Intervista a Giusy Amoruso su Zebuk

Giusy Amoruso flower-edOggi su Zebuk una bellla chiacchierata con Giusy Amoruso, giovane scrittrice della casa editrice Flower-ed.

Benvenuta su Zebuk, Giusy! Ti va di presentarti ai nostri lettori e raccontarci un po’ di te?
Parlare di me non mi riesce sempre facile, tuttavia desidero presentarmi per come mi vedo allo specchio. Sono cresciuta a Milano e dopo essermi sposata mi sono trasferita a Roma, lasciando il mio lavoro da insegnante e intraprendendo nella capitale altre attività. Le mie passioni sono molteplici; coltivo la passione per la musica, ritaglio uno spazio settimanale dedicato al cinema o teatro, pratico sport con regolare frequenza e in particolar modo rientro nello sconfinato mondo dei lettori, ovvero, coloro che non potrebbero vivere senza libri. Quest’ultimi personalmente, rappresentano un’esauribile fonte di svago, nonché un prezioso rifugio dove rintanarmi. Ne consegue il mio bramoso bisogno di scrivere; concretizzare la mia fantasia e i miei pensieri in parole… così prendono forma i miei romanzi. Un’altra sfumatura tutt’altro che marginale del mio carattere riguarda la mia indole naturalista che mi spinge allo stretto contatto con la natura, al profondo quanto sconfinato amore per gli animali e a una spiccata sensibilità ecologica. Per non risultare tediosa mi fermo qui, sperando di aver illustrato un’immagine abbastanza completa della mia persona.

Hai sempre desiderato fare la scrittrice?
Desidero rispondere a questa domanda con due aneddoti della mia vita. Da piccola, inspiegabilmente per le attrattive di una bambina, ero affascinata dalle macchine per scrivere. Un ricordo indelebile che alberga nelle mie reminiscenze è un cartellone pubblicitario che ha stazionato per anni nella piazza del Duomo della mia città, dove la sagoma di una ragazza illuminata da faretti che ne esaltavano i movimenti dattilografici, era in grado di condurmi distante con la fantasia; immaginavo che ogni giorno scrivesse storie diverse e che tutti in piazza fossero in attesa di poterle leggerle. Risulterà alquanto strano come una ragazzina di quattro anni possa prendere come esempio di vita un personaggio irreale come la protagonista di un spot pubblicitario, ma oggi se chiudo gli occhi vedo me seduta al suo posto. L’altro episodio strettamente correlato al primo, è la mia innata e naturale predisposizione per la dattilografia, una “dote” emersa fin dai primi anni delle superiori, tutt’ora mi sorprendo di me stessa come i tasti della macchina per scrivere o dei computers siano impressi nella mia testa come la mappa delle mie mani. I professori stupiti dalla mia velocità e precisione mi spinsero a partecipare a gare dattilografiche e con mio grande stupore arrivai a concorrere per i campionati italiani. La morale di questo racconto non è voluta a evidenziare la mia praticità in questa materia, ma la mia ferma convinzione che sia strettamente correlata al voler essere una scrittrice; di questa passione desidero rimarcare non solo il mio sentirmi completa quando spiego le ali della fantasia, ma anche alla straordinaria sensazione di sentir scorrere sotto le dita i piccoli tasti alfanumerici, un piacere indescrivibile che appaga in toto il mio estro.

Quali sono gli scrittori che ti hanno influenzata?
A essere sincera non ho mai subito l’influenza di altri autori per scrivere le mie opere sebbene di alcuni, rispetto ad altri, ne apprezzi le straordinarie capacità e rilegga volentieri i loro scritti, tra questi mi è impossibile non menzionare Jane Austen, Edgar Allan Poe, Cassandra Clare, Carlos Ruiz Zafòn, Nera Riesco, J.R.R. Tolkien e Umberto Eco.

