Laboratorio fantasy intervista Marina Lisi

Carissimi follower,
come vi avevo promesso ieri, l’autrice Marina Lisi è oggi ospite di Laboratorio fantasy per parlarci un po’ di sé, del suo amore per la parola scritta, della sua saga “Viola” e di molto altro ancora. E al termine dell’intervista, l’autrice ci delizierà con un estratto della sua saga!
Viola. Il Dono dell'AmbraViola. Il Bracciale del ComandoViola. Il Potere della Strega
1. Ciao Marina, benvenuta su Laboratorio fantasy. Come di consueto, diamo inizio all’intervista chiedendoti di parlarci un po’ di te!
Mi chiamo Marina, Marina Lisi e la mia vita è simile a molte altre, ho completato da pochissimo la fase lavorativa e mi godo il meritato riposo.
Vivo con la mia famiglia in una piccola casa immersa nelle campagne, aiuto mia figlia a crescere le sue piccole e mi diletto a creare con le mie mani: ricamo, dipingo, seguo il susseguirsi delle stagioni nel mio giardino per raccogliere i frutti dagli alberi e farne delle marmellate, poi quando la mia fantasia esige attenzione scrivo per lunghi periodi senza pensare ad altro, ma senza dimenticare di leggere, leggere instancabilmente.
2. Come e quando è nato il tuo amore per la scrittura?
Non c’è un periodo della mia vita in cui posso fondare, con certezza, l’inizio del mio amore per la scrittura, esso è nato insieme a quello della lettura o subito dopo.
Mi è sempre piaciuto scrivere, mettermi alla prova, esternare la mia immaginazione cercando una storia mai scritta, qualcosa di non letto.
I tentativi di riuscirci sono stati tanti; seminavo scritti, più o meno lunghi, su quaderni, sul diario di scuola e più avanti direttamente sul computer; bozze di storie o piccoli racconti, diari di emozioni provate o solo immaginate.
3. Qual è il tuo autore preferito?
Sono molti gli autori che ho amato come lettrice, ognuno di loro ha riempito di emozioni e caratterizzato un periodo della mia vita.
Ne ricordo alcuni con piacere.
Richard Bach del Gabbiano chiamato Jonathan Livingston che ho letto, anzi divorato.
JR Tolkien e la saga del Signore degli anelli, con le stupende descrizioni di mondi fantastici e avventure così bene narrate da spingere chiunque a leggere senza sosta.
Il grande Pirandello e le sue mirabili opere teatrali che mi hanno fatto ricordare aspetti particolari e sfumature caratteristiche della mia isola.
Uno degli ultimi autori è Andrea Camilleri, conosciuto ed apprezzato solo da qualche anno e che seguo con interesse e ammirazione per la sua bravura di partire da un evento realmente accaduto e tessere la sua storia, immaginando personaggi e accadimenti fino a dipanare, con eleganza e semplicità, una storia intrigante pronta a tenerti con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Altri autori, altre storie, tutte bellissime, hanno lasciato il loro segno nella mia mente e nel mio cuore, ma sarebbe lungo il loro elenco, perché ciò che mi spinge a leggere è la curiosità e la voglia di sognare.
4. Come e quando è nata l’idea di scrivere la tua saga fantasy “Viola”?
Viola è nata per una sfida fatta con me stessa. Avevo letto una saga fantasy colma di stereotipi classici di questo tipo di letteratura e volevo provare a me stessa che potevo scrivere un fantasy particolare, unico.
5. Hai scritto i libri di getto, lasciandoti trasportare dall’ispirazione, oppure hai abbozzato trama, scaletta dei capitoli e profilo dei personaggi? 
Il mio modo di scrivere è di getto, seguo l’ispirazione del momento. Lascio libera la mia immaginazione di correre mentre le mie dita sulla tastiera del computer provano a seguirla. Non riuscirei a programmare una trama o ad abbozzare in precedenza dei personaggi; tutto avviene naturalmente, semplicemente per appagare la mia voglia di sognare un mondo in cui ciò che penso diviene, a poco a poco, “reale”, tangibile, almeno sul foglio bianco.
