda volta tornano in numero maggiore e andandosene lasciano dietro di loro uno scempio atroce. In poche pagine, la penna di Giusy Amoruso ci regala, con “La scelta“, una storia di rara intensità che tocca nel profondo l’animo del lettore e lo mette faccia a faccia con la brutalità di quel periodo storico. Una storia da leggere e rileggere per riflettere!

Riccardo Mainetti

Fonte: Passione Lettura

“La scelta” di Giusy Amoruso: la recensione di Riccardo Mainetti

Nuove recensioni!

Cari lettori, in questo periodo abbiamo avuto un vero e proprio boom di recensioni, tutte molto positive!

Ecco a voi i link per leggerne alcune, le ultime che abbiamo ricevuto:

Cinque giorni in aprile di Pietro De Santis, Agorà Magazine

Interferenze. Tre racconti sulle costellazioni familiari di Mauro Simeone, Agorà Magazine

Roma scapoccia di Mauro Simeone, Passione Lettura

Mistral di Mauro Simeone, Agorà Magazine

Buona lettura!

 flower-ed

Nuove recensioni!

Scarpe come metafora del tempo che passa

Le scarpe di Amalia Santiangeli

Un uomo scalzo su un prato, così inizia il racconto “Le scarpe” di Amalia Santiangeli, edito da Flower-ed. Mentre l’uomo, un uomo anziano ormai giunto all’ultimo tratto, per dirla con Stephen King, alla fine del proprio miglio verde, è impegnato nelle proprie riflessioni ecco giungere una voce. È la voce di un albero piantato nelle vicinanze dell’uomo. Si tratta di un Pino Sempreverde, scritto con le maiuscole anche nel racconto, il quale dice all’uomo di avergli letto nel pensiero e gli chiede, dopo uno sfogo suo personale incentrato sul fatto di essere stato lasciato ormai solo in quel prato, chiede all’uomo di raccontargli di lui.

L’uomo allora inizia a parlare ed incentra la propria storia sul motivo che lo vede lì, scalzo, nel prato. Racconta del primo paio di scarpe, acquistate parecchi anni prima, un paio di scarpe che lui portava come un guanto e che curava con attenzione quasi maniacale. Proseguendo nella storia l’uomo racconta delle altre scarpe da lui indossate nel corso della vita a partire da quelle impostegli dalle normative legate alla sicurezza sul lavoro. Scarpe queste che lo avevano portato col tempo a trascurare il proprio, comodissimo, paio abbandonato, così come saranno poi anche le altre paia, sotto il letto a prendere polvere e a logorarsi fino all’estremo. Racconta anche di come, recentemente, egli abbia provato a calzare nuovamente le scarpe acquistate e di come tutte gli causassero dolore nell’atto di camminare. L’unico paio di scarpe che non gli aveva causato alcun dolore erano state le primissime da lui acquistate ma queste, per via dell’estremo logorio causato dalla lunga permanenza sotto il letto, si erano letteralmente sfasciate dopo pochi passi.

E così, quel giorno, l’uomo era lì scalzo su quel prato. Al termine della storia il Pino Sempreverde consiglia all’uomo di far riparare le uniche scarpe che non gli causavano dolore e di indossare quelle. L’uomo allora torna a casa, prende tutte le sue vecchie scarpe e le fa accomodare e quindi le dona tutte a chi ne ha bisogno e non può permettersi di acquistarle. Le uniche che tiene per sé sono le primissime scarpe. Queste le indossa e quindi si prepara a dovere per il suo ultimo Grande Viaggio. Il racconto “Le scarpe” è una storia toccante nella quale le scarpe assumono il ruolo del tempo che passa, della giovinezza perduta, di quella giovinezza che ci permetteva di andare ovunque senza avvertire alcun dolore. È un racconto del quale mi sento di consigliare a tutti la lettura perché, pur nella sua brevità, ha molto da insegnare.

Riccardo Mainetti

Fonte: Passione Lettura

Scarpe come metafora del tempo che passa