Con Petra Zari dietro le quinte del progetto “Windy Moors”

Copertina di "Tre anime luminose fra le nebbie nordiche", il primo saggio della collana "Windy Moors"

Salve a tutti!
Ricorderete, ne sono certo, che nei primi giorni di questo mese avevo presentato tra queste pagine “Windy Moors“, la nuova collana di saggi griffata Flower-ed, la casa editrice nativa digitale fondata e diretta da Michela Alessandroni. Oggi vi propongo un’intervista con protagonista Petra Zari, la realizzatrice della copertina del saggio che aprirà la collana “Windy Moors” intitolato “Tre anime luminose fra le nebbie nordiche. Le sorelle Bronte“, che ci permetterà di entrare a sbirciare un po’ nel “dietro le quinte” di quello che si annuncia come un grande progetto culturale. Ma ora basta perdersi in chiacchiere! Vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto a Petra Zari.

Il saggio “Tre anime luminose fra le nebbie nordiche. Le sorelle Brontë” sarà il capofila del progetto “Windy Moors”. Cosa ti affascina di più di questo progetto?

Quando Michela Alessandroni mi ha contattata per commissionarmi la creazione del cover design, ho dovuto chiedere informazioni più precise sui contenuti del libro che andavo a “vestire”, ma è bastato sentirmi dire “Brontë” per catturare all’istante il mio entusiasmo e la mia curiosità. Sono una grafica creativa, ma anche una vera bookworm e i classici sono il mio territorio di lettura preferito, proprio per questo, la creazione della copertina, è stata più di un semplice lavoro. Il progetto è certamente interessante e nasce in un momento in cui, a mio parere, si rinnova il bisogno di certezze, di esempi e morali universalmente valide, di quel particolare mood che lascia la lettura di un grande classico. In quest’ottica, le sorelle Brontë sono un ottimo punto da cui partire: nonostante le loro fin troppo brevi vite, rappresentano una delle prime consacrazioni femminili nella letteratura del tempo, forse anche per questo i loro romanzi sono considerati pietre miliari per i lettori di tutte le generazioni, al di là delle preferenze e critiche oggettive allo stile.

Indagare il loro cammino di scrittrici aiuterà sicuramente a conoscere il background storico e sociale su cui lasciarono il loro segno indelebile, le vicissitudini personali e i dettagli che occorrono a completare il profilo di queste tre piccole donne animate da un’ambizione comune, un bisogno così impellente di scrivere che può essere spiegato solo dal richiamo di un’eco della ventosa brughiera.

Quale particolare ti ha ispirato maggiormente nella creazione della copertina del saggio capofila di “Windy Moors”?

Pensando al nome della collana “Windy Moors”, l’immagine avrebbe dovuto necessariamente evocare la brughiera in fiore, ma qui si tratta del primo libro di una serie tematica, l’apertura su quel paesaggio noto le cui origini e fama si devono soprattutto alle sorelle Brontë che ne hanno fatto un vero e proprio protagonista dei loro romanzi. Così, ho pensato di unire l’immagine classica simbolo delle sorelle, il ritratto di Patrick Branwell Brontë conservato alla National Portrait Gallery di Londra (The Brontë Sisters. Anne Brontë; Emily Brontë; Charlotte Brontë, 1834) a un lettering vintage-moderno, ottenendo un cover design minimal, dove il soggetto è immediatamente riconoscibile, senza ricadere nell’abusata scelta del dipinto originale, anzi introducendo un taglio essenziale che sarebbe interessante riprendere nelle copertine di tutta la collana. Alle rare tonalità di colore viola ho lasciato il compito di evocare il moorland, evitando d’incorrere nell’ovvia preferenza di una foto della brughiera in background.

Sei anche tu un’ammiratrice delle sorelle Brontë e delle loro opere?