6. Puoi presentare ai lettori la storia che ruota intorno a “Viola”?
“Viola” è la storia di una diciottenne che si trova alle prese con i problemi normali della sua età; una difficile socializzazione con i suoi compagni, una cotta per un compagno di classe fanno da sottofondo a qualcosa che, dapprima in sordina poi in modo eclatante, sovverte l’ordine e la normalità della sua vita. Non preparata si trova ad affrontare un mondo a lei sconosciuto che la richiede a sé e al quale non può non rispondere che affermativamente. Viola è una Guaritrice come altri suoi coetanei che conoscerà nella scuola per Guaritori, ma a differenza di questi lei non è stata preparata a esserlo e il Dono che scaturisce dalle sue mani la spaventa, come l’elevata sensibilità della sua mente. In suo aiuto arrivano due ragazzi che, a differenza di lei, sono cresciuti nella consapevolezza di ciò che li aspetta. Saranno loro ad accompagnarla nella difficile opera di accettare la sua unicità, anche quando farlo la metterà alla prova obbligandola a scegliere tra il suo Dono e la parte oscura e potente del suo potere, ma non sarà l’unica scelta che dovrà fare perché i due ragazzi se la contenderanno e per lei sarà difficile scegliere chi di loro avrà il suo cuore.
Negli ultimi due libri Viola diventerà una donna consapevole del suo potere pronta a fare la sua parte accettando altre capacità, altre responsabilità, senza dimenticare ciò che è, e sempre sarà: una Guaritrice.
7. Chi sono i protagonisti della saga?
I protagonisti principali sono tre, attorno a loro girano altri personaggi che hanno la loro importanza, ma che nulla tolgono ai primi.
Viola è una ragazza sensibile e insicura, solitaria e poco incline alla socializzazione. Questa sua particolarità sarà fonte di grande sofferenza per lei che dovrà trasformarsi diventando una donna saggia e forte, pronta a fare grandi scelte importanti per lei e per coloro ai quali vuole bene.
Vittorio è un ragazzo forte e saggio, sarà lui a supportare Viola ad assicurarle sempre il suo aiuto e la sua comprensione.
Niall, invece, è il più istintivo e spontaneo, non riesce a dominare ciò che prova per Viola e diviene schiavo di questo sentimento profondamente insito nella sua anima.
8. Tra tutti i personaggi, ce n’è uno a cui ti senti più legata?
Il personaggio a cui più sono legata e che molto ha richiesto non è quello di Viola né Vittorio, ma l’instabile, il focoso Niall.
Amo di lui la sua spontaneità, il suo modo di lasciarsi andare a ciò che prova senza cercare di mediare con se stesso; la sua sofferenza e la sua caparbietà ha riempito molte mie notti insonni. La sua fisicità così importante ha chiesto da parte mia attenzione e dedizione. Come potrei dimenticarlo?
9. Quanto tempo hai impiegato per scrivere i libri di “Viola”? E una volta terminati, quali passi hai mosso per arrivare alla loro pubblicazione? 
Ogni libro della saga di Viola ha richiesto in media due anni di lavoro, anche se la loro pubblicazione è avvenuta a ritmi più veloci.
Devo tutto ciò a Michela Alessandroni che ha creduto in me e che dopo aver letto la storia ha voluto che io facessi parte delle primi tre autrici della sua nascente casa editrice la Flower-ed. Il resto è venuto da sé.
10. Qual è stata la soddisfazione più grande che hai raccolto in seguito alla pubblicazione della saga? 
Non nascondo che la soddisfazione più grande che ho avuto è stata quella di ogni esordiente: vedere la propria opera diventare un libro e trovarlo nelle più importanti librerie on-line, proprio in quelle in cui per anni si sono cercati e comprati i libri o gli e-book della propria libreria personale.
