“Cronache maledette” nel Salotto del Gatto Libraio

Ci siamo tra pochissimo scatta l’ora X e finalmente inizia il week end 🙂
Si muore dal caldo oggi, speriamo che le temperature rimangano così almeno domani…TUTTI AL MARE TUTTI AL MARE… e si sono una delle irriducibili fino all’ultima giornata bella mi trovate a sguazzare in acqua.
Ma ora veniamo a noi, ho appena terminato le CRONACHE MALEDETTE un bellissimo libro di racconti fantasy scritti da diversi autori.

Il libro è così strutturato:
Introduzione di Michela Alessandroni
La maledizione (ciclo di tre racconti):
1- Il Bardo di Marina Lisi
2- Il cacciatore di cervi di Monica Ricci
3- Isobel di Ilenia Di Carlo
Cuori nelle tenebre di Giusy Amoruso e Mattia Spirito (racconto singolo scritto da due autori insieme)

Cronache maledette

Data di pubblicazione: 30 ottobre 2014
Editore: Flower-ed
Autrice: Vari Autori
Pagine: 93

SINOSSI

Un editore invita in una vecchia casa in collina i suoi cinque scrittori di romanzi fantasy. Le stanze sono impolverate e con qualche ragnatela di troppo, il giardino versa in uno stato di semi-abbandono, il bosco è umido e pieno di insetti. Eppure, proprio giungendo nel cuore di quel bosco, una radura improvvisamente li accoglie e la magia ha inizio. A turno, come trasportati da un incantesimo, gli scrittori forgiano parole, creando storie dal sapore antico, di strane creature e di amori sfortunati, dando vita a oscure e straordinarie “Cronache maledette”.

Ho trovato l’idea di questo libro veramente interessante e curiosa. Ci troviamo difronte a 6 autori fantasy della casa editrice Flower-ed. Leggendo l’introduzione la mia testolina “fantasy” si è subito chiesta: “ma è andata veramente così”? E’ bello poter immaginare che 5 autori si siano incontrati con il proprio editore e hanno dato inizio ad una serata piena di racconti magici e maledetti.

I primi tre racconti (Il Bardo, il cacciatore di cervi e Isobel) sono legati tra di loro ma ognuno ti coinvolge in un modo diverso e questo forse è dovuto al fatto che sono stati scritti da tre penne diverse.

Devo dire però che sono letteralmente impazzita per “Cuori nelle tenebre” di Giusy Amoruso e Mattia Spirito.

Sarà che sono un’ amante del mix Vampiri+Storia d’Amore, quindi ho divorato questo racconto in pochissimo tempo ed è stato favoloso l’alternarsi dei due scrittori l’Amoruso per la narrazione femminile e Spirito per quella maschile.

Lo consiglio a tutti gli amanti del Fantasy, è un libro che può essere letto in pochissimo tempo, i racconti sono scorrevoli e piacevoli e poi… quando vi ricapita di leggere qualcosa di questo genere (fantasy) in cui sono coinvolti tutti questi bravissimi autori?

Sarebbe bello però leggere il seguito di Cuori nelle tenebre…

Fonte: Il Salotto del Gatto Libraio

“Cronache maledette” nel Salotto del Gatto Libraio

Strana gente quella che scrive

Strana gente quella che ama scrive, strana per davvero.

Persone che passano il loro tempo a trovar parole, a costruire frasi, a elaborare storie che il più delle volte non saranno lette.

Vivono emozioni in compagnia di esseri invisibili ai più, ma non a loro, personaggi nati dalla loro stessa mente, immaginari esseri incorporei.

E che dire di quando le vedi scappare a digitare sulla tastiera, come se fossero invasate, fermarsi all’improvviso per rileggere ciò che hanno scritto e poi riprendere più deliranti di prima, mentre tu provi senza alcuna speranza ad attirare la loro attenzione su problemi reali e magari urgenti, come preparare la cena o organizzare l’uscita serale con gli amici? Tempo sprecato perché, se pure ti rispondono, stai sicuro che proveranno comunque a soddisfare il loro bisogno di voli pindarici in perfetta solitudine, anche quando sono in tua compagnia.

Se le guardi meglio negli occhi capisci che sì, sono con te, almeno con il corpo, ma con la mente sono altrove, vivono in una realtà parallela quasi onirica dove la fantasia la fa da padrona.