Come già detto, ho una predilezione per i classici, anglosassoni in particolare, quindi le Brontë mi sono care per il loro essere soprattutto uno dei primi esempi di scrittrici con la “S” maiuscola, rappresentano una conquista, un simbolo, l’incipit di una nuova era per la letteratura. Confessando la mia preferenza per il capolavoro di Charlotte, l’intramontabile Jane Eyre, la mia ammirazione si concentra sulla complice e caparbia volontà di scrivere delle sorelle, anche se nascoste da uno pseudonimo maschile, prendendo il testimone da quella che è in assoluto la mia autrice preferita, Jane Austen, colei che di buon grado aprì la strada alla grande letteratura femminile, relegata fino allora ai romanzi d’appendice di poco conto e dubbio talento.

Com’è stata la tua esperienza con la casa editrice flower-ed? Realizzerai anche altre copertine della collana “Windy Moors”?

La mia collaborazione con la flower-ed spero davvero sia soltanto agli inizi, sono felice di questa esperienza e soddisfatta del dialogo professionale che ho con questa casa editrice. Credo sia stata l’intesa immediata sugli obiettivi di questo progetto, forse anche la passione comune per i classici, a rendere questa collaborazione assolutamente positiva, almeno questa è la mia percezione! La realizzazione dei prossimi cover design non dipende soltanto dalla sottoscritta, il mio entusiasmo come l’interesse è certo, per la risposta dovreste chiedere alla flower-ed!

Quali sono secondo te i pregi principali che deve possedere chi svolge la tua professione?

Spesso si abusa del termine di “grafico”, in effetti, questo è molto generico poiché può contemplare diversi tipi e livelli di attività, per questo preferisco descrivere il mio lavoro come “grafica creativa”. La mia esperienza mi ha portato a unire naturalmente le mie doti di disegnatrice e artista alla tecnologia della computer graphic, perciò il mio profilo è considerato “anomalo” dai grafici puristi, ciononostante credo che, al di là del curriculum, ciò che fa la differenza nel mio lavoro è sempre la persona. Penso sia fondamentale una certa sensibilità per comprendere quale sia la risposta migliore alla richiesta del committente, tanto quanto un’immaginazione illimitata per esplorare tutte le possibilità della grafica, e per finire, è necessaria una ricca dose di originalità, in un mondo dove sembra che tutto sia già stato scritto.

Grazie infinite alla gentilissima Petra Zari che si è dimostrata molto disponibile e un grazie speciale anche all’impagabile Michela Alessandroni che con la disponibilità e la gentilezza che la contraddistingue è sempre pronta a regalare a me e a voi carissimi amici delle autentiche “chicche”!

Riccardo Mainetti

Fonte: Recensioni Librarie in Libertà

Con Petra Zari dietro le quinte del progetto “Windy Moors”

“Tre Anime Luminose fra le nebbie nordiche. Le Sorelle Brontë”: la copertina di Petra Zari

Come annunciato nella nostra newsletter di giugno, stiamo lavorando alla creazione di una collana di saggi sulla letteratura vittoriana, prestando particolare attenzione alla vita e alle opere delle sorelle Brontë: “Windy Moors“, un nome evocativo, che rimanda a quelle brughiere ventose dove le sorelle scrittrici vivevano e che amavano percorrere in lunghe passeggiate.

Il primo volume della collana sarà disponibile da settembre 2015: una riedizione della meravigliosa biografia di Giorgina Sonnino, “Tre Anime Luminose fra le nebbie nordiche. Le Sorelle Brontë” (1903). Per impreziosire il volume, abbiamo scelto di affidare la realizzazione della copertina a Petra Zari, grafica di grande talento e creatività. Lasciamo la parola direttamente a lei affinché possa presentare ai lettori il suo lavoro.