Il tuo primo romanzo Angeli dannati è davvero una storia intrigante ed appassionante. C’è di tutto: la storia d’amore, le passioni dei sedici anni e tanto fantasy. Come hai avuto l’idea per il libro?
Sono sempre stata affascinata dalla figura degli angeli, figure eteree dal fascino ipnotico e dalle storie d’amore, quindi ho pensato di associare queste mie passioni e destinare il romanzo a un pubblico adolescenziale, poiché i sentimenti provati in quella fascia d’età, vengono vissuti con un trasporto difficilmente riscontrabile negli anni, i primi amori, le delusioni, il valore per l’amicizia, i turbamenti, le speranze per il futuro, sono tutti racchiusi in una dimensione così prepotentemente innovativa, inaspettata e imprevedibile da lasciare la sua traccia dolce e amara nel percorso di ogni individuo. Il fantasy in assoluto è il genere che prediligo, poiché nel suo mondo sconfinato tutto può accadere e senza porre fine alla mia fantasia, mi permette di esprimere al meglio la mia creatività.
“Angeli dannati” è tutto questo: una grande favola d’amore.

Hai da poco pubblicato il seguito di Angeli Dannati. Puoi anticiparci qualcosa?
Con piacere. Ho sempre ritenuto “Angeli dannati” un grande prologo, una piattaforma per far conoscere i suoi personaggi e la sconfinata follia d’amore che si è perpetuata negli anni conducendoli a un esodo inevitabile. “Angeli dannati – il giudizio -” è una rivisitazione in chiave moderna di un’apocalisse che vede protagonisti non solo angeli o arcangeli; la lotta tra il bene e il male viene combattuta anche da altri altri personaggi che sono entrati dapprima in punta di piedi divenendo in seguito antagonisti indispensabili per lo scontro finale. Cavalieri dell’apocalisse, streghe, dei egiziani, spiriti senza pace, hanno reso con la loro presenza il romanzo particolarmente avvincente e diverso da tutte le classiche storie d’amore tra angeli e umani. La staticità dell’ambientazione della prima parte muta in maniera radicale nella seconda; Emma, la protagonista che narra in prima persona gli avvenimenti di questa straordinaria avventura, affronterà viaggi che la condurranno in luoghi dallo scenario suggestivo e misterioso, fino ad “atterrare” nella spettrale e inquietante isola di Poveglia, quinta dello svolgimento della resa finale. Trionferà il bene o il male, sta a voi scoprirlo…

E ora l’ultima domanda: quali sono i libri che Giusy ha sul comodino al momento?
In questi giorni sto leggendo due libri infinitamente diversi tra loro, potendo riassumere in due parole il classico e il moderno: “La lettera rubata e altre indagini” di Allan Poe e “L’inganno dell’oscurità” di Emma Holly.
Nel ringraziarvi per lo spazio che mi avete dedicato mi congedo, non prima di aver menzionato colei che credendo nelle mie capacità ha tramutato i miei sogni in realtà: la mia editrice Michela Alessandroni.

E noi ringraziamo te, Giusy, per la disponibilità e a rileggerci presto sulle pagine di Zebuk!

Fonte: Zebuk

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Intervista a Giusy Amoruso su Zebuk

Come vivono i Vampiri

Dopo il tramonto

Come sappiamo, sin dall’alba dei tempi l’uomo ha posto per ogni avvenimento o per ogni fatto estraneo alla sua conoscenza il dubbio dell’astratto. Ovvero ha posto un Dio dinanzi al fuoco, un diavolo dinanzi alle tragedie, un’entità dinanzi alla morte.

Con il progredire dei secoli questi dubbi si sono radicati in lui portandolo a un vero e proprio terrore di ciò che egli non può comprendere o spiegare.

Nascono le leggende. Creature come licantropi, vampiri, spiriti popolano il nostro pianeta nascosti nella penombra del mondo, accostati lì a mormorarci nelle orecchie infide risate nelle sere solitarie, nei vicoli bui o nelle notti senza luna.

Nascono storie di cacciatori di questi esseri e tramandati metodi su come liberarsi di loro o cosa accade se si viene morsi o posseduti.

