Elizabeth von Arnim, una donna indipendente

Carmela Giustiniani, Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim, flower-ed

Perché proprio una biografia di Elizabeth von Arnim? In molti mi hanno rivolto questa domanda, dopo aver scoperto l’esistenza di Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim (flower-ed 2017). E devo dire che i volti smarriti di molte persone al mio nominare l’autrice sarebbero di per sé una risposta sufficiente! Se infatti anche chi non appartiene alla purtroppo esigua schiera dei “lettori forti” ha sentito nominare almeno una volta nella vita scrittrici come Jane Austen e le sorelle Bronte (o conosce almeno per sentito dire le loro opere), Elizabeth von Arnim è spesso completamente sconosciuta anche a molti lettori. Eppure, caso anomalo quando si parla di scrittrici straniere del passato, tutte le sue opere sono state tradotte in italiano e risultano facilmente reperibili anche in edizione economica. Perché allora Mary Annette Beauchamp, nota al pubblico dell’epoca semplicemente come “Elizabeth” (dal nome dell’alter-ego letterario che lei stessa aveva creato), pur essendo stata tanto celebre in vita fatica ad affermarsi tra i lettori di oggi? Questa è la domanda che mi frulla in testa da quando ho iniziato a conoscere, approfondire e apprezzare sempre più i suoi romanzi. Non certo perché non sia una scrittrice moderna, anzi. Forse oserei dire che lo è fin troppo. Ma i suoi romanzi non sono classificabili in un genere ben definito, e questo spesso disorienta chi desidera sapere con esattezza cCarmela Giustiniani, Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim, flower-edosa aspettarsi da un romanzo. Credo poi che la sua affilata ironia, ben nascosta in trame apparentemente banali e frivole, non sempre venga compresa. Inoltre, sebbene ella sia inequivocabilmente una scrittrice femminista e ribelle, la sua ribellione alla gabbia in cui vivevano le donne di fine ’800/inizio ’900 non è espressa apertamente mediante eroine rivoluzionarie che vanno a combattere fucile alla mano per prendersi la propria libertà: queste eroine, si sa, riscuotono subito il favore del pubblico odierno (e piacciono molto anche a me!), ma la ribellione di Elizabeth è diversa. È quella molto più sottile e silenziosa, ma ben più efficace, di chi difende in primo luogo la propria libertà interiore. Perché lei aveva capito che prima di potersi liberare da qualsiasi tirannia esteriore è assolutamente necessario essere indipendenti e padroni di se stessi. E i suoi libri possono insegnarci come fare.

L’intento di questa piccola biografia, in cui gli eventi della vita dell’autrice si intrecciano a quelli delle eroine uscite dalla sua penna, è proprio incuriosirvi e spingervi a conoscerla meglio attraverso i suoi romanzi. Credetemi, non ve ne pentirete!

Carmela Giustiniani

Carmela Giustiniani, Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim, coll. Windy Moors, vol 11, flower-ed 2017

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Elizabeth von Arnim, una donna indipendente

Di un saggio vintage che ci ha catturati: Alice Law e Branwell Brontë

800Una letteratura che dava voce a tutti. È quella che agli inizi del Novecento vide la diffusione di arringhe pro e contro scrittori coevi più o meno famosi. La biografia critica nata dalla penna di Alice Law è uno dei pochi testi dedicati alla famiglia Brontë, nello specifico a Patrick Branwell una settantina di anni dopo la scomparsa e risoltasi come tentativo di rivalutarne la figura denigrata e attaccata da chi per partito preso fiancheggiò le sorelle, facendo passare quell’unico fratello per una disgrazia che segnò la loro vita.

Il testo cerca di assolvere a questo compito nei primi quattro capitoli, ma è con gli ultimi due che lo scopo dell’autrice assume una veste “pericolosa”, quasi ardimentosa, per usare un termine dal sapore arcaico.

La Law è totalmente ossessionata dal rimettere in piedi l’onore di Branwell da perdersi in un labirinto di elucubrazioni che dovrebbero risolvere una questione “fastidiosa” sorta all’indomani del 1860-70, quando iniziarono a comparire dubbi (poco più che pettegolezzi) sulla authorship di Cime tempestose.

La questione verte tutta sull’affermazione che fu Branwell a scrivere quel romanzo e non Emily. Ma chi fece quest’affermazione e come?