Tre Anime Luminose fra le nebbie nordiche. Le Sorelle BrontëGiorgina Sonnino
(Gorgo Silente)
Tre Anime Luminose fra le nebbie nordiche. Le Sorelle Brontë
A cura di Giorgia e Michela Alessandroni
flower-ed 2015

La copertina di un libro – come spesso mi è capitato di dire – è la porta su un mondo…
Non c’è elemento più importante in termini di priorità attrattiva di questo connubio d’immagine e parole per gli occhi di un lettore nell’avvicinarsi a un libro.
Per questo motivo, ho sempre sostenuto la tesi che un cover design deve essere curato, visivamente piacevole per conquistare l’attenzione del possibile lettore, ma non fuorviante, semmai coerente, persino “sincero”, con il contenuto del libro che riveste, anche nel caso in cui si scelgano simbologia o metafora (se si vuole la fedeltà del lettore, non è il caso di tradirlo!).
Quando la carinissima Michela Alessandroni, titolare di flower-ed, mi ha commissionato la copertina del saggio “Tre anime luminose fra le nebbie nordiche. Le sorelle Brontë” di Giorgina Sonnino (Gorgo Silente), mi sono sentita onorata per avere l’occasione di creare un “abito” su misura per una tematica così interessante, tanto che la mia mente è partita subito per i suoi viaggi immaginativi abbozzando nei pensieri le idee che presentassero al meglio il libro.
Dopo alcune domande su contenuti e dettagli tecnici, ho dato via libera alla creatività. Ho pensato a diversi soggetti da sviluppare, finché mi sono concentrata su quello che, obiettivamente, era il più appetibile per il target di pubblico per genere e argomento. Ho preferito, quindi, rielaborare l’immagine più nota delle sorelle, il ritratto di Patrick Branwell Brontë conservato alla National Portrait Gallery di Londra (The Brontë Sisters. Anne Brontë; Emily Brontë; Charlotte Brontë, 1834) riducendola agli elementi essenziali delle tre figure, in modo da volgere a uno stile minimal di un’immagine moderna, conservando però l’immediatezza nella riconoscibilità dei soggetti.
La scelta dei colori è stata piuttosto intuitiva: ho pensato al moorland (brughiera), con le distese di brugo fiorito nelle sue tonalità di viola e la riconducibilità ai luoghi dei romanzi più noti delle sorelle.
Lo studio del lettering del titolo mi ha portata a scegliere fra due stili: il primo, classico, che riprende la scrittura a mano libera, ma che, alla fine, è risultato meno incisivo nell’immagine complessiva; l’altro, quello che ha vinto il confronto, prende a esempio le insegne elaborate di fine Ottocento, un vintage che sta ritornando in voga nel design attuale, rivisitato appena per integrarsi a illustrazioni e immagini dal taglio moderno, esattamente come quella creata dal ritratto originale.
Ecco come è nata questa copertina, pochi semplici passi che penso siano necessari alla creazione di un’immagine coerente con i contenuti e carica della giusta dose di appeal, gli ingredienti fondamentali a quel particolare incantesimo che convince il lettore a prendere il libro tra le mani e aprire quella porta misteriosa.

Petra Zari

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Reviewer & owner > La Collezionista di Dettagli
Founder Member, writer & graphic designer > Jane Austen Society of Italy (JASIT)

“Tre Anime Luminose fra le nebbie nordiche. Le Sorelle Brontë”: la copertina di Petra Zari

Intervista a Ilenia Di Carlo su Zebuk

Ilenia Di Carlo - flower-ed
Oggi incontriamo una giovane e talentuosa autrice della casa editrice Flower-ed: Ilenia Di Carlo. I suoi romanzi fantasy sono stati letti ed apprezzati da Zebuk e quindi siamo qui per scoprire qualcosa di più sul suo lavoro.

Parlaci un po’ di te: chi sei, come è nata la tua passione per il fantasy?
Sono una persona molto semplice e amante delle piccole cose, una sognatrice insomma. Adoro perdermi a fantasticare tra le pagine dei miei libri preferiti, passare ore e ore a immaginare mille scenari e possibilità diverse per i personaggi dei romanzi che mi diverto a scrivere, inseguendo questa grande e crescente passione fin dalla più tenera età. Sì, credo proprio che in realtà sia nata insieme a me, ormai sarebbe impossibile farne a meno.