È una sorta di droga, quella dello scrivere, un allucinogeno che nulla ha in comune con gli altri, ma che produce effetti simili: distacco dalla realtà, visioni, euforia, eccitazione o apatia, a seconda dei casi. Farne a meno riesce loro davvero impossibile. Il bisogno che hanno di staccarsi dai loro doveri quotidiani per inseguire l’immaginario mondo della mente risulta così difficile da vincere che scelgono di soffrire pur di esaudirlo; vivono la loro necessità di volare lì dove i sogni e le emozioni la fanno da padrone come una sorta di cura al male di vivere che provano.

Non per questo quelli che amano scappare dalla realtà scrivendo sono insensibili o altezzosi, anzi, proprio grazie a questa loro “sofferenza”, vissuta serenamente e in cui si crogiolano beatamente, non trovano difficoltà a comprendere l’animo umano e a correre in aiuto di chi ne avesse bisogno.

Il loro modo singolare di dividersi tra i due mondi, quello della routine quotidiana e l’altro, il meraviglioso mondo della fantasia, trova molte similitudini con chi ama leggere.

Vi è mai capitato di finire di leggere velocemente un bellissimo racconto e, staccando il vostro sguardo dalle pagine scritte, non riconoscere, anche se solo per un attimo, il posto dove vi trovate, fosse anche casa vostra? O addirittura meravigliarvi di scoprire che accanto a voi c’è vostro marito che dorme, o vostra moglie, e domandarvi che cosa sia successo senza trovare risposta? Bene, allora benvenuti tra noi: voi potete capire la fatica di passare da un mondo (quello dell’immaginario) all’altro (la realtà) di chi di questa pratica dello scrivere ne ha fatto una malattia. Non che la sofferenza di fare questi salti nel buio fermi noi amanti delle parole scritte, anzi, sembra che tra noi serpeggi un masochismo galoppante, un deliziarsi, inverosimilmente, di questo difficile esercizio. Per altro chi di voi non aspirerebbe a creare un mondo dove si può scegliere ogni cosa: persone, situazioni, ambientazione, problemi e soluzioni? Insomma, dove ogni cosa sottostà ai nostri desideri? Almeno finché non ci facciamo prendere la mano da ciò che abbiamo creato… In tal caso, ci ritroviamo a scivolare sulle parole senza averne coscienza, stupendoci di ciò che queste ci mostrano.

Ci potrà mai essere una cura a questa malattia?

Diffido chiunque a trovarla, se così fosse non esisterebbe più ciò che ci è più caro, quell’essenza preziosa della fantasia, quell’aroma di immaginario che ci accompagna ogni giorno sollevandoci dal peso di vivere e che ci rende possibile sognare e far sognare tutti quelli che aspettano una mano da noi per volare oltre.

Ricordate, signori, che la fantasia è un portale magico che attraversiamo ogni volta che abbiamo bisogno di sognare. Guai se ciò non potesse succedere, perché allora avremmo perduto quella parte di noi così importante che ci permette di ritornare all’età in cui tutto era possibile e in cui la nostra mente era aperta a ogni nuova esperienza, senza limiti e pregiudizi.

Comunque vada, noi in questo strano mondo ci stiamo bene e vorremmo portarci chiunque abbia la voglia e la pazienza di leggere ciò che dalla nostra penna nasce.

Marina Lisi

Viola. Il Dono dell'Ambra  Viola. Il Bracciale del Comando  Viola. Il Potere della Strega

Scrivere un romanzo fantasy  Cronache maledette  I Dofheithe

Marina Lisi ha pubblicato con flower-ed i romanzi della saga fantasy “Viola”: “Viola. Il Dono dell’Ambra” (2012), “Viola. Il Bracciale del Comando” (2013), “Viola. Il Potere della Strega” (2015); il manuale “Scrivere un romanzo fantasy” (2013), il racconto “Il Bardo”, contenuto nella raccolta “Cronache maledette” (2014), e il romanzo “I Dofheithe” (2015).

Strana gente quella che scrive

Intervista a Mattia Spirito

Mattia Spirito

Continuano le interviste ai giovani e talentuosi autori della casa editrice Flower-ed. Oggi con noi c’è Mattia Spirito.

Ciao Mattia e benvenuto su Zebuk. Ti va di parlare un po’ di te ai nostri lettori?

