Scrivere è magia

Lettori cari, lasciatemelo dire: il premio letterario Parole magiche è un progetto meraviglioso.

La prima edizione, quella dello scorso anno, mi ha permesso di conoscere nuovi poeti e romanzieri e di selezionarne due per la pubblicazione: Alessandra Corbetta, con le poesie dell’antologia L’amore non ha via, e Rosanna Spinazzola, con il romanzo distopico Canterà il gallo.

Anche quest’anno sta andando tutto a gonfie vele per quantità e qualità delle opere ricevute. E non è ancora finita, perché la scadenza, come sapete, è fissata al 10 maggio.

La valutazione delle nuove opere da introdurre in catalogo rappresenta un momento delicato, perché quando selezioni un manoscritto scegli prima di tutto una persona, qualcuno che entrerà nella tua vita professionale per un lungo periodo e con cui ti confronterai spesso e, si spera, volentieri.

Quando le selezioni dei manoscritti sono aperte, arrivano vagonate di testi ogni giorno. Purtroppo, a volte capita che manchino di cura o che non rientrino nemmeno lontanamente nella nostra linea editoriale. Degli errori da evitare quando si invia un manoscritto ne ho parlato qui. Al di là di questo, ho notato che la qualità delle opere giunte per il premio è invece generalmente alta: è un fattore che mi ha colpito positivamente, tanto che un paio dei non vincitori sono stati contatti comunque per pubblicare il loro ebook con noi.

Momento amarcord. Quando ero più giovane seguivo molto il mondo dei premi letterari. Una volta partecipai a un concorso con una poesia, la quale fu pubblicata in un’antologia che era la prima creatura di un editore romano oggi molto noto. Quando si lancia un nuovo progetto, una nuova iniziativa per sapere come andrà ci si deve sempre mettere nei panni dell’altro. E questo è quel che ho fatto con il nostro premio letterario: se fossi un poeta o un romanziere e leggessi il bando, parteciperei? Io che per prima ho aderito a queste iniziative mi sono detta di sì, perché è ben strutturato e la pubblicazione in ebook e in cartaceo è molto allettante. Quello che io cercavo e che ora offro agli altri è inoltre un contatto diretto con la casa editrice, la certezza di essere letto e valutato. La competizione dà poi quel brivido in più e quella spinta a perfezionarsi prima di presentare l’opera.

Le parole sono un ingrediente indispensabile della magia. La parola magica è quella che realizza l’incantesimo. Le vostre Parole magiche, quelle che aprono la porta della nostra casa editrice, quali sono?

Michela Alessandroni

Scrivere è magia

Incontro con l’autore: Alessandra Corbetta

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Mi chiamo Alessandra Corbetta e sono nata a Erba il 4 dicembre 1988.

Tutta la mia attività curricolare e le mie pubblicazioni le potete trovare sul mio sito, www.alessandracorbetta.net, che curo e gestisco personalmente.

In estrema sintesi, oscillo tra la poesia e la sociologia dei media, passione vitale la prima, appassionata professione la seconda.

Ho scritto la mia prima poesia all’età di sette anni: parlava di foglie cadute e di autunno.

La malinconia, che dicono essere la malattia dei poeti, era probabilmente già dentro di me, insieme a uno sconfinato amore per la vita che, nei versi, mi è sempre sembrata più autentica, più vicina.

La poesia, ma direi l’arte in generale e anche la faccia sana di una certa cultura, mi sono appartenute da subito, anche se io preferisco non appartenere mai a niente del tutto. Dicono che sia una caratteristica del Sagittario, il mio segno, mettere la libertà sopra tutto. Libertà non come mancanza di regole o di valori (che ho ben radicati in me), bensì come possibilità di scivolare via da definizioni, etichette, categorie, di rimanere inafferrabile.

Amo profondamente quello che faccio: una parte del mio cuore è la mia arte, la poesia.

Poi c’è la musica e tutte le altre arti a riempirmi, senza togliere spazio. E la voglia, quasi bulimica, di sapere, di conoscere.

Sono una che, nonostante tutto e quasi anacronisticamente, ci crede sempre, ci crede ancora: è la mia fragilità, è la mia forza.

young woman with suitcase

L’amore non ha via è una raccolta di trenta poesie in cui, senza pretesa di soluzione o di chiusura del cerchio, indago le tante manifestazioni con cui l’amore può presentarsi tra due persone.

Molte volte mi sono imbattuta in teorie sull’amore, ognuna portatrice di presunte verità assolute, di stratagemmi, di dritte da seguire; ciascuna foriera di tassonomie quantitative e qualitative.

Nessuna mi hai mai soddisfatto; perché ogni amore è a sé, come lo è ogni persona e ogni modo di amare.

Le comparazioni, le previsioni, le rimuginazioni fanno male al sentimento amoroso e l’esperienza di vita lo dimostra in continuazione.

In una società che cerca di controllare e indirizzare le nostre emozioni, che ci porta, in maniera silenziosa, a banalizzarle e a venderle per molto poco, in un mondo che ci fa scivolare tra le mani la nostra intimità più profonda rendendola pasto frugale per avvoltoi che hanno facce familiari, la forza delicata ma struggente del verso è in grado di farci tornare a respirare aria viva e vera, la stessa aria di cui anche l’amore, come ogni cosa fatta di fuoco, ha bisogno per perpetrarsi e continuare a esistere.

L’amore, un pensiero indefinibile, con le mani di rosa, il sapore di fragola e un punto di domanda sopra la testa.

Alessandra Corbetta

Incontro con l’autore: Alessandra Corbetta