Mauro Simeone, la scrittura e Gustav Jung

“L’arte dello scrivere è il più potente strumento per conoscere se stessi”
Il giovane scrittore castellano è uno dei nomi emergenti nel complesso panorama letterario nazionale. Ecco come salvarsi dal facile clichè 
di Giorgio Capponi

GROTTAFERRATA (08/06/12 – ore 10.30) – E’ tra i volti emergenti di un panorama letterario castellano decisamente frizzante. Mauro Simeone, scrittore mai per caso, è stato tra i protagonisti del recente forum su editoria ed autori andato in scena a Frascati. 35 anni, romano di nascita ma grottaferratese di adozione ed indole, Simeone cerca di farsi strada nel complesso mondo degli autori. senza mai darsi per vinto, mettendo sempre nero su bianco e – perfetto interprete dei tempi – componendo pixel dopo pixel. Tra la carta e il web, Mauro sceglie sempre e comunque l’arte dello scrivere.

La tua carriera da giovane scrittore dei Castelli: pulsione letteraria, catarsi o semplice professione?

Scrivo da sempre, ricordo che già alle elementari mi divertivo a scrivere aforismi che poi facevo leggere a compagni e maestre. I miei primissimi “pensierini” furono questi (errori compresi):
“La coccolata è buona perché è coccolata”, “Il licuore fa male perché è licuore”. Poi, intorno ai vent’anni subii una grossa delusione d’amore e mi venne spontaneo prendere una penna, un quaderno e vomitarci sopra tutta la mia sensibilità ferita. Quindi è facile rispondere alla tua domanda; per me scrivere è pulsione e catarsi.

Le difficoltà che si incontrano lungo la strada del successo letterario sono infinite. Che sia possibile cercare di classificarle?

Domanda interessante, soprattutto nel contesto attuale. Da alcuni anni è infatti cambiata la percezione che si ha dello scrittore; prima era un modello, un punto di riferimento, una persona che con coraggio osava rivelare agli altri la propria anima, il suo modo di essere. Oggi è tutto diverso: lo scrittore è colui che aspira alla popolarità, come se esprimere se stessi non fosse più un’esigenza interiore bensì una regola del marketing. Prova a dire a una ragazza che fai lo scrittore: ti guarderà come se fossi uno che va al provino del Grande Fratello, ti vedrà come uno dei tanti che va alla ricerca del consenso sociale e non capisce che per te scrivere è una necessità fisiologica di esprimerti. Questo succede perché oggi scrivono tutti, senza avere la deferenza necessaria per farsi umili di fronte al foglio di carta (che è poi uno specchio) e guardarsi dentro. E qui ritorniamo alla catarsi.

Parlami della tua ultima fatica letteraria

Ho recentemente pubblicato due ebook con la casa editrice Flower-ed: la raccolta di racconti Dajejung e il romanzo breve Mistral.
Gustav Jung è stato uno dei padri della moderna psicanalisi, un genio assoluto che era avanti duecento anni rispetto alla società in cui viveva. Ho letto i suoi testi e dentro vi ho trovato un tesoro inestimabile che finora non è stato ancora pienamente compreso dalla massa; il titolo è perciò un ammiccamento allo stesso Jung, una specie di incitamento, qualcosa del tipo: “Dai Jung, fatti coraggio che forse stavolta riusciamo a far arrivare il tuo messaggio!”
Mistral è la storia di un avvocato in pensione che per fuggire dal dolore di assistere una moglie morente decide di partire per il mondo andando alla ricerca dei precedenti proprietari dell’auto d’epoca che ha appena acquistato.
In questo romanzetto ho unito le mie due grandi passioni: la scrittura e le auto.

In cantiere, invece, cosa c’è?

C’è un racconto lungo sulle Costellazioni familiari, un concetto innovativo che sta rivoluzionando il modo di intendere le relazioni familiari e non solo.
E poi c’è il racconto del rapporto tra un ragazzo e sua nonna, ambientato in una casa di riposo che sembra un centro sociale occupato; ma di questo non posso dire altro.

Ultima domanda, forse la più filosofica e determinante: vale ancora la pena, oggi, scrivere?

Sì, certo che ne vale la pena. Ma soltanto se si considera lo scrivere per quello che è: uno strumento potentissimo per conoscere se stessi.

La produzione letteraria di Mauro Simeone

2010, Tra fango e cielo, Sorrisi di carta edizioni
2010, Nell’orecchio del gufo, Forme Libere
2012, Dajejung, Flower-ed
2012, Mistral, Flower-ed

 
Fonte: Il Mamilio
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