Il tuo primo romanzo, Dannatamente tua, racconta di una ragazza, Allyson, che scopre di essere una strega. Come hai avuto l’idea per il romanzo? Ti sei ispirata a qualcuno in particolare per immaginare la giovane strega Allyson?

Di solito basta un alito di vento, una fragranza inaspettata o una semplice frase captata qui e là per ispirarmi, ma la mia giovane strega Allyson esisteva già da tempo nei miei pensieri. È come se tutti i personaggi di cui scrivo fossero già esattamente come desidero, quasi vivessero in un piccolo mondo parallelo che attende solo di essere esplorato per farli uscire finalmente allo scoperto, regalando loro una fantastica storia tutta da vivere.

È uscito da poco il tuo secondo romanzo, Il risveglio. Puoi anticipare qualcosa ai lettori di Zebuk?
Il risveglio è il “romanzo di mezzo”, un piacevole intrattenimento prima del gran finale, ancora tutto da raccontare. In questa seconda parte Allyson sarà ancora una volta la protagonista indiscussa e si troverà a combattere contro nuovi e pericolosi nemici, rappresentati soprattutto dai suoi demoni interiori. Le continue lotte la renderanno facile preda di tristi e violente emozioni, che la accompagneranno nel suo lungo e tortuoso cammino alla ricerca di se stessa… il resto? Lo scoprirete solo leggendo!

Oltre ai romanzi dedicati alla strega Allyson, è tuo anche Sacrilegio, romanzo ambientato tra gli angeli e i demoni. Sacrilegio è una storia d’amore con un finale molto azzeccato. Ci sarà un seguito prima o poi?
Sono molto affezionata ai tormentati protagonisti di Sacrilegio e la mia mente è sempre in movimento, perciò un eventuale seguito potrebbe non essere escluso. Al momento però ho altri progetti, quindi credo proprio che i fans di Shiny e Tristan dovranno attendere ancora un po’ per scoprire cos’altro potrei ancora avere in serbo per loro.

Tu sei un’appassionata di fantasy: da lettrice prima e scrittrice poi, quali sono secondo te gli elementi fondamentali di questo genere? Cosa ti fa veramente appassionare a un romanzo fantasy e cosa invece trovi banale?

Sicuramente la fantasia, la capacità innata di sognare e di lasciarsi trasportare completamente da una storia non dovrebbero mai mancare. Del resto, un romanzo ben scritto si riconosce subito poiché possiede un’anima, facilmente percepibile in un crescendo di emozioni che sembrano magicamente librarsi in aria, abbandonando, anche se solo per un attimo i fogli bianchi che le custodiscono per raggiungere direttamente il cuore del lettore. Se poi la storia si capovolge completamente nel corso della lettura, stravolgendosi in ogni sua parte e stupendo chi la segue con un finale esplosivo e tutt’altro che scontato, allora lì sei assolutamente sicuro che da quel momento, dentro di te, lascerà un’impronta indelebile che vivrà per sempre.

Quali sono gli scrittori che maggiormente ti hanno influenzata?

Ce ne sono tanti, ma Oscar Wilde è sicuramente quello che preferisco. Le sue opere mi hanno tenuto compagnia per gran parte della mia vita prima sotto i banchi di scuola, dove durante le lezioni mi ritrovavo a rubare pagine su pagine, e poi in età adulta, quando la percezione di tutte le cose comincia inevitabilmente a mutare. La sua personalità ambigua e affascinante è facilmente percepibile attraverso le sue opere così come il suo credo estetico, in quel continuo bisogno di far coincidere l’arte con la vita.

E ora l’ultima domanda che è un po’ il marchio di fabbrica di Zebuk: quali sono i tuoi libri preferiti e quali invece i libri che hai al momento sul comodino?

