DAJEJUNG. Racconti brevi di Mauro Simeone

Dajejung è una raccolta di quattordici racconti in cui il filo conduttore è rappresentato dagli insegnamenti di Carl Gustav Jung, padre della moderna psicanalisi.
Le storie narrate prendono spunto dall’interesse dell’autore per la psicologia e mischiano fatti realmente accaduti a fantasie, suggestioni, esperienze oniriche.
Attraverso uno stile che in alcuni racconti è ironico, in altri provocatorio, in altri ancora romantico, il lettore viene condotto in un territorio generalmente esplorato soltanto dagli addetti ai lavori, ed è indotto a guardarsi dentro, in un viaggio che giunge nell’interiorità più intima, toccando le corde dell’emozione e della fragilità umana.
Dajejung di Mauro Simeone
Formati: PDF (94 pagine) + EPUB
ISBN: 978-88-97815-03-7
DAJEJUNG. Racconti brevi di Mauro Simeone

Recensione di DAJEJUNG di Mauro Simeone pubblicata su Art-Litteram

Ogni volta che dalla redazione arriva un nuovo libro da leggere per il quale viene richiesta recensione, già sai che il contenuto di immagini, parole e sensazioni descritte in quel fascicolo, potranno avere un unico duplice esito (recensirai oppure non recensirai quel testo) ma di sicuro la lettura lascerà dentro di te qualcosa di unico e speciale, perché proveniente da una fonte appunto unica e irripetibile: quell’autore.Quando ho iniziato a leggere DAJEJUNG di Mauro Simeone (Edizioni Flower-ed), il mio primo pensiero è andato al titolo e alla curiosa e originale postura glottologica alla quale, il solo pronunciarlo, il nostro apparato vocale è obbligato, dipingendo sul volto un’espressione nuova e inusuale, creata da quell’accavallarsi di vocali e consonanti al quale la nostra dizione non e’ abituata. E’ un po’ ciò che accade nei racconti brevi riportati in questo libro. Un gioco tra passato e presente, tra sentire e percepire, tra evocare e rimuovere per scoprire cosa davvero si cela al di sotto di tanti dubbi e tante incertezze. Immaginate una seduta psicanalitica nella quale un giovane e scaltro strizzacervelli solleva le pesanti coltri delle nostre certezze per scandagliare a fondo l’intimità vergognosa e timida di ciò che più temiamo. Ecco, la sensazione è stata proprio questa. Mauro Simeone come un pittore alle prese con la sua tavolozza, sceglie i colori più intensi e le sfumature più accattivanti per dipingere un essere umano carico di se, di ma e di anche, senza lasciare spazio ai toni grigi o alle ombre oscure alle quali tanta letteratura psicanalitica ci ha abituato affrontando di questi temi. Al contrario la sua scrittura vola leggera e intrigante racconto dopo racconto. Ritmica, guizzante, mai edulcorata da terminologie che nascondono bugia invece che cruda verità, la forma narrativa prende piede riga dopo riga ricongiungendo ogni volta l’attimo per farne tempo, la goccia per farne mare e il respiro per farne vento d’intesa, tra autore e lettore. Molto spesso addentrandoci nella lettura di questo breve e intenso dipinto di “noi”, ci si trova a soffermarsi su alcune riflessioni, come a strizzarci l’occhio allo specchio dicendoci: “Ehi, questo sei tu, lo sai vero?”. E come in un gioco di specchi viene voglia di chiedersi quanto dei racconti sia preso dal reale vissuto dell’autore e quanto sia invece frutto di una particolare sensibilità d’analisi quasi femminile nonostante uno stile asciutto, rigoroso e a tratti sarcastico e ironico tipicamente e fortemente maschile. Tra le pagine di questo libro, per azzardare accostamenti letterari, ho trovato la crudezza di Charles Bukowski e la sua violenta deflagrazione dell’io instabile, come anche la raffinata descrizione a volte caustica dei fenomeni sociali di Pierpaolo Pasolini che spacca i vetri di un’edulcorata realtà normalizzata per dare una dignità a ciò che, in quanto umano, va vissuto pienamente e compreso fino in fondo per farlo proprio senza comunque accettarne il compromesso.Un dirigibile e un uomo stanco, un ricordo tra amici che si incontrano, donne come comete che scaldano più del sole, rendendo inadeguata la lente protettiva di una virilità dominante più nella comune opinione che nella realtà bruciante, quella che fa di molti uomini un diplomatico zuccheroso e mai scelto da nessuno, ma anche un caldo amante che gioca a sorprendere la sua metà come fa un bambino tirando calci ad un pallone.
Concludendo definirei DAJEJUNG un viaggio attraverso i vizi e le virtù di tanta meravigliosa umanità, lasciata frangersi contro i propri stessi limiti, come fa l’onda con la spiaggia silenziosa dell’io, cambiandole forma e mai sostanza nell’eterno ritmo emozionale così sagacemente tracciato dall’autore, guida sicura e intrigante nei marosi dell’ anima.
Sandro Capodiferro