Sapere che altri leggeranno la storia nata dalla mia fantasia non ha prezzo e anche se ciò mi mette un po’ in agitazione, mi rende comunque euforica e felice.
11. Attualmente sei impegnata in altri progetti editoriali?
Anche se l’ultimo libro della saga di Viola è stato pubblicato, non mi sono fermata. Un’altra storia, altri personaggi popolano la mia fantasia. Questa volta non è una ragazza, ma una giovane donna che affronterà le avventure nate dalla mia immaginazione; anche lei dovrà fare delle scelte importanti, ma chi non le fa nella sua vita?
Matilde è una discendente di un’antica casata che custodisce un segreto ambito da molti. La sua vita non sarà al sicuro mai, ma l’unico che aveva giurato di proteggerla, involontariamente, la renderà schiava di sé e della sua particolare unicità mettendola in serio pericolo.
Il romanzo è stato pubblicata di recente, sempre dalla casa editrice Flower-ed, con il titolo “I Dofheithe”. Forse è solo agli inizi: come sempre aspetto di vedere come la mia fantasia e le mie ricerche storiche riusciranno a combaciare, stupendo e affascinando chi vorrà leggere anche un eventuale seguito della storia.
12. Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio più grande sogno nel cassetto è quello di cimentarmi in altri campi, in storie non legate al mondo fantasy, ma so che farò quel salto quando mi sentirò pronta a fare un buon lavoro.
13. Quale consiglio ti sentiresti di condividere con gli aspiranti scrittori che ambiscono a pubblicare con un editore?
A chi aspira a pubblicare un suo libro consiglio di credere in se stessi e a non dimenticare di scrivere per il gusto di farlo cercando sempre di migliorare, di non fidarsi di chi chiede soldi per pubblicare il libro perché se è valido sarà accettato senza nulla in cambio.
14. Infine, a conclusione di questa bella intervista, ti chiedo di condividere con i lettori del blog un estratto della tua saga fantasy “Viola”.
Questo brano estratto dal mio romanzo ha risvegliato in me ricordi carichi di emozioni provate in una notte insonne passata alla sua stesura. Rivela la sfida più grande di Viola, quella di scegliere ciò che vuole essere e l’importanza del suo legame con Niall.
“Mentre il mio corpo roteava su se stesso, la mia mente si svuotava e lasciava spazio a quella parte di me che non conoscevo. Mi fermai e rimasi immobile in mezzo alla sala. Ira e odio rafforzarono la mia energia rendendomi schiava dei loro istinti. Il mio mondo si era fermato, ciò che conoscevo non c’era più e io mi rispecchiavo negli occhi di un’altra donna. Mi guardava come faceva da quel quadro che tante volte mi ero soffermata ad ammirare, e il suo sguardo diveniva il mio. Elizabeth e Viola erano una cosa sola: come mia nonna ero pronta a combattere per proteggere ciò che amavo. Dovevo sembrare stravolta da quell’unione, perché colsi negli occhi di chi mi guardava il più profondo terrore.
Il mio sguardo cercò mio nonno e lo vidi con la consapevolezza di essere la Cacciatrice e non la Guaritrice. Pronta a combatterlo, feci risuonare il mio richiamo, potente e cupo più di qualunque altro.
Il Keiran colse il momento di panico che fermò il comandante per allontanarsi da lui e correre verso Niall; lo liberò dai due Cacciatori rimasti bloccati dalla sorpresa e prese con sé il mio amico mentre alzava la sua barriera mentale. Chiuse la mente di Niall nella sua per proteggerla.
Sapevo che più tardi gliene sarei stata grata, ma adesso la mia volontà rimaneva ancorata al desiderio di distruggere tutti quelli che mi circondavano. La mia rabbia era sorda alla consapevolezza che stavo mettendo in pericolo anche chi amavo.”
Ringrazio Marina per essere stata qui con noi!
Un grosso in bocca al lupo da parte di Laboratorio fantasy per “Viola”, “I Dofheithe” e le opere future!
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