Oltre al genere fantasy amo molto i thriller e i romanzi rosa, ma non tutti, solo quelli che riescono a trasmetterti qualcosa senza sembrare troppo banali. A volte mi piace rileggere più e più volte i libri che preferisco, imprimere nella memoria alcune frasi che mi hanno colpita particolarmente.

Grazie della disponibilità Ilenia e a presto!

ph credits: Flower-ed

Fonte: Zebuk

Scopri i romanzi di Ilenia Di Carlo!

Intervista a Ilenia Di Carlo su Zebuk

Il Lago Curzio e le sue leggende

Il Lago CurzioErsilia Caetani Lovatelli
Il Lago Curzio e le sue leggende

La scheda dell’e-book

Continuano gli incontri del “Salotto di Ersilia” durante le quale colei che fu la prima donna a venire ammessa alla prestigiosa Accademia dei Lincei ci racconta, di volta in volta, nuove storie che riportano alla mente vicende dell’epoca in cui Roma era Caput Mundi. In questo sesto incontro la Contessa Ersilia ci affascina narrandoci le leggende che sono nate e si sono diffuse, nel corso dei secoli, attorno al luogo noto come “Lago Curzio”, dal nome di Marco Curzio, il valoroso uomo che, narra la leggenda, si gettò bardato di armatura, armato e in sella al proprio cavallo, si gettò coraggiosamente dentro la fossa che in quei tempi s’era aperta in una zona di Roma e da quale uscivano miasmi che avevano già causato la morte di alcune persone.
Grazie al suo impavido gesto la fossa si richiuse e i cittadini dell’Urbe poterono tornare a vivere sicuri. La Contessa narra di come attorno a questa prima leggenda ne siano fiorite altre col passare degli anni e dei secoli e col variare del “narratore” di turno. Un nuovo affascinante e interessantissimo viaggio nel tempo e nella Storia con la “S” maiuscola che non mancherà di affascinare i propri lettori. Un ringraziamento d’obbligo va a Michela e Tommaso Alessandroni che con la loro opera ci stanno offrendo la possibilità di scoprire e godere di queste storie che altrimenti sarebbero rimaste se non totalmente sconosciute, sicuramente appannaggio di pochi eletti.

Riccardo Mainetti

Il Lago Curzio e le sue leggende

“Il cavallo degli scacchi” su Recensioni Librarie in Libertà

Non so cosa ne pensiate voi dei racconti brevi ma io li adoro! Giuro! Secondo me richiedono una maestria nel rendere una vicenda che sia  completa e complessa benché compressa in poche pagine che è stupefacente. È questo il caso del racconto, disponibile in formato ebook e pure gratuito, il che non guasta mai, sul sito della Flower-ed, la casa editrice “nativa digitale” fondata e diretta con sapiente maestria da Michela Alessandroni che già molto spesso avete trovato protagonista tra queste pagine. Il racconto s’intitola, come anche questo mio articolo, “Il cavallo degli scacchi” ed è un parto del talento narrativo della bravissima Michela Alessandroni. Come avrete forse notato non ho scritto “un parto della fantasia e…” come sono solito fare commentando racconti e romanzi. Questa mia non è stata un dimenticanza ma il tutto è dettato dal fatto che, come dice la stessa Michela Alessandroni nella presentazione de “Il cavallo degli scacchi“, il racconto è “basato su una storia vera”.