In un primo momento la Law ci informa di una dichiarazione proprio dell’interessato, ma poi scopriamo che fu William Dearden, un conoscente di Branwell, a metterla in giro. Questo ci fa credere, come di certo fu ovvio, che anche gli amici del giovane vollero rivalutarne la reputazione, osando un simile azzardo. Permane la confusione nell’esposizione dei fatti. Branwell affermò mai di essere l’autore di un romanzo dall’impronta marcatamente maschie, come diceva la Law? Oppure ne scrisse solo una parte? Oggi sappiamo che le teorie confusionarie e i resoconti storici traviati sono solo un tentativo appassionato e quasi tenero di cancellare l’esagerata onta abbattutasi dalle penne dei detrattori, e sulle quali la Law costruì le sue appassionate teorie. Tuttavia esse non poggiano su solide basi.

Patrick Branwell BrontëAbbiamo espresso il nostro pensiero nel volume dedicato all’epistolario di Branwell, E come un sogno la vita vola. Qui vi diciamo soltanto che tutti i Brontë viaggiavano sul binario delle affinità letterarie e che, se anche scrissero di eventi diversi, alla fine è facile trovarvi un denominatore comune che giustifica somiglianze di eventi e linguaggi. Anche solo sfumature, talvolta impercettibili. Il Brontë-pensiero era nato dalla stessa fonte dell’infanzia, delle serate solitarie spese a inventare giochi e sogni che saranno base comune di ogni loro scritto, di fama o no, siano essi romanzi o lettere, ove si scambiano sentimenti e passioni con la stessa tragica fatalità.

Alessandranna D’Auria

 

Patrick Branwell Brontë, E come un sogno la vita vola. Lettere 1835-1848, traduzione e cura di Alessandranna D’Auria, coll. Windy Moors, vol. 9, flower-ed 2017. Ebook e cartaceo

Alice Law, Patrick Branwell Brontë, traduzione e cura di Alessandranna D’Auria, coll. Windy Moors, vol. 10, flower-ed 2017. Ebook e cartaceo

Di un saggio vintage che ci ha catturati: Alice Law e Branwell Brontë

Nuovi libri per l’estate

Elizabeth von Arnim e Walt Whitman approdano in flower-ed!

CHIAMATEMI ELIZABETH
Cari lettori, questo mese vi presento due libri a dir poco straordinari: la biografia di una scrittrice molto amata e un romanzo americano tradotto da flower-ed per la prima volta in italiano.

Chiamatemi Elizabeth

Il primo libro in uscita questo mese è una splendida biografia di Elizabeth von Arnim. Nata dalla penna di Carmela Giustiniani, blogger, appassionata di classici e membro della Elizabeth von Arnim Society, desidera promuovere la figura della scrittrice e portarla all’attenzione dei lettori italiani. Nonostante il successo dei suoi romanzi, infatti, biografie e saggi su di lei sono totalmente assenti nella nostra lingua. O almeno lo erano fino a questo momento: il volume rompe finalmente il silenzio e ci racconta la vita di questa autrice “piccola e bionda” che “aveva una grande vitalità e un’innata gentilezza venata d’ironia”.

Carmela Giustiniani, Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim, coll. Windy Moors, vol. 11, flower-ed 2017. Ebook e cartaceo.
In uscita il 14 luglio.

VITA E AVVENTURE DI JACK ENGLE
O capitano! Mio capitano! Chi non ha amato questi versi di Walt Whitman, anche solo per averli ascoltati nel travolgente film L’attimo fuggente? Quello che vi sto per presentare è il romanzo, tradotto dal nostro Riccardo Mainetti, grazie al quale quei versi nacquero.

800

Pubblicato in forma anonima nel 1852, cadde nell’oblio fino ad alcuni mesi fa quando Zachary Turpin, ricercatore della University of Houston, a seguito di alcune ricerche d’archivio e seguendo gli indizi forniti dai giornali dell’epoca, si è imbattuto nell’unica copia cartacea esistente e – era il febbraio del 2017 – ne ha dato notizia al mondo. Ambientato a New York, è un romanzo dalle atmosfere dickensiane, in cui le vicende di un avvocato corrotto, una giovane indifesa e l’orfano Jack Engle si intrecciano tra ingiustizie sociali e soprusi sui più deboli.

Walt Whitman, Vita e avventure di Jack Engle, trad. Riccardo Mainetti, coll. Five Yards, vol. 6, flower-ed 2017. Ebook e cartaceo.
In uscita il 20 luglio.

Il nostro catalogo sta diventando sempre più ricco e pregiato, grazie alla pubblicazione di opere introvabili prima d’ora in italiano e che offrono nuovi elementi importanti per la conoscenza dei classici della letteratura. Posso essere un po’ orgogliosa di tutto questo?

Nuovi libri per l’estate