Non so mai cosa dire di me. Preferisco parlare di ciò che mi piace scrivere o di ciò che vorrei leggere. Sì, lo so, sembra un cliché. Ci provo. Ho 25 anni. La mia prima opera l’ho scritta a 16 anni e terminata a 17. Un annetto circa. Questa piccola creatura primordiale si chiama “Dopo il tramonto”. Ho deciso solo dopo un po’ di tempo, puramente per gelosia, di pubblicarla e renderla nota ai lettori. Mi piace scrivere di notte… forse per l’aiuto della ghiandola pineale, come dice Stevenson, o semplicemente perché trovo le ore notturne e buie davvero gradevoli all’ascolto dei miei stessi pensieri. Cerco di destreggiarmi tra vari mondi fantastici senza dimenticarmi, o cercando di non evadere troppo, da quello reale. Infatti cerco di far coincidere le mie storie con il limite tra realtà e fantasia. Mi piace lasciare l’alone del dubbio delle leggende che sentiamo ogni giorno. Chissà che alcune non siano vere.

Il tuo primo romanzo Dopo il tramonto è una storia di vampiri, alcuni davvero crudeli. E i vampiri si ritrovano anche nel tuo racconto che fa parte di cronache Maledette. Possiamo dire che i signori delle tenebre hanno un fascino particolare per te?

Indubbiamente mi affascinano e incantano… Ma credo sia la creatura che più di tutte possa soggiogare l’essere umano e allietarlo nelle notti buie con quel pizzico di grazia terrificante. Sapevate che secondo alcuni le storie dei primi vampiri risalgono alla preistoria? Con il tempo la sua figura è stata trasformata o si è evoluta, come preferite, fino a portarlo a “Il vampiro” di John Polidori (1819), che scatenò una vera ossessione verso questa creatura, e alla creazione di “Dracula” di Bram Stoker (1897); con il tempo la sua figura è cambiata ancora divenendo una sorta di bambola ridicola dei giorni nostri. Cerco invece di far ricordare la vera figura vampiresca e la sua bestialità, pur confinando con le ideologie moderne senza abusarne.

Nella raccolta di racconti Visioni sotto un anfratto di stelle emerge un lato di Mattia diverso, meno sanguinario, più fantastico. Possiamo dire che Mattia sa destreggiarsi bene tra tutti i mondi del fantastico?

È proprio quello che volevo con la pubblicazione di questa raccolta di dieci racconti. Il mio obiettivo è quello di creare narrazioni differenti e storie affascinanti appunto toccando più mondi del tutto diversi l’uno dall’altro. La mia punta di diamante è ancora in fase di creazione e credo sia qualcosa di innovativo.

Puoi dirci quali sono gli scrittori che hanno influenzato il tuo stile?

Il primo libro fu “Il collezionista di ossa” Jeffery Deaver. Questo autore è stato una sorta di capostipite del mio stile. Ma con il tempo mi sono spostato su scrittori come Conan Doyle, che adoro, Oscar Wilde, Stephen King, dal quale ho imparato molto, Ernest Hemingway, Luis Stevenson, Bram Stoker, Mary Shelley, e anche Cassandra Clare con in suoi Shadowhunters.

E ora l’ultima domanda: quali libri hai al momento sul comodino?

Sul comodino ho diverse opere da terminare. Alcune sono state iniziate per non tralasciare alcune idee base e non dimenticarle, ma poi sospesi perché sono impegnato con il seguito di Dopo il tramonto. Un’opera a cui tengo molto uscirà dopo il seguito a cui ora sto lavorando e un altro libro sui vampiri in una visione un po’ diversa è in attesa di essere terminato. Poi, quando la notte avrò nuovi spunti prima di diventare insonne del tutto, butterò giù qualche altra idea.

Grazie Mattia per la disponibilità e a rileggerci presto su Zebuk!

