Recensione di VOLANDO VERSO L’AUSTRALIA ***SPOILER***

Volando verso l’Australia pubblicato dalla casa editrice Flower-ed è un romanzo emozionante ma non è un romanzo per tutti. La scrittrice Amalia Santiangeli sembra voglia analizzare il ruolo fondamentale che l’amore occupa nella vita di ciascuno di noi e dedica questo suo scritto a tutti coloro che credono nell’importanza di questo sentimento, il sentimento più puro, sincero ed autentico che l’uomo possa provare.Il romanzo è stimolante sia per gli argomenti trattati che per il tipo di scrittura fluida e scorrevole che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. E’ un libro che si legge tutto d’un fiato.

Volando verso l’Australia
vede come protagonista Vittoria una donna che pur avendo quasi quarant’anni, è ancora molto giovanile e affascinante, una persona indipendente e di successo ma insoddisfatta. Era cresciuta viziata, con un’innata femminilità e una grande capacità di conoscenza delle debolezze, dei vizi e anche dei pregi dell’altro sesso, fino a quando un piccolo avvenimento inaspettato sconvolge la sua vita pianificata e metodica: un blocco in ascensore con un uomo sconosciuto per una manciata di minuti la trasforma in una donna disinibita e provocante. E’ una donna nuova, apparentemente diversa da com’era prima sebbene, in qualche modo, ineluttabilmente collegata ad essa. Eppure, quando la luce ritorna, ricompare anche la Vittoria di tutti i giorni, distante e professionale che, senza esitazione, si rivolge all’uomo, Franco, che ha appena appassionatamente baciato e da cui si è fatta accarezzare con un:posso invitarla a cena una di queste sere? I due si frequentano, si conoscono meglio e quando sembra che stia per iniziare qualcosa di importante ma a questo punto la storia si spezza: lei perde la memoria mentre è in volo verso l’Australia. In questo paese straniero, lontana da tutto ciò che conosce, rimane sedotta da George un passeggero dolce e affascinante che le offre prontamente il suo aiuto portandola a casa con sé, prolungando così il soggiorno australiano: Franco è soltanto un nome senza volto riportato su un’agendina. Solo in seguito, con l’aiuto di un terapeuta, riesce a fare delle piccole incursioni nel suo passato. E’ però il ritorno a Milano che le consente di rievocare tutti i suoi ricordi, i suoi affetti e l’amore per Franco.
La storia potrebbe riprendere da dove si era interrotta, senza ulteriori complicazioni, se non fosse che Vittoria scopre di aspettare un bambino e la decisione che dovrà prendere potrebbe cambiarle tutta la vita. Il finale non ve lo sveliamo vi diciamo solo che è intenso, sofferto e sorprendente insomma proprio da leggere.

La Santiangeli ci fa entrare dentro l’universo della complessa psicologia femminile affrontando il tabù della sessualità di coppia. Ci fa comprendere la responsabilità di una maternità inattesa e gli oneri che questa comporta, ma soprattutto il libro celebra il valore della sincerità come presupposto per il vivere insieme rievoca la massima di La Rochefoucauld: la sincérité est une ouverture de coeur.

 

di Laura Bianco, addetto stampa

Amalia Santiangeli, Volando verso l’Australia

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Recensione di VOLANDO VERSO L’AUSTRALIA ***SPOILER***

Incontro con l’autore: Amalia Santiangeli

Nella mia vita ho prodotto tantissimi testi: inizialmente brevi scritti e racconti, poi, domandandomi come sarebbe stato immergermi in una realtà più lunga e articolata, anche romanzi.

Volando verso l’Australia” è il mio primo romanzo, in cui narro una storia d’amore e tutti i problemi legati alle scelte e le difficoltà che spesso la vita impone.

La trama e i protagonisti sono frutto della mia fantasia, ma per gli elementi che costituiscono la cornice, dai luoghi ai personaggi secondari, ho attinto alla realtà che conosco. Per esempio, Bacedasco e Coggiola sono due posti legati alla mia famiglia, uno nel mio passato e l’altro nel mio presente. L’Australia rappresenta, invece, una speranza di viaggio, ma molto molto lontana. I personaggi che attorniano i protagonisti sono tratti da figure umane conosciute e che ho preso un po’ come modelli per via di alcune loro particolarità specifiche.

Una curiosità è legata alla scena dell’ascensore, che si trova all’inizio della narrazione. Gli ascensori sono un argomento a me caro, in quanto una parte della mia famiglia ha contribuito alla loro realizzazione a Torino, ma non solo, fin quasi dagli inizi del secolo fino a dieci anni fa circa. Sul territorio sono ancora presenti molti di essi con la targhetta originaria. Mi piace pensare che in ogni mio romanzo io possa inserire in qualche modo una scena legata a questi mezzi di trasporto.

Altro filo rosso dei miei romanzi è l’importanza che riveste il dialogo di coppia. Credo molto nel rapporto di coppia, anche a lungo periodo (meglio sarebbe per tutta la vita), e penso che un dialogo profondo, schietto, trasparente e costruttivo sia una delle chiavi di volta. Il dialogo di coppia si esplica a diversi livelli, in diversi modi e la coppia dovrebbe conoscerne e impararne il linguaggio. In questo romanzo ho affrontato quello che ritengo uno dei linguaggi più utilizzati, spesso superficialmente malgrado l’evoluzione umana, ancora in maniera personale e con mille silenzi: la sessualità. Sono molte le amiche, le donne che sento raccontare delle loro insoddisfazioni in tale campo, ma non ne parlano con il partner.

Assieme a mio marito, ho accompagnato per venti anni le coppie di fidanzati nel cammino prematrimoniale: con l’equipe di cui abbiamo fatto parte, ho sempre cercato di sottolineare questo aspetto del rapporto di coppia, dedicando un intero incontro alla sessualità e ai problemi in essa racchiusi (mentre dovrebbe essere una delle massime espressioni di comunicazione e comunione). In questo romanzo alcuni brani possono sembrare un po’ forti, un po’ troppo hard, ma questa è stata una scelta fatta per porre esplicitamente l’accento questo aspetto. Una cosa sulla quale mi sono non poco interrogata è stata, dunque, come affrontare le scene legate alla sessualità, e ho deciso di farlo in maniera molto diretta ed esplicita, soprattutto laddove si trattava di situazioni che erano pesanti e causa di sofferenza per la figura femminile.

Scrivere questo romanzo è stato interessante e appassionante, ma mi ha messo di fronte anche a delle sensazioni e fatiche impreviste: una scrittura esercitata soprattutto di sera e di notte, da conciliare con la costante degli impegni professionali e familiari, con intervalli più o meno lunghi, in cui mi è anche capitato di stupirmi rileggendo il testo di aver già scritto determinate cose.

Mi ha colpito molto il modo in cui scrivere di certi personaggi mi abbia portato ad affezionarmi a loro e alla loro storia, e a dispiacermi all’avvicinarsi della conclusione dovendo lasciarli andare per la loro strada, non essere più parte delle loro vite.

Amalia Santiangeli, autore di Volando verso l’Australia

Incontro con l’autore: Amalia Santiangeli