Jane Austen in flower-ed

Nel giorno della nascita di Jane Austen, “artista più perfetta tra le donne”, festeggiamo con i nostri lettori preannunciando l’uscita di un nuovo libro della collana Windy Moors. Con grande emozione e tanta soddisfazione, vi proponiamo in anteprima la copertina della nuova opera di Mara Barbuni, “Le case di Jane Austen”. Il saggio sarà una delle prime pubblicazioni di flower-ed del nuovo anno.

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Jane Austen in flower-ed

Ancora Brontë, ancora Charlotte

ritratto-duyckinick-1873-based-on-a-drawing-by-george-richmondPerché ancora lei? Perché dare voce a ciò che non finì di scrivere? È una domanda che non ci siamo poste. È stato un impulso, un istinto, è stato entrare nella sua testa dove quattro storie, rimaste incompiute, in cui lei credeva, ci hanno chiamate. Quelle storie volevano darsi ai lettori. E allora, se in inglese sì, perché in italiano no? Così, editore e traduttore si sono trovati da un giorno all’altro ad aprire una nuova casa Brontë, per quei lettori che hanno amato romanzi ben più famosi usciti dalla canonica di Haworth per conquistare il mondo.

Era tempo di consegnare al lettore quelle poche pagine, prezioso tesoro che ci mostra come nasceva un’idea, da dove veniva e perché, con tutti i suoi difetti e tutti i suoi errori non corretti.

Siamo nel cuore dell’Inghilterra di primo Ottocento, nella ruvida regione dello Yorkshire, in una cittadina industriale che soffre il progresso delle macchine tessili, dove un reverendo irlandese che decise di chiamarsi Brontë per onorare il suo idolo, il Generale Horatio Nelson duca di Bronte, Regno delle Due Sicilie, si trasferì con moglie e sei figli piccolissimi a guida di una comunità religiosa di circa quattromila persone. Genti difficili da trattare, ma che, nella loro rigidità d’animo, in caso di bisogno si spendevano per il prossimo incondizionatamente. È qui, in questo posto battuto dai venti della brughiera, dalle nevi invernali, dalle calde estati colorate di erica che Charlotte per quattro volte iniziò a scrivere dei romanzi e per quattro volte li interruppe. Una vita difficile, tra scuole insopportabili e disgrazie famigliari, non scoraggiò la nostra piccola sognatrice che nel 1839 ci consegna Ashworth. È il primo tentativo di romanzo destinato alla pubblicazione. Il primo ad aprire il processo naturale per ogni essere umano: diventare grande.

la-storia-di-willie-ellinNon sappiamo e forse non sapremo mai se prima di questo ne scrisse altri con lo stesso intento. Charlotte stessa, in una delle sue lettere, parlò di numerose opere gettate via, per davvero o per metafora non possiamo dirlo con certezza. E se oggi il patrimonio charlottiano è ramingo per il mondo, a noi non resta che dar voce a quel che finora è stato messo da parte. Troppo corti quei romanzi! Troppo poche quelle pagine! Ma davvero dobbiamo limitare il nostro giudizio a questo? È un difetto. Non nostro e speriamo non vostro. Charlotte era un fiore della brughiera, oggi è anche un fiore di flower-ed per ché abbiamo preso un impegno nei confronti di una sognatrice che voleva esserci, che voleva stare tra le glorie letterarie. La ragazzina miope, che però con quegli occhi vedeva più di quanto la realtà potesse offrirle, per colpa di una vita non certo affrontata percorrendo un cammino spianato, doveva essere presa per mano. Dalle nostre mani!

Nell’anno del Bicentenario della nascita, la nostra casa Brontë ha voluto essere inaugurata col tributo opposto alla nascita, la morte. Poco prima di quel fatale 31 marzo 1855, Charlotte aveva scritto La storia di Willie Ellin ed Emma, lasciandoli entrambi incompiuti. Il secondo, come ci sentirete dire, manoscritto interrotto per volontà del destino, alla morte non v’è rimedio. Alcuni studiosi contemporanei ritengono di vedere in quest’ultimo scritto le tracce di un ulteriore capolavoro. Noi vi abbiamo visto la stanchezza, di vivere, di pensare, ma non al punto di rinunciare a fare ciò che amava di più, ciò per cui Charlotte era nata: scrivere. Doveva farlo, per un dovere verso se stessa.

Per chi conosce tutto il percorso scrittorio della nostra timida ma battagliera piccola Tallii, genio della brughiera, sarà facile intravedere nei quattro incompiuti, argomenti, visi e nomi già presenti nel lungo ciclo di Angria, scritto da adolescente. Forse per il marito, il reverendo Arthur Bell Nicholls, vi era colpa di ripetitività, per noi era solo una perenne dichiarazione d’amore verso quei sogni che, mai traditi, le servirono per capire se stessa e diventare poi Jane Eyre, l’utopia del voler essere, e Lucy Snowe, la realtà che fu.emma

Charlotte era coerente, con se stessa in modo particolare e nei confronti della vita sfortunata che dovette affrontare; si tradì una sola volta, sposandosi, contro i propri principi opposti ai doveri sociali. Donna rispettabile se donna sposata e genitrice. Questa convenzione lei l’aveva sempre rifiutata e combattuta. Eppure la paura di dover morire sola e indigente la obbligò a ripensarci forse senza sapere, o essendone tristemente conscia, che da moglie sarebbe scomparsa come scrittrice. Le restava l’amore per i suoi sogni e fu per sempre.

Allora, leggiamo con tenerezza queste pagine, La storia di Willie Ellin ed Emma, già pubblicati da flower-ed, e, se avrete un po’ di pazienza, anche Ashworth e I Moore, entrambi in via di pubblicazione. Lasciamoci guidare dalla nostra fantasia, tracciata sul solco impresso da Charlotte nella storia, per immaginare come sarebbero andate a finire, memori di quanto scrisse in Shirley:

“Il Signore dà a ciascuno di noi dei talenti, perché ne facciamo buon uso. Un giorno ce ne renderà conto”.

Vi consegniamo i suoi talenti felici di realizzare il suo sogno, vederli pubblicati, nel nostro piccolo, anche in quel paese italiano che diede origine al suo nome, Brontë.

Alessandranna D’Auria

Charlotte Brontë, La storia di Willie Ellin, traduzione e cura di Alessandranna D’Auria, coll. Five Yards, vol. 1, flower-ed 2016 – ebook e cartaceo

Charlotte Brontë, Emma, traduzione e cura di Alessandranna D’Auria, coll. Five Yards, vol. 2, flower-ed 2016 – ebook e cartaceo

Ancora Brontë, ancora Charlotte