Fonte: Zebuk

Intervista a Mattia Spirito

Ilenia Di Carlo, “VirtualGenius”

Della mia infanzia ricordo le domeniche d’estate passate a giocare in cortile: campana, nascondino, palla avvelenata. Era il tempo dei preziosi sandali blu, quelli con due buchi grandi e due piccoli, del latte caldo con pane inzuppato tutte le sere e poi via, sotto le coperte! Era il tempo dei mitici Soldini al cioccolato e dello spot con il martello della Plasmon, era il tempo della felicità e spensieratezza ma, soprattutto, era il tempo delle prime sale giochi. Io e mio fratello Antonio la raggiungevamo sempre a piedi quella dietro l’angolo, quella con l’insegna viola che la sera diventava luminosa, regalando nuovi colori a quelle strade vuote e buie di cui a volte avevo paura. “Fifone, Grissino fifone” mi chiamava sempre e questo mi faceva infuriare, e non solo perché ero ancora molto piccolo e non avevo il permesso di partecipare ai giochi dei più grandi, ma anche perché lo odiavo. Sì, odiavo mio fratello perché a tredici anni suonati usciva già coi soldi in tasca e poteva sempre scegliere la merenda che più gli piaceva, rifilandomi spesso uno di quei lecca lecca appiccicosi che conservava nei jeans per giorni e che per il gran caldo si scioglievano miseramente tra le dita, assumendo strane forme così diverse da quella originale, e poi perché mi impediva di giocare a VirtualGenius.

VirtualGenius era l’attrazione principale della sala giochi, i più grandi facevano a gara per passare ore a riempire quella macchinetta di gettoni nella speranza di completare tutti i livelli di gioco. Un’assurda e infinita corsa a ostacoli contro mostri e insetti giganti di ogni genere fino ad arrivare all’ultima porta, per scoprire finalmente chi o cosa si celasse dietro la misteriosa ombra incappucciata chiamata Slem. Bastava strapparle la maschera e la sua identità svelata avrebbe reso vincitore il giocatore di turno, ma non era poi così facile come sembrava. Nessuno infatti era mai riuscito a raggiungere l’ultimo livello di gioco e spesso, relegato in un angolo lontano a occuparmi di passatempi più semplici insieme ai miei amici di allora sentivo imprecare mio fratello, che di gettare la spugna proprio non ne voleva sapere. VirtualGenius era quasi una leggenda ormai, un’ossessione e se chiudo gli occhi mi sembra ancora di vederlo, le sopracciglia aggrottate in un’espressione furente e le mani strette a pugno mentre fissa immobile l’inquietante Slem, che facendo capolino dallo schermo, lo invita con tono sepolcrale a inserire una moneta per iniziare finalmente il gioco. Un cappuccio vuoto, un’immagine distorta e indefinita che attende solo di essere scoperta. Una notte, quella notte impressa ormai nella mia memoria come una specie di vivida istantanea, vidi mio fratello sgattaiolare furtivamente dal suo letto per vestirsi velocemente e uscire dalla finestra, credendo di non essere notato. Sapevo esattamente dove fosse diretto così lo seguii senza pensarci troppo, ma lui non ci mise molto ad accorgersi della mia presenza.

Che cavolo ci fai qui, Grissino?” sibilò stringendomi il braccio esile fino a farmi male mentre mi dimenavo piagnucolando.

Se la mamma scopre che vai alla sala giochi a quest’ora della notte ti punirà” dissi in tono lamentoso, e in risposta ottenni una risatina di scherno. I suoi occhi, di un caldo color nocciola mi fissarono con livore.

Non scoprirà proprio un bel niente se tu non farai la spia, perciò se ti azzardi ad aprire quel tuo stupido becco parlante giuro che te ne pentirai amaramente per il resto della vita!” Tremai alla sua esplicita minaccia, ma ormai c’ero dentro fino al collo e l’unica cosa che potevo fare era seguirlo. Mi trascinai mestamente dietro di lui, sentendolo bofonchiare parole incomprensibili mentre di tanto in tanto mi allungava dei calci ben assestati, serrando le labbra nell’inutile tentativo di trattenere le lacrime. Avevo sempre saputo di essere una palla al piede per mio fratello ma era solo questione di tempo, prima o poi avrei trovato il modo di fargliela pagare per come mi trattava. Le mie ginocchia erano tanto deboli da non riuscire quasi a reggermi in piedi poiché il sonno notturno cominciava a farsi sentire, ma non potei fare a meno di rabbrividire quando vidi Antonio rompere il vetro con l’aiuto di una pietra e forzare così la serratura dell’ampia porta del locale, esultando a denti stretti quando riuscì nell’intento. Mi guardai indietro nella strada buia e silenziosa che col cuore in gola avevo appena attraversato, sperando che nessuno si fosse accorto di ciò che stavamo facendo.

Allora, ti decidi a entrare o cosa?” mi bisbigliò mio fratello e io sussultai, facendogli timidamente notare che forse qualcuno avrebbe potuto sentirci.