Al giorno d’oggi, per quanto riguarda la figura del vampiro, abbiamo trasportato malamente uno stereotipo errato della creatura in questione rendendola, a mio avviso, più ridicola e debole di quanto in realtà sia. Troviamo figli della notte che provano sin troppo le sensazione umane, quali emozioni, pietà, sentimenti vari e possono perfino controllare la loro natura demoniaca (perché di demone si parla).

Si cerca costantemente di rappresentare la sua figura similmente a quella umana eliminandone la vera natura. La sua modernizzazione non è da considerarsi un errore totale, ma la figurazione del vampiro (anche fisica, se vogliamo) è spesso esagerata.

Cito il più comune ma più importante esempio di vampiro: “Dracula” di Bram Stoker. In quella leggenda il demone era in grado di strisciare e muoversi con le sole punte delle dita e scalare così le mura del suo castello. Aveva il dono di controllare alcuni elementi e di creare una nebbia fittissima dove egli era sito, per poter uccidere indisturbato i suoi nemici. I lupi erano al suo cospetto e la sua crudeltà era immane (in una parte del racconto porta in dei sacchi alcuni bambini in fasce da dare come nutrimento alle sue tre donne). Aveva timore del sole, in quanto per lui letale, dell’aglio e delle croci, nonché dell’acqua santa.

Qui si parla del 1897. Ma c’è da dire che la figura del vampiro è conosciuta, secondo alcuni, sin dalla preistoria. Trasportata con una sorta di isteria collettiva nel corso dei secoli, viene identificato sia come essere umano sia come cadavere putrefatto. Si narra che i vampiri siano streghe o vittime suicide, cadaveri posseduti da demoni in cerca di linfa vitale o altri umani infettati da morsi di vampiri.

Persino al giorno d’oggi la loro leggenda continua a diffondersi. Numerose le storie di cacciatori di vampiri, come nel caso avvenuto in Inghilterra nel 2003, dove si vociferavano avvistamenti, profanazioni e stragi da parte di vampiri. Nei secoli addietro i villaggi con una grande moria di gente improvvisa era da attribuirsi a loro che infettavano e facevano ammalare gli abitanti.

Per la parte emozionale, beh… nei romanzi oramai si avvicina moltissimo e forse troppo il vampiro all’amore e all’affetto verso un umano. È una chiave più che valida e un ottimo motivo per far girare l’intera trama. Ma da prendere con le pinze e da saper dosare.

Con tutto questo non sto dicendo che troverete un vampiro dietro la porta domani o uno spettro nella vasca da bagno. Ma siamo così schematizzati nel nostro pensiero che escludiamo l’esistenza a priori di altre creature all’infuori dell’essere umano.

Poniamo certezza e fiducia su ciò che non vediamo e non sappiamo se sia reale, ma ci crediamo solo perché per noi è una cosa positiva, mentre se si tratta di qualcosa di terribile e spaventoso preferiamo rifugiarci e dire che non esiste solo perché potrebbe essere spaventoso venire a conoscenza del contrario. Io direi di porre un minimo dubbio anche in questo e almeno non dare come certezza qualcosa di cui non abbiamo alcuna prova.

Non sto dicendo che esistano i mostri. Ma non sto neanche dicendo che non esistano…

Mattia Spirito

Fonte: Caffè Book

Come vivono i Vampiri

Rosaria Andrisani e Gli scrittori della porta accanto

Un firmamento di stelle flower-ed

Ho avuto il piacere in questi giorni di leggere il libro di Rosaria Andrisani dal titolo “Un firmamento di stelle”, prefazione di Susanna Polimanti.
Recensire un libro di poesie non è a mio avviso compito semplice perché se è vero che l’autore ci lascia “sbirciare” nei suoi sentimenti come quando da una porta socchiusa si intravede l’intimità di una stanza è pur vero, che le parole non sono più di chi le scrive ma del lettore che le accoglie, in base al suo sentire.
Occorre sapersi calare nei panni dell’autore ma anche ricordare le proprie esperienze ed il proprio vissuto intraprendendo un percorso emozionale attraverso le singole parole e immagini messe su carta.
La poesia è un’esplosione di stati d’animo, di emozioni che siano esse negative o positive che ci fanno sognare, immaginare e a volte volare in luoghi lontani, quelli dei ricordi.

