L’ultimo tuono della brughiera

ritratto-duyckinick-1873-based-on-a-drawing-by-george-richmondCi siamo. Abbiamo portato a termine il nostro progetto dedicato al Bicentenario di Charlotte Brontë. A duecento anni dalla sua nascita, siamo felici di aver dato anche una voce italiana a chi in fondo portava un cognome italiano. E, per dirla tutta, un italiano… greco. Riecheggia nelle nostre menti proprio come un tuono, il sentimento controverso che spinse la nostra amica a scrivere I Moore. È chiaro ormai che lei non amava scrivere a comando, perché all’ispirazione non si comanda, come al cuore e, visto che I Moore doveva essere un allungamento forzato de Il professore e un suo miglioramento, quasi costretta dall’ambiguo giudizio dei suoi editori, Charlotte ci provò. Contro voglia. Contro voglia seguì il consiglio di William Smith Williams che prometteva una rivalutazione del testo se avesse raggiunto la lunghezza di tre volumi e un pathos maggiore.

Il risultato è che ci troviamo con un’altra storia! Interrotta anche questa come accade anche negli altri tre romanzi incompiuti e nel punto in cui si accende la fiammella della trama.

i-mooreVogliamo e possiamo immaginare, avendone tutti gli strumenti, che William e Alicia formeranno una coppia dopo aver superato le prove della vita: sofferenza, sacrificio, stenti economici, sogni infranti, per scoprire loro stessi e abbattere il muro di facciata imposto da una società spietata, in cui al ricco è tutto dovuto, al povero tutto da dare.

Così Alicia capirà l’illusione della felicità materiale, per scoprire che soffrendo si viene ripagati da un sentimento genuino.

Ancora una volta bandiera di Charlotte è il sacrificio: nulla si deve ottenere se prima non si soffre. Così, ciò che era nato come un aggiustamento del compiuto, prende vita come un racconto incompiuto indipendente e I Moore sono i Moore non sono i Crimsworth. Forse, scrivendo questo intermezzo, l’autrice aveva già in mente Shirley e dunque possiamo collocarlo cronologicamente tra Jane Eyre e scansione-1Shirley stesso. Tra i due Charlotte rimise le speranze su Il professore, quel romanzo scritto per primo, tanto amato e pubblicato per ultimo, che non voleva modificare. Pur di vederlo stampato andò contro le proprie convinzioni. Ancora una volta Charlotte aveva ragione e gli editori sbagliarono, riparando col senno di poi, quando di Charlotte non rimase che il mito di una donna intellettualmente proiettata nel futuro.

In ultimo ci piace ricordare una piccola chicca vintage. Nel 1931 l’Editrice Sonzogno pubblicò una versione ridotta de Il professore, riportando come autore Miss Currer Bell. Finora abbiamo sempre ritenuto quello pseudonimo di matrice maschile. Ma nel ’31 tutto il mondo già sapeva che dietro quel nome fittizio si nascondeva una donna.

Alessandranna D’Auria

Charlotte Brontë, La storia di Willie Ellin, traduzione e cura di Alessandranna D’Auria, coll. Five Yards, vol. 1, flower-ed 2016 – ebook e cartaceo

Charlotte Brontë, Emma, traduzione e cura di Alessandranna D’Auria, coll. Five Yards, vol. 2, flower-ed 2016 – ebook e cartaceo

Charlotte Brontë, Ashworth, traduzione e cura di Alessandranna D’Auria, coll. Five Yards, vol. 3, flower-ed 2017 – ebook e cartaceo

Charlotte Brontë, I Moore, traduzione e cura di Alessandranna D’Auria, coll. Five Yards, vol. 4, flower-ed 2017 – ebook e cartaceo

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