Che c’è, te la fai sotto, Grissino fifone? Nessuno si accorgerà che siamo qui perché a quest’ora dormono tutti, e anche se fosse non mi importa un bel niente. Dannazione, oggi mi mancavano solo due livelli e avrei finalmente smascherato quel cappuccio parlante, se solo non mi avessero interrotto sul più bello… ma stavolta Slem ha i giorni contati!” Mentre parlava riuscivo solo a pensare a come quell’assurda follia ci avrebbe sicuramente messo nei guai di lì a poco, magari facendoci finire in prigione, ma l’improvvisa, inconfondibile melodia elettronica che presto si diffuse nell’aria e che segnava l’inizio del gioco riuscì a breve a catturare la mia attenzione, costringendomi ad avvicinarmi di più allo schermo per controllare i progressi di mio fratello. Deglutii e serrai subito le palpebre all’inquietante, prima apparizione di Slem che al solito ci dava il benvenuto, invitandoci a iniziare il gioco.

Puoi scommetterci, bastardo!” esclamò Antonio, e mi accorsi che i suoi occhi brillavano di una luce nuova. Si sentiva già la vittoria in tasca, e mentre pensavo al fatto che avrebbe potuto giocare all’eroe anche domattina, alla consueta apertura del locale anziché commettere quel reato in piena notte, come un ladro, mi ritrovai a considerare che i primi livelli erano sempre i più semplici da superare. Le mani di mio fratello sembravano quasi danzare sui tasti colorati, tanto erano veloci, ma le prime difficoltà non tardarono ad arrivare. La musica si fece sempre più incalzante, Lo schermo sempre più luminoso e ipnotico e lui, più concentrato che mai aveva già raggiunto il luogo di non ritorno. Quello a cui nessuno, fino a quel momento, era mai riuscito ad arrivare. “Complimenti, hai raggiunto l’ultimo livello!” cantilenò la solita voce sepolcrale, mettendomi ancora una volta i brividi. A quel punto mi sollevai in punta di piedi, seguendo attentamente con lo sguardo il minuscolo omino stilizzato che, più veloce di una saetta, superò tutti gli ostacoli presenti sul suo cammino prima di fermarsi all’ultimo, il più difficile. Quello che da tempo aspettavamo.

Sì, ci siamo finalmente!” esultò mio fratello, preparandosi a conoscere il vero volto di Slem. Le sue dita continuarono ad armeggiare su quei tasti consumati dal tempo e dalle ore di gioco, in fretta, sempre più in fretta mentre spessi rivoli di sudore scivolavano sulla sua fronte aggrottata… il respiro si affannava… l’ansia cresceva ogni minuto che passava…

Quel luogo sconosciuto e da sempre inaccessibile lo esaltava, possedendolo completamente. Il suo viso era una maschera impenetrabile su un corpo teso verso l’inevitabile certezza…

È questa l’ultima immagine che conservo di mio fratello poiché, da quella volta, nessuno lo vide più. Nessuno sa che fine abbia fatto, o cosa sia realmente accaduto in quella sala giochi. Solo io conosco la verità. Sono trascorsi dieci anni da allora, e anche se raccontassi ciò a cui ho assistito nessuno mi crederebbe. Nessuno mi prenderebbe sul serio. E poi, per quale motivo dovrei farlo? Era l’occasione che aspettavo da tempo, vendicarmi finalmente di lui. Non c’è più traccia di mio fratello, non in questo mondo almeno. L’aria frizzantina della sera solletica le mie braccia scoperte, facendomi rabbrividire mentre mi ritrovo a schiacciare il naso contro una vetrina ormai opaca e sporca che mi rimanda la triste immagine di ciò che è stato, e che mi fa ancora sorridere. La vetrina della nostra sala giochi, conforto e simpatia di noi che siamo stati ragazzi. Un piccolo mondo ora desolato e abbandonato a se stesso, ma ancora intriso di tutti i nostri sogni. O i nostri incubi peggiori. In un angolo, ormai corroso e logorato dal tempo, come un vecchio rottame accatastato sugli altri lo scorgo e, per un attimo, nonostante tutto, mi si stringe il cuore.

VirtualGenius. Trappola mortale, tomba senza via d’uscita. Il ricordo di quella notte mi pulsa ancora dentro, vivido e terribile come il primo giorno. So che dovrei ricacciarlo indietro. In fondo, è meglio così.

