LA BARZELLETTA DELLO SCRITTORE FANTASMA

professione ghostwriter

Bada di non perdere l’ombra quando cerchi di afferrare la sostanza.

Mi hanno sempre incuriosita le persone riservate, misteriose, segrete. Le emozioni umane anche, ché nessuno le vede, ma che molti sanno leggere. Le ombre, l’occulto, le entità invisibili, le leggende hanno suggerito il gusto per un certo tipo di film e di letteratura.

Così, per scrivere questo articolo, ho assecondato una naturale inclinazione e ho approfittato dell’avvio della Scuola di Editoria Digitale di flower-ed, che si occupa di tutte le tematiche inerenti l’editoria e le sue professioni, e del rinnovamento della sezione dei Servizi editoriali per andare alla ricerca di un fantasma.

Tutti i lettori della nostra collana Il Grimorio, appassionati del genere, dovrebbero immaginare che anche nel mondo dell’editoria esiste una figura losca, invisibile, di cui nessuno sa, di cui nessuno dice, la cui professione è alquanto sinistra, mancina, anche se è la mano con cui più raramente scrive.

Noi di flower-ed, esperti di editoria paranormale, siamo dotati di particolari rilevatori per individuarla. E, rimanga tra noi, abbiamo deciso di svelarvela, così come ci è apparsa.

Il ghostwriter, o scrittore fantasma, è uno scrittore che viene pagato per sparire. Significa sopprimere totalmente il proprio ego, anche se questo si rivela un’ottima disciplina per qualsiasi autore.

Trovare soggetti accattivanti, avere idee abbaglianti è il cruccio di ogni professionista che punti al successo di un testo, che sia un libro o altro prodotto editoriale, la descrizione di prodotti e servizi, il contenuto di siti web, blog o un discorso pubblico.

Il ghostwriter può anche permettersi il lusso di non avere questo problema e decidere di mettere a disposizione le proprie competenze a servizio dell’idea di un altro, molto spesso già noto al pubblico grazie ai giornali, alla televisione o per altri motivi, o anche una persona comune che abbia una storia straordinaria da raccontare, ma che non abbia alcun talento o esperienza di scrittura per veicolare i propri contenuti.

Può anche accadere che debba cimentarsi nella scrittura di un testo originale, e, proprio come un attore consumato, centrare ed entrare nella personalità del committente, capirne gli aspetti che facciano emergere lui o la sua attività. Il presupposto rimane, infatti, che sembri sia stato proprio lui, il committente, a scriverlo.

Gli donerà la paternità dello scritto, l’eventuale gloria e per questo riceverà una piccola menzione o un ringraziamento nel libro, ma più spesso una semplice stretta di mano e il compenso. E il suo lavoro non ha prezzo, perché dipende dalla sua intelligenza, pazienza, cultura e creatività non solo il successo di un testo, ma la cura e la riuscita dell’immagine di chi lo ha ingaggiato.

C’è qualcuno seduto all’ombra oggi perché ha piantato un albero molto tempo fa.

Tornando alle competenze, che sono il fulcro nella riuscita di questa professione insieme con il talento, cosa distingue un bravo ghostwriter da uno mediocre?

Innanzitutto, la regola aurea che molti oggi ignorano, grazie anche alla facilità di poter veicolare i propri contenuti in rete, è che bisogna essere prima dei voraci lettori. LEGGERE, LEGGERE, LEGGERE per ampliare il proprio vocabolario, nutrire la fantasia e sviluppare la capacità di entrare in altri mondi, nella mente di altri, apprendere la diversità della scrittura, dello stile, della narrazione, dell’intelligenza.

Inoltre, non basta saper mettere due parole in croce per reputarsi uno scrittore capace. Bisogna piantare il proprio albero, fornirgli delle solide radici con una preparazione adeguata e tantissima esperienza.

Soprattutto, il ghostwriter deve essere eclettico, deve saper declinare la sua scrittura in molti modi diversi, a seconda delle richieste. Deve mostrare una maestria assoluta, perché è sintesi di tutte le professioni legate al mondo della scrittura, soprattutto digitale. (Rimando all’articolo di Ilaria Cusano, sociologa, life-coach e formatrice).

Se avete intenzione di accedere a questa professione, dovrete necessariamente formarvi per migliorare costantemente, rafforzare la vostra preparazione. flower-ed, ad esempio, il cui motto è “Nella radice, per la quale ha vita il fiore“, ha una cura particolare delle radici, sa quanto siano importanti le fondamenta per avere una direzione giusta, sana, di valore. Per questo ha imperniato la sua opera di diffusione della cultura sulla qualità, un obiettivo oggi molto difficile, perché la maggior parte di noi non ha le basi per comprenderla. Fa male al cuore osservare la grande popolarità di cui godono certi libri di scarso valore, facili, vuoti, senza acume. Così ha puntato sugli scrittori per questo suo intento, e come moltiplicare il talento se non viene prima creato e coltivato?

Un ghostwriter deve saper svolgere compiti da editor, o da correttore di bozze, deve sapere di marketing, di comunicazione e tutti gli aspetti legati all’attività on-line. flower-ed può aiutarvi mettendo a vostra disposizione la conoscenza e l’esperienza di chi lavora da sempre nel campo e ha cercato di innovarlo.

Siete pronti a giocare a nascondino?

Allora, scrittori, perdonatemi l’inganno e ricordatevi che essere un ghostwriter non è una barzelletta. 😉

Alessandra Dadi
Redattrice

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