Intervista a Michela Alessandroni sul quotidiano Rinascita

Michela Alessandroni, editore di flower-ed
di: Giampaolo Cufino


Iniziamo col fare una breve presentazione della tua casa editrice?
Flower-ed è una giovane casa editrice che pubblica testi di narrativa e di saggistica in formato e-book. L’intento è quello di diffondere la cultura umanistica e la buona letteratura facendo sposare la parola scritta, quindi una forma di comunicazione tradizionale, con i nuovi mezzi tecnologici.

Come sei arrivata alla decisione di fondare una tua casa editrice?
L’idea è nata diverso tempo fa e poi è maturata di pari passo con i nuovi scenari su cui si è affacciata l’editoria negli ultimi anni. Alla base di ogni attività imprenditoriale (e anche una casa editrice lo è, con tutte le particolarità del caso) deve esserci, infatti, esperienza e conoscenza del settore, oltre a una forte dedizione personale e, possibilmente, idee innovative.

Quindi puoi affermare che in Italia c’è ancora spazio per i giovani che vogliono mettere insieme spirito d’iniziativa e diffusione della cultura?
Certo, c’è ancora spazio per i giovani come per chiunque si senta in dovere di difendere e diffondere la cultura: non solo per chi voglia fare impresa, ma anche lo scrittore che, attraverso i nuovi mezzi, può far conoscere le proprie opere e le proprie ricerche o il lettore che apprende, interiorizza e si migliora.

Cosa manca ancora al libro elettronico per essere pienamente riconosciuto come “libro”?
In realtà all’e-book non manca nulla, anzi questo offre delle possibilità in più prima impensabili. Negli USA il formato digitale è la norma e l’e-book non si discute: a New York si possono vedere persone di qualsiasi età che leggono il giornale in formato elettronico in metro o un e-book seduti in un locale. In Europa l’innovazione arriva sempre con un po’ di ritardo, per vari motivi, ma è ormai chiaro che finalmente stiamo vivendo anche noi questo momento di passaggio.

Secondo te funziona meglio nella lettura di un libro elettronico l’impaginazione fissa (in formato pdf) o l’impaginazione liquida (ePub)?
Sicuramente l’impaginazione liquida, che offre delle possibilità di lettura sartoriali, direi: si adatta perfettamente alle esigenze del singolo lettore e ai diversi dispositivi di visualizzazione. Molti miglioramenti possono essere ancora apportati, ma rappresenta comunque il tipo di impaginazione più funzionale.

Cosa ne pensi del programma gratuito Calibre, quali problemi potrebbe comportare?
Gli strumenti come Calibre sono molto utili al lettore per organizzare, gestire e archiviare i propri e-book; tuttavia, non lo userei a livello professionale per la conversione automatica in ePub: è preferibile agire direttamente sul codice.

L’autopubblicazione di e-book sta prendendo piede anche in Italia, cosa ne pensi?
Penso che l’autopubblicazone sia sempre esistita, in fondo. Stampare il libro dal tipografo o pubblicare l’e-book da sé è la stessa cosa. Ma dalla figura dell’editore, dell’editor, del correttore di bozze e poi di chi si occupa del marketing e delle vendite ecc. non si deve prescindere se si vuole produrre un’opera di qualità.

Secondo te gli attuali programmi di lettura per e-book hanno tutte le funzionalità che servono? Ce ne sono alcune a tuo avviso che mancano e si potrebbero aggiungere?
La storia dell’informatica ci insegna che quello che sembra essere un buon punto di arrivo è solamente il punto di partenza per lo sviluppo di nuove idee; anche in questo caso, penso che se gli e-reader di oggi ci sembrano completi, quelli del futuro saranno ancora più funzionali, penso per esempio a un tipo di grafica complessa che al momento è ancora difficile da gestire.

Cosa ne pensi dell’inserimento di animazioni?
Da ragazzina, sognavo di scrivere un libro che fosse multisensoriale: così, per esempio, immaginavo di descrivere una sala da ballo e che, nel corso della descrizione, il lettore potesse udire la musica. A quei tempi non si parlava ancora di e-book e non era possibile realizzare quell’idea in modo facilmente fruibile per il lettore; ora, con l’e-book e l’inserimento di “animazioni” di diverso tipo si può.

Ci sono delle case editrici, in particolari americane, che presentano dei veri e propri booktrailer, pensi che sia un contenuto che possa avere una sua utilità?
Non la trovo una forma promozionale particolarmente efficace, soprattutto se non è costruita e realizzata a regola d’arte. Continuo a preferire le anteprime testuali.

C’è sempre un sito americano che ha raccolto sei variazioni su altrettanti libri di successo. Il risultato sono sei narrazioni interattive tutte da esplorare. Se ti venisse presentato un progetto di narrazione interattiva lo prenderesti in considerazione?
Se fosse un buon progetto, bene organizzato e con delle prospettive interessanti per i lettori, perché no?

Tornando ai titoli pubblicati; nel reparto saggistica, troviamo un titolo di Sandro Consolato, conosciuto bene negli ambienti “tradizionali” e non solo. Che impatto pensi possa avere un formato tecnologico come l’e-book su un pubblico generalmente refrattario a questo tipo di innovazioni?

L’impatto non è stato dei più morbidi, in effetti, perché solo una parte dei lettori era già preparata a leggere questo tipo di formato; tuttavia, sono stati in molti a volersi avvicinare all’e-book, chiedendo anche di essere guidati in questa nuova esperienza di lettura: per me è sempre un piacere supportare i lettori che vogliono imparare. E’ importante che anche i contenuti di tipo tradizionale, come un saggio storico sull’unità nazionale, vengano diffusi attraverso i nuovi mezzi, perché altrimenti corriamo il rischio di lasciarli indietro e perderli.
Questo vale per le nuove pubblicazioni come anche per le opere prodotte in passato, naturalmente.

Passando invece alla narrativa presente nel catalogo, c’è un genere che prediligi o sono altri gli aspetti su cui ti basi per l’eventuale pubblicazione?
La sezione di narrativa comprende opere molto diverse fra loro.
Semplicemente, non ho voluto mettere troppi paletti per quanto riguarda questo genere, ma lasciare spazio alle belle voci che cercano uno spazio in cui esprimersi. Mi piacerebbe, però, che si facessero sentire un po’ di più gli autori di romanzi storici.

Perfetto, Michela, puoi lasciare un ultimo messaggio ai lettori di Rinascita.
Spero che i lettori di Rinascita che ancora non lo hanno fatto vogliano avvicinarsi a questa nuova forma di pubblicazione di libri. Prima o poi l’editoria sarà completamente digitale, quindi è preferibile arrivare a quel momento preparati, per non lasciarsi sbaragliare dall’innovazione e diventare gli analfabeti del futuro.

Concludiamo, invitando tutti i lettori di Rinascita a visitare il sito http://www.flower-ed.it per dare una possibilità a chi ha il coraggio nel nostro Paese a investire nella cultura e nelle nuove tecnologie.
schuon74@gmail.com

Fonte: Rinascita
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