Il cavallo degli scacchi di Michela AlessandroniLa vicenda si svolge in due “parti” per così dire. Nella prima la protagonista è una bambina che si reca in visita ad una di quelle ville antiche tanto diffuse in Inghilterra. Qui, ad un certo punto della sua visita, si trova faccia a faccia con un quadro raffigurante un uomo gigantesco che da quel giorno rappresenterà per molti anni a venire il suo più terribile e spaventevole incubo. Lasciando la villa la bambina trova, affondato dentro una pozza fangosa, un vecchio pezzo degli scacchi in legno: un cavallo, appunto. Vent’anni più tardi, la nostra protagonista torna alla villa con l’intento di esorcizzare definitivamente le paure ormai per lo più scomparse. Entrata nella villa si mette subito alla ricerca del quadro e…

Quale sarà il destino della protagonista? Riuscirà nel proprio intento? A queste e a tutte le altre domande che dovessero sorgere nelle vostre menti e nei vostri animi troverete risposta leggendo il racconto “Il cavallo degli scacchi” di Michela Alessandroni, scaricabile gratuitamente dal sito della Flower-ed.

Riccardo Mainetti

Fonte: Recensioni Librarie in Libertà

“Il cavallo degli scacchi” su Recensioni Librarie in Libertà

“Il cavallo degli scacchi”: un racconto gratuito

Il cavallo degli scacchi

Michela Alessandroni
Il cavallo degli scacchi
La scheda dell’e-book

Visitando un antico maniero, una bambina si imbatte in un inquietante ritratto…

Racconto breve, basato su una storia vera.

Formati: EPUB + MOBI

Anno: 2015

Potete scaricarlo gratuitamente dal sito di flower-ed!

