Zibaldone di pensieri sul Canto di Natale

 

Innanzitutto devo non una ma mille scuse a Giacomo Leopardi per aver plagiato spudoratamente il titolo di una sua opera per questo mio articolo. Assolto questo mio dovere passiamo all’articolo vero e proprio.

Questo avrebbe dovuto essere, così era almeno nelle mie intenzioni iniziali, un articolo di riflessione su Scrooge e sul motivo per il quale lui e il romanzo del quale è protagonista, Canto di Natale di Charles Dickens appunto, riscuotono un successo che è andato via via facendosi sempre più gigantesco nel corso degli anni, il cui conto è giunto, lo scorso 19 dicembre, a quota centosettantasei.

In questo articolo mi prefiggevo anche di approfondire come la figura di Scrooge altro non sia se non la rappresentazione non di un concetto astratto bensì della nostra parte oscura; il lato oscuro, meschino e gretto che ognuno di noi porta dentro di sé e che viene tenuto, a volta faticosamente se non addirittura infruttuosamente, a bada dal nostro lato buono e luminoso, lato questo che trae il proprio nutrimento dal periodo di Natale e dalla luce che esso porta con sé.

Avrei voluto esaminare infine come anche in Canto di Natale come già in altri romanzi dickensiani troviamo rappresentato lo scontro tra quella che è la teoria e quella che è la pratica; tra quanto stabilito da leggi, regole e logica, per loro natura fredde, oggettive e impersonali e quello che succede quando queste entrano in collisione con la sfera più personale dei personaggi.

Avevo stabilito questo piano d’azione, chiamiamolo così, quando è successa una cosa. Una pagina dickensiana su Facebook, Dickens’ London, mi ha chiesto il permesso di pubblicare un estratto preso dalla mia traduzione del Canto di Natale; la cosa si è poi realizzata e io mi sono ritrovato a vedere il frutto del mio lavoro con tanto di citazione del mio nome dopo la dicitura “tradotto da” e mi sono emozionato a tal punto che ho deciso di dare vita a questo miscuglio di pensieri.

Per potervi fare rendere conto dell’entità, della magnitudine, della mia emozione pensate a un bambino, la mattina di Natale, che ha appena scartato un pacchetto ritrovandosi tra le mani il giocattolo a lungo desiderato.

Vi sembro esagerato? Forse addirittura troppo esagerato?

Beh, forse avete ragione, ma vi prego di immaginare, per un attimo almeno, di indossare i miei panni. I panni di un giovin signore che ha sempre adorato un libro, l’ha letto e riletto infinite volte e lo considera un qualcosa di talmente magistrale da non trovare nemmeno le parole per descrivere quanto lo trovi magistrale. Immaginate poi cosa posso aver provato quando un giorno, Michela Alessandroni, l’editrice della casa editrice flower-ed, mi ha proposto, in occasione delle celebrazioni per il 175° anniversario della prima pubblicazione del romanzo, di realizzarne e curarne una nuova traduzione.

Quindi ora capite come mi succeda, ogniqualvolta io mi vedo davanti agli occhi il risultato di questo mio lavoro, di dirmi: “Non è possibile. Non può essere vero. Non ci posso credere di aver fatto questo”. Salvo poi, una volta letto il mio nome dopo la dicitura “tradotto da”, sentirmi mancare il fiato dall’emozione e sentirmi pizzicare gli occhi per via dei lucciconi che quell’emozione mozzafiato porta sempre, puntualmente, con sé.

Riccardo Mainetti

Zibaldone di pensieri sul Canto di Natale

2 pensieri su “Zibaldone di pensieri sul Canto di Natale

  1. L’ha ripubblicato su Recensioni Librarie in Libertàe ha commentato:
    Salve a tutti!
    Rieccomi con una nuova riproposta. Stavolta si tratta di un articolo che contiene pensieri e sensazioni. I miei pensieri e le mie sensazioni ogni volta che mi ritrovo di fronte il frutto del mio lavoro di traduzione di “Canto di Natale” di Charles Dickens.
    Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente voluto concedere e arrivederci alla prossima occasione e grazie infinite anche e soprattutto a Michela Alessandroni, per la squisita accoglienza che sempre riserva ai miei articoli!
    Buona serata, buona lettura e, nel caso non avessimo occasione di risentirci domani, tanti auguri di un Felice e prospero Anno Nuovo!
    Con simpatia! 😊

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