Con Petra Zari dietro le quinte del progetto “Windy Moors”

Copertina di "Tre anime luminose fra le nebbie nordiche", il primo saggio della collana "Windy Moors"

Salve a tutti!
Ricorderete, ne sono certo, che nei primi giorni di questo mese avevo presentato tra queste pagine “Windy Moors“, la nuova collana di saggi griffata Flower-ed, la casa editrice nativa digitale fondata e diretta da Michela Alessandroni. Oggi vi propongo un’intervista con protagonista Petra Zari, la realizzatrice della copertina del saggio che aprirà la collana “Windy Moors” intitolato “Tre anime luminose fra le nebbie nordiche. Le sorelle Bronte“, che ci permetterà di entrare a sbirciare un po’ nel “dietro le quinte” di quello che si annuncia come un grande progetto culturale. Ma ora basta perdersi in chiacchiere! Vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto a Petra Zari.

Il saggio “Tre anime luminose fra le nebbie nordiche. Le sorelle Brontë” sarà il capofila del progetto “Windy Moors”. Cosa ti affascina di più di questo progetto?

Quando Michela Alessandroni mi ha contattata per commissionarmi la creazione del cover design, ho dovuto chiedere informazioni più precise sui contenuti del libro che andavo a “vestire”, ma è bastato sentirmi dire “Brontë” per catturare all’istante il mio entusiasmo e la mia curiosità. Sono una grafica creativa, ma anche una vera bookworm e i classici sono il mio territorio di lettura preferito, proprio per questo, la creazione della copertina, è stata più di un semplice lavoro. Il progetto è certamente interessante e nasce in un momento in cui, a mio parere, si rinnova il bisogno di certezze, di esempi e morali universalmente valide, di quel particolare mood che lascia la lettura di un grande classico. In quest’ottica, le sorelle Brontë sono un ottimo punto da cui partire: nonostante le loro fin troppo brevi vite, rappresentano una delle prime consacrazioni femminili nella letteratura del tempo, forse anche per questo i loro romanzi sono considerati pietre miliari per i lettori di tutte le generazioni, al di là delle preferenze e critiche oggettive allo stile.

Indagare il loro cammino di scrittrici aiuterà sicuramente a conoscere il background storico e sociale su cui lasciarono il loro segno indelebile, le vicissitudini personali e i dettagli che occorrono a completare il profilo di queste tre piccole donne animate da un’ambizione comune, un bisogno così impellente di scrivere che può essere spiegato solo dal richiamo di un’eco della ventosa brughiera.

Quale particolare ti ha ispirato maggiormente nella creazione della copertina del saggio capofila di “Windy Moors”?

Pensando al nome della collana “Windy Moors”, l’immagine avrebbe dovuto necessariamente evocare la brughiera in fiore, ma qui si tratta del primo libro di una serie tematica, l’apertura su quel paesaggio noto le cui origini e fama si devono soprattutto alle sorelle Brontë che ne hanno fatto un vero e proprio protagonista dei loro romanzi. Così, ho pensato di unire l’immagine classica simbolo delle sorelle, il ritratto di Patrick Branwell Brontë conservato alla National Portrait Gallery di Londra (The Brontë Sisters. Anne Brontë; Emily Brontë; Charlotte Brontë, 1834) a un lettering vintage-moderno, ottenendo un cover design minimal, dove il soggetto è immediatamente riconoscibile, senza ricadere nell’abusata scelta del dipinto originale, anzi introducendo un taglio essenziale che sarebbe interessante riprendere nelle copertine di tutta la collana. Alle rare tonalità di colore viola ho lasciato il compito di evocare il moorland, evitando d’incorrere nell’ovvia preferenza di una foto della brughiera in background.

Sei anche tu un’ammiratrice delle sorelle Brontë e delle loro opere?

Come già detto, ho una predilezione per i classici, anglosassoni in particolare, quindi le Brontë mi sono care per il loro essere soprattutto uno dei primi esempi di scrittrici con la “S” maiuscola, rappresentano una conquista, un simbolo, l’incipit di una nuova era per la letteratura. Confessando la mia preferenza per il capolavoro di Charlotte, l’intramontabile Jane Eyre, la mia ammirazione si concentra sulla complice e caparbia volontà di scrivere delle sorelle, anche se nascoste da uno pseudonimo maschile, prendendo il testimone da quella che è in assoluto la mia autrice preferita, Jane Austen, colei che di buon grado aprì la strada alla grande letteratura femminile, relegata fino allora ai romanzi d’appendice di poco conto e dubbio talento.

Com’è stata la tua esperienza con la casa editrice flower-ed? Realizzerai anche altre copertine della collana “Windy Moors”?

La mia collaborazione con la flower-ed spero davvero sia soltanto agli inizi, sono felice di questa esperienza e soddisfatta del dialogo professionale che ho con questa casa editrice. Credo sia stata l’intesa immediata sugli obiettivi di questo progetto, forse anche la passione comune per i classici, a rendere questa collaborazione assolutamente positiva, almeno questa è la mia percezione! La realizzazione dei prossimi cover design non dipende soltanto dalla sottoscritta, il mio entusiasmo come l’interesse è certo, per la risposta dovreste chiedere alla flower-ed!

Quali sono secondo te i pregi principali che deve possedere chi svolge la tua professione?

Spesso si abusa del termine di “grafico”, in effetti, questo è molto generico poiché può contemplare diversi tipi e livelli di attività, per questo preferisco descrivere il mio lavoro come “grafica creativa”. La mia esperienza mi ha portato a unire naturalmente le mie doti di disegnatrice e artista alla tecnologia della computer graphic, perciò il mio profilo è considerato “anomalo” dai grafici puristi, ciononostante credo che, al di là del curriculum, ciò che fa la differenza nel mio lavoro è sempre la persona. Penso sia fondamentale una certa sensibilità per comprendere quale sia la risposta migliore alla richiesta del committente, tanto quanto un’immaginazione illimitata per esplorare tutte le possibilità della grafica, e per finire, è necessaria una ricca dose di originalità, in un mondo dove sembra che tutto sia già stato scritto.

Grazie infinite alla gentilissima Petra Zari che si è dimostrata molto disponibile e un grazie speciale anche all’impagabile Michela Alessandroni che con la disponibilità e la gentilezza che la contraddistingue è sempre pronta a regalare a me e a voi carissimi amici delle autentiche “chicche”!

Riccardo Mainetti

Fonte: Recensioni Librarie in Libertà

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