Il libro di Rosaria Andrisani mi ha colpito per la sua semplicità e freschezza di espressione ma anche per l’immediata fruibilità.
Ogni singola poesia è come la luce di una stella cadente che rapida ma intensa attraversa il cielo lasciando chissà quali scie……
Non a caso a mio avviso l’autrice ha scelto questo titolo che, per chi come me dopo la lettura cerca di “rivivere” le poesie ad occhi chiusi, è riuscito ad imprimere una immagine di un blu intenso ricco di luce fulminea che lo trafigge.
Alcune poesie mi hanno lasciato un guizzo che poi ho voluto e potuto associare ad un colore.

Ho amato particolarmente il componimento dal titolo “La gioia” perché mi evoca il candore del bianco; ma anche “Con Voi” che evoca il giallo della carta antica, che profuma di intenso vissuto; “Infanzia” che “esplode” in un gioioso arcobaleno di bambini in girotondo; “Mente” che mi lascia immaginare il marrone, colore di un nido caldo e accogliente citato in esordio dei versi ed infine “Solitudine” che accosterei al grigio di una giornata cupa e piovosa quando la malinconia fa capolino.
Il libro è una raccolta di ben 18 poesie più una di presentazione dell’opera che offre la possibilità di accoccolarsi in attimi di ritrovata serenità in compagnia dei delicati versi dell’autrice.

Liliana Sghettini

Fonte: Gli scrittori della porta accanto

Rosaria Andrisani e Gli scrittori della porta accanto

Le fulgide stelle di Rosaria

Sentimenti e vita nelle poesie di Rosaria Andrisani

L'opera prima della carissima Rosaria Andrisani

A volte nella vita capita di fare incontri straordinari. A me, per esempio è capitato facendo la conoscenza di Rosaria Andrisani. Ho conosciuto Rosaria Andrisani grazie a “Passione Lettura“, un blog di recensioni al quale ho collaborato per un periodo e subito ho potuto apprezzarne la sensibilità e la facilità di scrittura. Ora queste mie impressioni sono state confermate ampiamente dalla lettura della sua prima raccolta di poesie intitolata “Un firmamento di stelle“, uscita lunedì scorso, 14 settembre 2015, a cura della Flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta magistralmente da Michela Alessandroni. In “Un firmamento di stelleRosaria Andrisani riunisce alcune poesie dove trovano spazio sentimenti, vita e affetti.

Ogni poesia del volume “Un firmamento di stelle” provoca nel lettore un’emozione grandissima in quanto nasce da una grande sensibilità ed è frutto di un lavoro e di un impegno eccelso, impegno teso ad affinare l’ars poetica attraverso i versi e le opere di grandi nomi della Letteratura e della Poesia Mondiale quali Giacomo Leopardi, Pablo Neruda ed Emily Dickinson, solo per fare alcuni nomi tra colori i quali hanno influenzato e ispirato l’opera di Rosaria Andrisani. Un impegno attento e costante che è poi sbocciato in questa prima, perché io mi auguro che questo sia solo l’inizio di una carriera che spero possa essere lunga e ricca di quella fortuna che l’autrice merita senza la benché minima ombra di dubbio. Un altro pregio innegabile di Rosaria Andrisani che l’autrice trasporta poi nei versi di “Un firmamento di stelle” è il suo rispetto per le parole e la sua capacità di dosarle sapientemente così da dar vita a piccoli gioielli che in pochi versi sanno regalare sensazioni impensate.