Solo io so cosa è successo.

La luce abbagliante che cola dallo schermo e avvolge il suo corpo, sempre più distante. Sempre più impalpabile…

Solo io so cosa è successo.

Il suo urlo straziante che mi ferisce le orecchie mentre mi costringo a guardare. Mentre provo debolmente ad afferrarlo, accorgendomi troppo tardi che le mie mani stringono solo l’aria…

Solo io so cosa è successo.

E poi i suoi occhi, finalmente visibili sotto l’ampio cappuccio su quel freddo schermo, attraverso la luce. Occhi che mi fissano tenebrosi, senza vedermi. Occhi di un caldo color nocciola, che riconoscerei tra mille…

Solo io so cosa è successo.

Le sue labbra, arcuate in un ghigno malefico mentre una diabolica risata echeggia per tutta la stanza. La solita voce sepolcrale ha ora qualcosa di familiare.

“Benvenuto a VirtualGenius, sfortunato giocatore. Inserisci una moneta.”

Solo io so cosa è successo…

Solo io conosco il vero volto di Slem.

Ilenia Di Carlo

      Il risveglio

Ilenia Di Carlo, "Sacrilegio" flower-ed 2014      Cronache maledette

Ilenia Di Carlo ha pubblicato con flower-ed i romanzi fantasy dedicati alla strega Allyson, “Dannatamente tua” (2013) e “Il risveglio” (2015), il romanzo fantasy “Sacrilegio” (2014) e il racconto “Isobel”, contenuto nell’e-book “Cronache maledette” (2014).

Ilenia Di Carlo, “VirtualGenius”

Due nuovi e-book di narrativa fantastica e tanti sconti

“Il Grimorio”, la collana di narrativa fantastica di flower-ed, si arricchisce questo mese di due nuovi e-book.

Angeli dannati. Il giudizio
Giusy Amoruso
Angeli dannati. Il giudizio

Sin da oggi, 7 maggio, potete trovare in tutte le librerie on-line la seconda attesissima parte del fantasy di Giusy Amoruso, “Angeli dannati. Il giudizio”. Una rivisitazione in chiave moderna di un’apocalisse che vede protagonisti personaggi distanti tra loro, sebbene congiunti da un unico fine: l’amore, forse l’unico cardine in grado di far muovere il mondo. “Angeli dannati. Il giudizio” rappresenta l’amore contro ogni logica. Seguendo semplicemente la voce del cuore, gli angeli di Giusy Amoruso si spingono ancora una volta oltre la loro natura: una scelta che li porterà a rinunciare al Cielo per vivere la Terra.

Angeli dannati Amoruso
Giusy Amoruso
Angeli dannati

Potete acquistare i due romanzi sul sito della casa editrice flower-ed.it e in tutte le librerie on-line, al prezzo speciale di 1,99 €!


Mattia Spirito
Visioni sotto un anfratto di stelle

A partire dal 18 maggio, potrete poi scoprire la nuova opera di Mattia Spirito, “Visioni sotto un anfratto di stelle”: un insieme di dieci storie fantastiche che ruotano attorno al perno dell’amore per le persone e gli animali; storie che permettono al lettore di staccare da quella quotidianità che tenta di uccidere sogni e visioni.

Dopo il tramonto
Mattia Spirito
Dopo il tramonto

Potete acquistare i racconti e il primo romanzo di Mattia Spirito, “Dopo il tramonto”, sul sito della casa editrice flower-ed.it e in tutte le librerie on-line, al prezzo speciale di 1,99 €!

Cronache maledette
Marina Lisi – Monica Ricci – Ilenia Di Carlo – Giusy Amoruso – Mattia Spirito
Cronache maledette

Giusy Amoruso e Mattia Spirito rappresentano due voci importanti della nostra collana di narrativa fantastica, ciascuna con le proprie peculiarità, doti e originalità. Due voci che si sono perfettamente armonizzate nel racconto “Cuori nelle tenebre”, contenuto nell’e-book “Cronache maledette”. Leggetelo e sognerete, immaginerete, resterete ammaliati dalle loro parole.

Potete acquistare “Cronache maledette” sul sito della casa editrice flower-ed.it e in tutte le librerie on-line, al prezzo speciale di 0,99 €!

