La scrittura come strumento di comunicazione e memoria

scrivere per ricordare

Voglio condividere con voi questa breve riflessione nata durante una serata autunnale fredda e solitaria, una di quelle serate che ricordano un po’ il tocco della mano di un papà ormai anziano, affaticato e nostalgico, che ti sfiora senza forza ma con l’intensità della vibrazione del suo cuore… Ecco questa è la mia serata, la mia riflessione con voi, per voi.

Ritengo che la passione per la scrittura e la possibilità di praticarla siano grandi doni.

Si pensa e si parla senza tanti problemi, ma di queste azioni poco resta se non nella memoria che però, con l’avanzare degli anni, si stempera e diluisce nelle macchie scolorite di tanti ricordi, riflessioni, parole…

Lo scritto rimane, resta su quel foglio bianco, magari dimenticato in fondo a un cassetto o piegato dentro una tasca e un giorno te lo ritrovi fra le mani, stropicciato, ingiallito. Domandandoti cosa possa esserci appuntato sopra, lo apri e lo guardi, incredulo scorgi la tua scrittura serrata, fitta, magari un po’ inquieta, sei curioso e lo leggi, e rimani colpito, stupito, imbarazzato… Non ricordavi più quell’emozione, quel momento di sconforto che solo un foglio poteva accogliere e non porvi critica, celarlo nel suo segreto; o forse ti ritrovi la prima parola detta da tuo figlio e che non volevi dimenticare e che, tra una poppata, un cambio di pannolone e un cucchiaino di mela grattugiata, hai velocemente annotato sul retro di uno scontrino e infilato dentro l’agenda. Oh, no! Era lo sfogo tristissimo e piangente dopo una litigata con tua cognata, parole che non volevi proferire perché sapevi che l’avrebbero ferita e, sotto sotto, malgrado la discussione a toni accesi, sapevi di volerle bene e di essere ricambiata in questo affetto, e pensa, oggi non ricordavi più neanche quell’evento e peggio ancora il motivo del bisticcio, delle lacrime….

I giorni passano, il tempo scorre, ma le cose importanti, i pensieri, i sogni, le speranze vanno fissati, vanno donati al domani, nostro e dei nostri cari, soprattutto dei figli, soprattutto se crediamo che possano essere di esempio, di aiuto, di sostegno nel loro futuro così imprevedibile, così solo loro.

Per me scrivere è stato un modo per andare lontano nel tempo, nello spazio, e nello stesso tempo per rimanere nell’oggi anche quando questo sarà ormai un passato remoto, o forse addirittura un participio passato, rendendogli la dignità di un infinito presente.

A volte sono stati proprio degli appunti, degli istintivi e senza forma, degli sgraziati sfoghi e sono quelli che spesso quando si trovano, si rileggono, si sorride e poi si stracciano, e si lascia veramente quella negatività ormai degna di essere sepolta.

Altre volte mi è piaciuto dargli una forma diversa più elegante, più romantica e mi sono lasciata trasportare da parole in poesia, o più divertente o trasposto la realtà in racconti, in favole metaforizzando situazioni e persone, dando loro fattezze fantasiose tratte ad esempio dalla natura.

Insomma, è bellissimo scrivere, dà quello stesso senso di leggerezza del pattinare sul ghiaccio, del lasciarsi scivolare nelle acque del mare… Tutto scorre veloce intorno e ti senti meno appesantito dalla quotidianità e dai suoi crucci o, meglio ancora, ti senti leggero e frizzante come una bollicina dentro un bicchiere di spumante. Questa sensazione messa su carta resterà, la si ritroverà e sarà come guardarsi allo specchio e non vedere le rughe o i capelli bianchi, bensì incrociare lo sguardo di quell’io che si era dimenticato o che era sopito e invece è lì pronto a dirti…

Beh questo non te lo dirò: è un piccolo segreto, una cosa che solo voi scoprirete quando quel foglio di carta ritroverete.

Vi lascio, quindi, augurandovi la buona notte e sperando di avervi convinto a scrivere. Poi, se, oltre a ritrovarvi un vostro scritto fra le mani fra qualche anno, avrete come me la fortuna che i vostri scritti li legga un editore come Michela Alessandroni, sarete doppiamente contenti di aver fatto della scrittura uno strumento di comunicazione e memoria.

A presto e buon cammino in punta di matita!

Amalia Santiangeli
Scrittrice

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