La raccolta “Un firmamento di stelle“, che è preceduta da un prefazione opera di Susanna Polimanti e da un’introduzione della stessa autrice, si divide in due parti. Nella prima trovano spazio poesie più squisitamente intime nelle quali i sentimenti e gli stati d’animo la fanno da padroni; nella seconda parte il respiro delle poesie si allarga dando vita a versi di rinascita, versi che si aprono fiduciosi al domani e alla gioia, vista, in maniera speciale, attraverso gli occhi dei bambini e in particolar modo della figlia. Una raccolta di poesie che emoziona e commuove quindi e che assolutamente non deve mancare nelle librerie di chi ama le letture di classe.

Fonte: Recensioni Librarie in Libertà

Le fulgide stelle di Rosaria

“Scomparsa nel nulla” su The books of Alice

Recensione di Scomparsa nel nulla di Amalia Santiangeli flower-ed
La storia di Barbara, un romanzo rosa con delle sfumature thriller

Scomparsa nel nulla

Titolo: Scomparsa nel nulla
Autrice: Amalia Santiangeli
Casa editrice: Flower-ed
Collana: Il Vaso di Pandora
Volume: 9
Pagine:195
Formati disponibili: EPUB + MOBI
Prezzo: 4,99 €
Anno: 2014

link:
http://www.flower-ed.it/index.php?route=product/product&product_id=108

Sinossi:

Quando Barbara riapre gli occhi, si trova in un letto d’ospedale, in una terra straniera, circondata da persone sconosciute. Uno strano incidente l’ha portata lontano dalla sua famiglia, sconvolgendo la sua vita tranquilla, proprio mentre era felice in vacanza. Chi sono queste persone? Cosa vogliono da lei? C’entra forse qualcosa l’incarico che le ha affidato l’organizzazione per cui lavora?
In questa grande storia d’amore e di intrighi internazionali, Barbara scoprirà ben presto di essere stata rapita e di dover sopportare in silenzio e a lungo la distanza dai suoi cari: un distacco inaspettato che non sopraggiunge indolore, perché quando si ama si sente il bisogno della presenza, del contatto, della parola. L’amicizia di Azad e una fede incrollabile saranno il suo sostegno, nella speranza di poter tornare finalmente a casa.
Una lettura avvincente e carica di emozioni.

Recensione:

Ringrazio la Flower-ed e Michela per il nostro inizio di collaborazione e per avermi inviato questo romanzo.
La protagonista del libro è Barbara una donna dal carattere razionale, schietta, elegante ma allo stesso tempo moderna senza fronzoli per la testa e all’inizio della storia la troviamo ventitreenne che lavora in uno studio commercialista, vive da sola ed è fidanzata con Eugenio.
Il ragazzo non è quello giusto per lei, è un bamboccione immaturo ed egoista, infatti Barbara prima di partire per le ferie estive decide di lasciarlo.
Poi il romanzo ci fa rincontrare Barbara qualche anno dopo quando si è sposata con Stefano e ha due figli che adora Enrico e Alfredo.
Barbara è rimasta  una donna sempre molto legata ai valori veri della vita, della famiglia, della religione e che crede nel suo matrimonio e nell’amore vero.
Tutta la famiglia va in vacanza in Grecia e sarà proprio qui che la donna scompare senza lasciare traccia.
Barbara  viene rapita e le viene fatto credere di essere stata trovata nel deserto, senza documenti e senza identità.
In realtà è stato tutto ben organizzato, un complotto studiato nei minimi dettagli , in quanto credono che la donna sia coinvolta in un’organizzazione segreta per delle nuove armi e che possa essere a conoscenza di alcuni informazioni importanti.
Barbara, suo malgrado, dovrà combattere per riuscire a sopravvivere e soprattutto per non cedere ai ricordi del marito e dei figli che non vedrà per moltissimi anni.
Ho trovato molto dolci e delicate le lettere che i figli dedicavano alla loro mamma e anche le poesie che l’autrice ha inserito e scritto all’interno della sua storia.
Ecco alcuni tratti di una poesia che mi ha molto colpito. (“Prendo te come mio sposo e prometto di esserti fedele sempre” è tratta da Amalia Santiangeli, “Incontro. 20 poesie”) (flower-ed, 2012)

Sembrerà strano,

ma inizierò parlando delle SCELTE!