La scelta

E non dimenticate di scaricare il racconto di Giusy Amoruso, “La scelta”, su flower-ed.it… Non costa nulla, è gratuito!

Buona lettura!

Due nuovi e-book di narrativa fantastica e tanti sconti

Un giardino bellissimo chiamato flower-ed

Sono passati tre lunghi anni da quando sono entrata a far parte di questa bellissima famiglia chiamata flower-ed e li voglio festeggiare ricordando ciò che mi ha donato.

Parlare della flower-ed come di una piccola casa editrice nativa digitale è semplicemente riduttivo: lo sarebbe stata se non fosse nata, cresciuta e diventata quello che è sotto la direzione di Michela Alessandroni. Le sue idee, la sensibilità e la lungimiranza con cui si sono trasformate hanno reso questa casa editrice un vero giardino dove i fiori che lei stessa ha scelto, e ha saputo far fiorire, fanno bella mostra di sé.

La mia esperienza in questo giardino virtuale nasce agli albori quando non eravamo più che tre le autrici presenti nel catalogo della flower-ed: io, Michela Alessandroni e Giordana Di Ermenegildo. Ero felice di stare accanto a due autrici di pregio, ma non vi nascondo che mi sentivo intimorita dalla loro cultura e preparazione; il mio era solo un romanzo fantasy, il primo della casa editrice, e come tale era frutto di sola fantasia, la mia.

Viola. Il Dono dell'Ambra

La storia di Viola nacque per una scommessa con me stessa; avevo sempre scritto, perché mi piaceva molto, ma dalla mia penna erano nati solo piccoli racconti, poesie, abbozzi di storie mai terminate. Le prime trenta pagine mi erano fatali, non riuscivo ad andare oltre, invece con Viola sembravo correre sulle parole senza alcuna difficoltà. Ero la prima a sorprendermi di ciò, avevo l’impressione che si fosse aperta una porta e attraverso questa si fosse riversata tutta la storia, con ambienti mai pensati prima, personaggi fuori dal comune, avventure e amori.

Inviai a Michela il file solo per avere una sua opinione e magari una correzione: lo avrei stampato per me e per i miei amici, nulla di più. Immaginate la mia sorpresa quando mi chiese di pubblicarlo per la sua casa editrice appena nata. Ne fui felice e onorata, ed eccomi qua.

I miei libri poi divennero tre, perché le avventure di Viola non potevano finire così presto. Questa timida ragazza, che si scopre diversa dalle sue compagne di scuola, sembrava riempire la mia mente.

Viola. Il Bracciale del Comando

Nel primo come nel secondo e poi nell’ultimo libro, la protagonista continua a trasformarsi come una crisalide che diviene una bellissima farfalla. Una speciale, però, perché la protagonista dei libri, oltre che trasformarsi da ragazza in donna, deve imparare a gestire le sue facoltà particolari che la porteranno a diventare una guaritrice potente, una sacerdotessa, un membro importante di un popolo oscuro e non solo. Senza dimenticare che nel frattempo si innamorerà non di uno ma di due ragazzi, così diversi e così uguali nel dipendere da lei: Vittorio e Niall.

Viola. Il Potere della Strega

Il primo volume è intitolato “Viola. Il Dono dell’Ambra”, il secondo “Viola. Il Bracciale del Comando” e l’ultimo, uscito da poco, “Viola. Il Potere della Strega”, che permette di assaporare la conclusione di tutta la storia senza attendere nuove uscite.

Chi fosse curioso di sapere come nasce un racconto fantasy può leggere il mio piccolo manuale “Scrivere un romanzo fantasy”, anche questo nato dall’idea della mia editrice; semplice chiacchierata tra chi come me li scrive e chi vuole cimentarsi in questa narrativa così particolare.

Scrivere un romanzo fantasy

In questi anni mi hanno raggiunto altri bravissimi autori di storie fantasy come Giusy Amoruso, Ilenia Di Carlo, Mattia Spirito e per ultima, ma non ultima, Monica Ricci, con i quali ho avuto piacere di scrivere un e-book a più mani dal titolo “Cronache maledette”, con una magica Introduzione della nostra Michela Alessandroni.

Cronache maledette

È stata un’esperienza molto bella e interessante riuscire ad amalgamare diversi modi di scrivere, ognuno specchio fedele della propria personalità, cercando di raccontare storie che dovevano scivolare l’una accanto all’altra nel filo della narrazione come perle di una collana o di dialogare insieme, come è stato per i racconti di Giusy e Mattia.

