Incontro con l’autore: Mauro Simeone e la "sincronicità" secondo Jung

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Invito i lettori del blog ad approfondire la figura e gli insegnamenti di Jung, poiché possono essere più nutrienti di una puntata dell’”Isola dei famosi”.

Jung definisce sincronicità” la corrispondenza significativa tra i fatti della realtà esterna e il cambiamento interiore. Volgarizzando, ciò che avviene nella nostra vita rispecchia lo stato interiore. È lo stesso Jung a fornirci, con un illuminante esempio, la spiegazione di questo concetto che risulta complesso soltanto apparentemente:

“Una giovane paziente fece un sogno, in un momento decisivo della cura. Nel sogno essa riceveva in dono uno scarabeo d’oro. Lo scarabeo era ritenuto, dalle popolazioni egizie e non solo, un animale sacro in quanto simbolo di rinascita: in particolare lo “scarabeo stercorario” che è un animale che nutre le larve con le proprie feci, vale a dire contiene la capacità di trasformare lo sterco in nutrimento vitale. Lo scarabeo perciò, in una prospettiva simbolica, contiene la capacità di trasformare la ‘morte’ in ‘vita’ e gli antichi vi leggevano la presenza della forza di rinnovamento dell’universo”.

Mentre la paziente raccontava questo sogno, il terapeuta Jung era seduto voltando le spalle alla finestra chiusa. D’un tratto udì alle proprie spalle un rumore, come se qualcosa picchiasse alla finestra. Quando si voltò vide un insetto alato che, dall’esterno, urtava contro il vetro. Aprì la finestra e prese al volo l’insetto che si rivelò essere una ‘Centaurea aurata”, ossia il comune coleottero delle rose (molto simile allo scarabeo), che evidentemente proprio in quel momento si era sentito spinto a penetrare, contrariamente alle sue abitudini, in una camera buia. La paziente di Jung, dopo quell’episodio da cui anch’ella fu scossa profondamente, entrò nella fase della guarigione: cioè, dice lo stesso Jung, nella fase del rinnovamento e del mutamento, allo stesso modo del significato da attribuirsi allo scarabeo.

Ora possiamo definire questo episodio in due modi: in maniera illuminista oppure in maniera soprannaturale. L’illuminista dirà che non c’è niente di strano; che la temperatura esterna, il ciclo vitale dell’insetto o qualsiasi altra causa abbia determinato questa coincidenza che, a ben vedere, coincidenza non è. Chi crede nel soprannaturale dirà che si tratta di un miracolo, poiché l’insetto, contrariamente alle sue abitudini, si è sentito risucchiato dentro la camera dall’energia proveniente dall’interno della donna.

Jung però ci dice ben altro; ci dice che la realtà si manifesta per immagini e il fatto che migliaia di anni fa le popolazioni egizie venerassero lo scarabeo come simbolo di rinascita è essa stessa un’immagine che tutti abbiamo interiorizzato. È un archetipo ineliminabile che va anzi compreso e tenuto in considerazione. E così vale per tutto.

Bisogna tuttavia sottolineare che i due approcci (illuminista e soprannaturale) non debbono essere considerati antitetici e alternativi. Uno non esclude l’altro, ma si alimentano a vicenda perché tutto ciò che un tempo era considerato soprannaturale oggi si spiega perfettamente con la scienza. Prendiamo l’esempio dei tuoni e dei fulmini; fino a pochissimi anni fa (pochissimi rispetto alla nascita dell’uomo) si credeva che fossero espressioni dell’ira degli dei. Ora questa spiegazione ci fa sorridere perché sappiamo bene che si tratta di scariche elettriche. Però, millenni di radicamento di un “falsa credenza” come questa hanno inevitabilmente prodotto delle conseguenze e infatti non è raro trovare persone che abbiano paura del temporale. La loro non è una paura razionale (nessuna, probabilmente, lo è), ma è il riflesso dell’antica convinzione secondo cui tuoni e fulmini sono punizioni divine.

Personalmente sono convinto che, in un futuro neanche troppo lontano, tutti quei fenomeni che oggi definiamo “soprannaturali” quali la telepatia, la telecinesi, i sogni premonitori saranno considerati semplicemente per quello che sono e cioè realtà fisiche.

In attesa che Jung ritorni sulla Terra a illuminarci col suo genio, io cerco di capire quale messaggio possa avere quell’enorme ragno nero che passeggia davanti al televisore e che mi obbliga a scappare a letto senza riuscire a vedere la fine del film.

Mauro Simeone, autore di Dajejung

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