Le nostre scelte
sono state sempre le scelte
ritenute
migliori in quel momento.

Abbiamo scelto a favore della qualità
della Famiglia,
dei pensieri,
dei sentimenti
dei passatempi,
del lavoro,
della scuola,
della morale,
delle amicizie,
di Dio.

Abbiamo fatto sicuramente degli errori…
ma in quel momento
forse non li abbiamo visti,
forse non siamo stati capaci di evitarli,
forse erano il danno minore,
forse erano il massimo risultato(…….)

È il rispetto della VITA che lo impone,
e il rispetto di noi stessi che lo consiglia.

Noi siamo stati l’esempio per i nostri figli,
la bandiera che sventola sul pennone,
a volte a mezz’asta,
altre bagnata, stropicciata, lacerata
ma sempre la loro bandiera,
il simbolo della loro crescita.

Quando cercavano la casa,
la bandiera gliela indicava,
si sentivano più vicini,
meno soli,
potevano trovare la strada giusta se l’avessero persa.

Io sono fiera di aver condiviso le mie scelte con te per tutti questi anni.(……..)
Le nostre sono le scelte migliori che potessimo fare in un determinato momento,
scelte meditate, riflettute, combattute, credute, dialogate, approfondite, ascoltate….

le nostre scelte, i nostri giorni, i nostri figli…

Strada non sempre facile,
alcune salite,
alcune discese,
con trappole da evitare,
sogni da realizzare…

Strade con rumori diversi
Pianti di commozione
Vagiti
Lacrime di tristezza
Sussurri di disperazione
Risate di gioia piena
Urla di paura
Grida di rabbia
Litigate
Dolci parole di tenerezze
Passioni ovattate
Silenzi di delusione
Respiri di attesa
Fruscii di carezze solidali
Mormorii di preghiere

Ma io sono fiera di aver condiviso con te queste strade,
di aver ascoltato questi suoni,
di aver sopportato questi rumori,
di aver suonato con te i nostri strumenti musicali.
Con tutto il mio amore,
per sempre
La tua Sposa

Questo è un romanzo che è incentrato sulla difficoltà di essere lontani dalle persone amate o dalla religione, non sempre si parla di una distanza reale ma si può interpretare come una lontananza mentale, di idee, di opinioni, semplicemente non riusciamo più ad essere in sintonia.

Quando una persona ama i propri cari, ma li ama veramente con tutto il cuore e con tutta se stessa, come Barbara nei confronti dei figli e del marito, non può sopportare così a lungo di non vederli, sentirli e parlarci.

I ricordi e la memoria non possono essere sufficienti per dimenticare il dolore che lei prova nel corso della storia; dolore che però non si trasforma mai in risentimento o rabbia nei confronti di qualcuno o della religione, la sofferenza della protagonista è silenziosa, continua a pregare affinché  un giorno lei possa rivederli e recuperare un rapporto con loro.

La storia è condensata in meno di 200 pagine, ma vedremo Barbara in poco meno di venti anni della sua vita, la sua evoluzione, la sua maturità anche se in fondo rimane la stessa ragazza dell’inizio della storia.
Una protagonista difficile da raccontare, così devota verso la religione, ma anche così buona, che non accusa nessuno se non se stessa di anni di dolore che ha dovuto subire.
L’autrice è riuscita con la sua scrittura a farci entrare nella storia, nei personaggi e a sperare che un giorno Barbara possa ritornare a casa, un romanzo che mi ha emozionato e fatto riflettere.