Non è stato facile, ma il risultato mi è piaciuto molto e spero di rifarlo al più presto, perché questo e-book è, a parer mio, uno splendido esempio di ciò che caratterizza la flower-ed: originalità, professionalità e collaborazione.

Marina Lisi

Un giardino bellissimo chiamato flower-ed

Un sogno firmato flower-ed

Ilenia Di Carlo

“Se ci credi davvero i sogni si avverano”

È questo che mi sono sempre ripetuta nella mia vita da adolescente, e che continuo a fare ancora adesso. Perché è vero, è proprio così, i sogni a volte si avverano, regalandoti emozioni che mai avresti pensato di provare. E il mio si è finalmente trasformato in realtà grazie alla casa editrice flower-ed, che capitanata da una dolce e bravissima Michela Alessandroni – fin dai primissimi momenti sempre disponibile e amichevole nei miei confronti – mi ha dato la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo fantasy “Dannatamente tua gelosamente custodito fino a quel momento in uno dei miei preziosi cassetti, tra le pieghe del mio cuore. Dannatamente tua narra le vicende di Allyson, giovane strega bianca dotata di straordinari poteri la cui vita viene improvvisamente sconvolta dall’arrivo di un ragazzo misterioso e affascinante, del quale finisce ben presto per innamorarsi. Ma Aaron, questo è il suo nome, sembra nascondere molto più di quanto voglia far credere, trascinando così la nostra simpatica e un po’ buffa eroina attraverso una serie di oscuri e spiacevoli eventi che cambieranno per sempre la sua esistenza. Mi sono divertita molto a scrivere questa lunga e tormentata storia d’amore e di magia, identificandomi spesso nei suoi protagonisti e soffrendo con loro quando le cose si mettevano male. Le ho così regalato un’anima tutta sua, che ben presto mi ha spinta a continuare il racconto racchiudendolo in una seconda parte, Il risveglio, on-line da appena qualche giorno. Sono felice che mi sia stata data la possibilità di riportare Allyson alla luce attraverso questo nuovo, incredibile romanzo che ancora una volta la vede protagonista, anche se stavolta i demoni contro cui si ritroverà a combattere saranno soprattutto quelli interiori, rendendola preda di forti e violente emozioni che la spingeranno verso l’abisso più oscuro. Riuscirà la nostra giovane strega a tirarsi fuori dai guai, questa volta? Speriamo di sì, perché qualcosa mi dice che le sue avventure non siano ancora terminate…

Adoro cimentarmi nel genere fantasy e la mia mente è in continuo movimento praticamente da sempre, ecco perché a far compagnia a queste mie opere possiamo trovarne una terza con il titolo di Sacrilegio, totalmente slegata però dalle prime due. “Sacrilegio” racconta infatti la storia di un improbabile amore, quello tra un dolcissimo angelo custode e uno spietato demone tentatore che presto, molto presto li metterà di fronte a una dura e sconvolgente realtà che le due creature così diverse tra loro si troveranno a dover affrontare, anche a costo di grandi e dolorosi sacrifici. Il romanzo è ricco di spunti su cui riflettere, perfetto se vi piace crogiolarvi negli amori impossibili. La fantasia non si ferma qui e flower-ed è abilissima a stimolarla, specie quando in questo magico mondo riesci anche a trovare degli amici con cui condividere le stesse, grandi passioni. È sempre qui infatti che poco tempo dopo nasce Cronache maledette”, frutto della collaborazione del fantastico gruppo di Fantasylandia di cui faccio parte insieme a Michela, Marina Lisi, Monica Ricci, Giusy Amoruso e Mattia Spirito, che noi tutti ci divertiamo a chiamare affettuosamente Drake, come l’antico vampiro protagonista di uno dei racconti contenuti in questa bellissima raccolta in cui amori, intrighi e maledizioni si incrociano instancabilmente. È il caso di “Isobel”, ingenua strega bianca alle prese con un amore non ricambiato che la costringerà a scendere a patti col suo “io” più profondo, consacrandola per sempre all’oscurità.

Flower-ed ormai non rappresenta più solo una casa editrice, ma una piccola e calorosa famiglia per tutti noi. Una famiglia destinata a crescere, sempre presente finché ci saranno sogni da realizzare.

Ilenia Di Carlo

Un sogno firmato flower-ed