Una ghirlanda per ragazze (ma non solo)

louisa_may_alcott_headshotChi ha detto che immobilità forzata debba per forza essere sinonimo di ozio? Per avere la conferma di quanto questa credenza sia clamorosamente falsa potete leggere la mia traduzione di A Garland for Girls di Louisa May Alcott.

Ora voi vi chiederete: “Cosa c’entra questo con il discorso su immobilità e ozio?” Ve lo spiego subito. Quando Louisa May Alcott scrisse Una ghirlanda per ragazze, questo il titolo dell’edizione italiana della magnifica raccolta di racconti della “mamma” della saga di Piccole donne, da qualche giorno pubblicata dalla flower-ed e in vendita sia in formato ebook che in formato cartaceo, si trovava confinata a letto. Essendo impossibilitata a fare altro, la Alcott decise di dedicarsi a quello che sapeva fare meglio: scrivere. Così nacquero, per suo personale diletto, i sette racconti che compongono questa meravigliosa ghirlanda.

Quando la Direttrice della casa editrice mi ha chiesto di cimentarmi nella traduzione di questa raccolta ho risposto, entusiasta e ottimista come sempre, qualcuno potrebbe dire anche un poco temerario, di sì. Si trattava della prima traduzione in assoluto in italiano e mi trovavo a contatto con “una signora all’antica”, per parafrase il titolo di un altro dei romanzi usciti dalla penna e dal talento sconfinato della Alcott, così, quando mi sono trovato davanti il testo, ha cominciato a subentrare un po’ di giusto e doveroso timore reverenziale.

Essendo, infatti, un testo risalente alla fine del XIX secolo anche il mio italiano avrebbe dovuto adattarsi e farsi dovutamente “all’antica”. Una prova non da poco, ma anche un compito assai challenging come dicono Oltremanica e Oltreoceano e, come sa bene chi mi conosce da più tempo, non c’è niente che mi piaccia di più delle avventure challenging.

una-ghirlanda-per-ragazzeE quindi pronti, partenza, via! Ho cominciato a immergermi nella traduzione di Una ghirlanda per ragazze e, fin dalle primissime pagine, ho potuto rendermi conto della bellezza e della poesia, poesia vera e propria, insita in quei racconti. Protagoniste delle storie sono delle Piccole donne che vivono la propria vita in boccio facendo di tutto per poter diventare delle donne di valore umano incomparabile. Ogni racconto porta il titolo di uno o più fiori o piante, che hanno un compito e un valore ben preciso; connotano, infatti, il carattere e l’approccio alla vita delle protagoniste.

I fortunati lettori – ho utilizzato appositamente il sostantivo al plurale maschile in quanto questa ghirlanda avrà molto da insegnare anche a noi uomini – di questo meraviglioso volume scopriranno in esso anche che la poesia, quella più vera e bella, può essere nascosta, anzi lo è, persino nel semplice lavoro quotidiano, anche il più umile, se svolto con amore e dedizione.

Quindi, concludendo, che siate ragazze (e ragazzi) ancora in attesa di sbocciare o che siate persone già adulte e mature nulla cambia. Leggete Una ghirlanda per ragazze gustandolo e meditandolo, perché, come per quel che riguarda l’apprendimento, c’è sempre tempo anche per migliorarsi.

Riccardo Mainetti

Louisa May Alcott, Una ghirlanda per ragazze, traduzione e cura di Riccardo Mainetti, coll. Five Yards, vol. 5, flower-ed 2017 – ebook e cartaceo

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Una ghirlanda per ragazze (ma non solo)

3 pensieri su “Una ghirlanda per ragazze (ma non solo)

  1. lalettricepigra ha detto:

    Interessante! Conosco ancora poco questa autrice, mi vergogno a dirlo. La conosco indirettamente attraverso i vari film tratti da “Piccole donne”, ho letto qualcosa da piccolina, alle medie. É ora di rileggerla.

  2. L’ha ribloggato su Recensioni Librarie in Libertàe ha commentato:
    Visto che, come diceva Oscar Wilde, “Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni” eccomi cedere nuovamente all’arte del reblog per proporvi anche tra queste pagine l’articolo da me dedicato alla mia traduzione della bellissima raccolta alcottiana “A garland for girls”, “Una ghirlanda per ragazze” in Italiano

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