L’autrice:

Amalia Santiangeli è nata a Riva del Garda nel 1962. Consulente contabile-amministrativa, è laureata in Scienze Politiche e si occupa attivamente di politica a Torino, città in cui vive, in qualità di Consigliera.
Lettrice e scrittrice appassionata, ha vinto alcuni concorsi letterari e ha pubblicato dei brevi articoli su bollettini e riviste. Scrittrice poliedrica, ha prodotto numerosi testi delle più diverse tipologie: romanzi, racconti, poesie e favole per bambini.

Fonte: The books of Alice

“Scomparsa nel nulla” su The books of Alice

“Cronache maledette” nel Salotto del Gatto Libraio

Ci siamo tra pochissimo scatta l’ora X e finalmente inizia il week end 🙂
Si muore dal caldo oggi, speriamo che le temperature rimangano così almeno domani…TUTTI AL MARE TUTTI AL MARE… e si sono una delle irriducibili fino all’ultima giornata bella mi trovate a sguazzare in acqua.
Ma ora veniamo a noi, ho appena terminato le CRONACHE MALEDETTE un bellissimo libro di racconti fantasy scritti da diversi autori.

Il libro è così strutturato:
Introduzione di Michela Alessandroni
La maledizione (ciclo di tre racconti):
1- Il Bardo di Marina Lisi
2- Il cacciatore di cervi di Monica Ricci
3- Isobel di Ilenia Di Carlo
Cuori nelle tenebre di Giusy Amoruso e Mattia Spirito (racconto singolo scritto da due autori insieme)

Cronache maledette

Data di pubblicazione: 30 ottobre 2014
Editore: Flower-ed
Autrice: Vari Autori
Pagine: 93

SINOSSI

Un editore invita in una vecchia casa in collina i suoi cinque scrittori di romanzi fantasy. Le stanze sono impolverate e con qualche ragnatela di troppo, il giardino versa in uno stato di semi-abbandono, il bosco è umido e pieno di insetti. Eppure, proprio giungendo nel cuore di quel bosco, una radura improvvisamente li accoglie e la magia ha inizio. A turno, come trasportati da un incantesimo, gli scrittori forgiano parole, creando storie dal sapore antico, di strane creature e di amori sfortunati, dando vita a oscure e straordinarie “Cronache maledette”.

Ho trovato l’idea di questo libro veramente interessante e curiosa. Ci troviamo difronte a 6 autori fantasy della casa editrice Flower-ed. Leggendo l’introduzione la mia testolina “fantasy” si è subito chiesta: “ma è andata veramente così”? E’ bello poter immaginare che 5 autori si siano incontrati con il proprio editore e hanno dato inizio ad una serata piena di racconti magici e maledetti.

I primi tre racconti (Il Bardo, il cacciatore di cervi e Isobel) sono legati tra di loro ma ognuno ti coinvolge in un modo diverso e questo forse è dovuto al fatto che sono stati scritti da tre penne diverse.

Devo dire però che sono letteralmente impazzita per “Cuori nelle tenebre” di Giusy Amoruso e Mattia Spirito.

Sarà che sono un’ amante del mix Vampiri+Storia d’Amore, quindi ho divorato questo racconto in pochissimo tempo ed è stato favoloso l’alternarsi dei due scrittori l’Amoruso per la narrazione femminile e Spirito per quella maschile.

Lo consiglio a tutti gli amanti del Fantasy, è un libro che può essere letto in pochissimo tempo, i racconti sono scorrevoli e piacevoli e poi… quando vi ricapita di leggere qualcosa di questo genere (fantasy) in cui sono coinvolti tutti questi bravissimi autori?

Sarebbe bello però leggere il seguito di Cuori nelle tenebre…

Fonte: Il Salotto del Gatto Libraio

“Cronache maledette” nel Salotto del Gatto Libraio

Intervista a Michela Alessandroni

Michela Alessandroni, editore di flower-ed, ci parla della collana “Windy Moors”

La doppia edizione del saggio dedicato alle sorelle BrontëNel nostro spazio letterario ospitiamo oggi Michela Alessandroni, editore della casa editrice flower-ed e curatore, insieme a Giorgia Alessandroni, della bella riedizione del saggio di Giorgina Sonnino, “Tre Anime Luminose fra le nebbie nordiche. Le Sorelle Brontë”, appena pubblicato in doppio formato, cartaceo e digitale.