Autore: Mauro Simeone
ISBN: 978-88-97815-03-7
Editore: Flower-ed
Formati E-Book: PDF (94 pagine) + EPUB + MOBI
Euro 9,00
Anno 2012

Fonte: Art-Litteram

Recensione di DAJEJUNG di Mauro Simeone pubblicata su Art-Litteram

Incontro con l’autore: Mauro Simeone


Dajejung è una raccolta di racconti brevi che ho scritto durante un periodo molto particolare della mia vita; avevo infatti deciso di intraprendere un percorso di crescita personale con l’aiuto di una psicoterapeuta. La curiosità per la psicologia ce l’avevo da sempre e l’avevo coltivata leggendo i testi dei più importanti studiosi della disciplina: Freud e Jung, in particolare. In quel tempo sentivo che affidarmi a un professionista del settore fosse la strada giusta; per alleviare le mie pene certo, ma anche per saziare questa curiosità verso temi così affascinanti come la mente, l’uomo, l’ignoto.

Sono convinto che la scrittura stessa sia una forma di terapia e infatti pensai che, se avessi portato avanti parallelamente queste due attività, ne avrebbe beneficiato anche la mia carriera di scrittore. Avevo già pubblicato tre romanzi brevi e numerosi racconti su alcune antologie quando molti lettori mi fecero notare quanto i miei testi fossero intensi sì, ma anche molto tristi. La mia prima reazione fu quella di controbattere, tacciarli di non avermi capito. Solo in seguito mi fu tutto chiaro: stavo negando la realtà del mio pessimismo. Nel frattempo continuavo i miei appuntamenti con la psicoterapeuta, leggevo i testi che mi consigliava, partecipavo a incontri illuminanti. E poi scrivevo, scrivevo come un forsennato di notte, di giorno, d’estate e d’inverno. Man mano che i mesi e gli anni trascorrevano io mi sentivo sempre meglio con me stesso, con gli altri e con la scrittura. Quando mi chiedono quale sia la cosa più difficile per uno scrittore, io rispondo senza esitazioni: il lieto fine. Ho impiegato anni per scriverne uno che fosse buono per davvero e quando l’ho fatto ho avvertito un senso di liberazione incredibile; come il mio primo bacio, come la mia prima vacanza da solo. Insomma, ero cambiato io e perciò era cambiata la mia scrittura.

Spero che il lettore percepisca il cambiamento interiore che è insito nella raccolta di racconti che andrà a leggere perché essi sono il risultato di anni di lacrime, di sofferenza  e anche di risate, di coraggio, di fiducia nel futuro. Insomma, Dajejungè una raccolta di vita. E come accade in ogni vita, dentro c’è di tutto: il racconto romantico, quello ironico, la storia che non avresti mai voluto leggere perché ti costringe a guardarti dentro, quella che ti scandalizza, quella che ti fa innamorare, quella che ti fa ribrezzo.

Leggete questi racconti, assaporateli con la stessa intensità con cui io li ho scritti. Soprattutto, non vergognatevi dell’emozione che proverete durante la lettura, qualunque essa sia.

Mauro Simeone, autore di Dajejung
Incontro con l’autore: Mauro Simeone