Michela Alessandroni con il saggio sulle sorelle BrontëBenvenuta, è un piacere ospitarti nel mio blog. La collana “Windy Moors”, che hai voluto creare per raccogliere saggi sulla letteratura vittoriana, è finalmente una realtà. Da cosa nasce la tua passione per la letteratura di quel periodo in particolare?

Come dire, buon sangue non mente: sono italo-britannica e sento fortemente le mie origini inglesi. La passione per il periodo vittoriano viene da lontano e risale alla mia infanzia, quando mia madre mi raccontava di quei grandi romanzi e di quegli scrittori che, all’epoca, erano in parte ancora poco conosciuti in Italia. Ma non si tratta solo della letteratura: è un intero mondo le cui tracce sono tuttora molto presenti in Inghilterra e che personalmente ritrovo sempre con grande emozione.

Fra tutti gli scrittori hai scelto di dar voce in particolare alle sorelle Brontë. Hai un ricordo personale anche su di loro?

È proprio così. Da bambina feci un bellissimo viaggio in Inghilterra e visitai Haworth e la casa delle sorelle Brontë. Ricordo ancora quelle stanze, il cimitero con le lapidi di pietra, le vie del villaggio e l’immensità della brughiera. Quello fu il mio primo incontro con loro. Da allora mi sono rimaste nel cuore e non le ho più lasciate.

Se dovessi esprimere una preferenza, quale delle tre sorelle potresti dire di amare di più?

Questa è una domanda difficile. È come scegliere il libro preferito nella vastità della letteratura mondiale o il luogo più bello fra quelli che abbiamo visitato. Ma se proprio devo fare un nome allora dico Emily. Amo in maniera viscerale la sua scrittura e mi affascina terribilmente la sua personalità, così solitaria, lontana dagli uomini e vicina alla natura: “pagana nell’anima”, dicevano i suoi detrattori. Come se vi fosse qualcosa di sbagliato in questo.

Frontespizio del saggio dedicato alle sorelle BrontëQuali motivi ti hanno spinto a scegliere proprio questa biografia di Giorgina Sonnino rispetto a tutte le altre opere?

L’interesse per le sorelle Brontë sarebbe potuto passare per altri libri, come hai intuito. Eppure questa biografia ha qualcosa di particolare, perché è stata pubblicata agli inizi del Novecento da una studiosa italiana e in lingua italiana. È un libro praticamente introvabile e, come prima biografia italiana delle sorelle Brontë, andava assolutamente recuperato e reso di nuovo disponibile ai lettori.

Hai realizzato questa edizione insieme a Giorgia Alessandroni e Petra Zari. Vuoi raccontarci qualcosa su questa collaborazione?

Certamente. Giorgia Alessandroni ha curato l’opera insieme a me sin dal momento del recupero iniziale e poi fino a tutta la produzione digitale e cartacea. Realizzeremo insieme anche i prossimi progetti: siamo molto affiatate e insieme funzioniamo alla perfezione. Petra Zari, invece, ha creato la copertina dell’opera. L’ho voluta con noi perché è ben più che una grafica: le sue creazioni hanno qualcosa di magico.

A proposito dei prossimi progetti della collana, siamo tutti impazienti di scoprire le novità. Puoi già darci qualche anticipazione?

Al momento del lancio della collana avevamo già un piano editoriale, ovviamente. Ma poi abbiamo ricevuto richieste e proposte davvero entusiasmanti, che vorremmo pian piano inserire in catalogo. Per il momento posso solo anticipare che il prossimo titolo riguarderà l’amata Emily Brontë e che sarà pubblicato nel corso dell’autunno.

Grazie infinite per la cortesia e un arrivederci a presto!

Fonte: Recensioni Librarie in Libertà

Intervista a Michela Alessandroni