“Il cavallo degli scacchi”: un racconto gratuito

Laboratorio fantasy intervista Marina Lisi

Carissimi follower,
come vi avevo promesso ieri, l’autrice Marina Lisi è oggi ospite di Laboratorio fantasy per parlarci un po’ di sé, del suo amore per la parola scritta, della sua saga “Viola” e di molto altro ancora. E al termine dell’intervista, l’autrice ci delizierà con un estratto della sua saga!
Viola. Il Dono dell'AmbraViola. Il Bracciale del ComandoViola. Il Potere della Strega
1. Ciao Marina, benvenuta su Laboratorio fantasy. Come di consueto, diamo inizio all’intervista chiedendoti di parlarci un po’ di te!
Mi chiamo Marina, Marina Lisi e la mia vita è simile a molte altre, ho completato da pochissimo la fase lavorativa e mi godo il meritato riposo.
Vivo con la mia famiglia in una piccola casa immersa nelle campagne, aiuto mia figlia a crescere le sue piccole e mi diletto a creare con le mie mani: ricamo, dipingo, seguo il susseguirsi delle stagioni nel mio giardino per raccogliere i frutti dagli alberi e farne delle marmellate, poi quando la mia fantasia esige attenzione scrivo per lunghi periodi senza pensare ad altro, ma senza dimenticare di leggere, leggere instancabilmente.
2. Come e quando è nato il tuo amore per la scrittura?
Non c’è un periodo della mia vita in cui posso fondare, con certezza, l’inizio del mio amore per la scrittura, esso è nato insieme a quello della lettura o subito dopo.
Mi è sempre piaciuto scrivere, mettermi alla prova, esternare la mia immaginazione cercando una storia mai scritta, qualcosa di non letto.
I tentativi di riuscirci sono stati tanti; seminavo scritti, più o meno lunghi, su quaderni, sul diario di scuola e più avanti direttamente sul computer; bozze di storie o piccoli racconti, diari di emozioni provate o solo immaginate.
3. Qual è il tuo autore preferito?
Sono molti gli autori che ho amato come lettrice, ognuno di loro ha riempito di emozioni e caratterizzato un periodo della mia vita.
Ne ricordo alcuni con piacere.
Richard Bach del Gabbiano chiamato Jonathan Livingston che ho letto, anzi divorato.
JR Tolkien e la saga del Signore degli anelli, con le stupende descrizioni di mondi fantastici e avventure così bene narrate da spingere chiunque a leggere senza sosta.
Il grande Pirandello e le sue mirabili opere teatrali che mi hanno fatto ricordare aspetti particolari e sfumature caratteristiche della mia isola.
Uno degli ultimi autori è Andrea Camilleri, conosciuto ed apprezzato solo da qualche anno e che seguo con interesse e ammirazione per la sua bravura di partire da un evento realmente accaduto e tessere la sua storia, immaginando personaggi e accadimenti fino a dipanare, con eleganza e semplicità, una storia intrigante pronta a tenerti con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Altri autori, altre storie, tutte bellissime, hanno lasciato il loro segno nella mia mente e nel mio cuore, ma sarebbe lungo il loro elenco, perché ciò che mi spinge a leggere è la curiosità e la voglia di sognare.
4. Come e quando è nata l’idea di scrivere la tua saga fantasy “Viola”?
Viola è nata per una sfida fatta con me stessa. Avevo letto una saga fantasy colma di stereotipi classici di questo tipo di letteratura e volevo provare a me stessa che potevo scrivere un fantasy particolare, unico.
5. Hai scritto i libri di getto, lasciandoti trasportare dall’ispirazione, oppure hai abbozzato trama, scaletta dei capitoli e profilo dei personaggi? 
Il mio modo di scrivere è di getto, seguo l’ispirazione del momento. Lascio libera la mia immaginazione di correre mentre le mie dita sulla tastiera del computer provano a seguirla. Non riuscirei a programmare una trama o ad abbozzare in precedenza dei personaggi; tutto avviene naturalmente, semplicemente per appagare la mia voglia di sognare un mondo in cui ciò che penso diviene, a poco a poco, “reale”, tangibile, almeno sul foglio bianco.
6. Puoi presentare ai lettori la storia che ruota intorno a “Viola”?
“Viola” è la storia di una diciottenne che si trova alle prese con i problemi normali della sua età; una difficile socializzazione con i suoi compagni, una cotta per un compagno di classe fanno da sottofondo a qualcosa che, dapprima in sordina poi in modo eclatante, sovverte l’ordine e la normalità della sua vita. Non preparata si trova ad affrontare un mondo a lei sconosciuto che la richiede a sé e al quale non può non rispondere che affermativamente. Viola è una Guaritrice come altri suoi coetanei che conoscerà nella scuola per Guaritori, ma a differenza di questi lei non è stata preparata a esserlo e il Dono che scaturisce dalle sue mani la spaventa, come l’elevata sensibilità della sua mente. In suo aiuto arrivano due ragazzi che, a differenza di lei, sono cresciuti nella consapevolezza di ciò che li aspetta. Saranno loro ad accompagnarla nella difficile opera di accettare la sua unicità, anche quando farlo la metterà alla prova obbligandola a scegliere tra il suo Dono e la parte oscura e potente del suo potere, ma non sarà l’unica scelta che dovrà fare perché i due ragazzi se la contenderanno e per lei sarà difficile scegliere chi di loro avrà il suo cuore.
Negli ultimi due libri Viola diventerà una donna consapevole del suo potere pronta a fare la sua parte accettando altre capacità, altre responsabilità, senza dimenticare ciò che è, e sempre sarà: una Guaritrice.
7. Chi sono i protagonisti della saga?
I protagonisti principali sono tre, attorno a loro girano altri personaggi che hanno la loro importanza, ma che nulla tolgono ai primi.
Viola è una ragazza sensibile e insicura, solitaria e poco incline alla socializzazione. Questa sua particolarità sarà fonte di grande sofferenza per lei che dovrà trasformarsi diventando una donna saggia e forte, pronta a fare grandi scelte importanti per lei e per coloro ai quali vuole bene.
Vittorio è un ragazzo forte e saggio, sarà lui a supportare Viola ad assicurarle sempre il suo aiuto e la sua comprensione.
Niall, invece, è il più istintivo e spontaneo, non riesce a dominare ciò che prova per Viola e diviene schiavo di questo sentimento profondamente insito nella sua anima.
8. Tra tutti i personaggi, ce n’è uno a cui ti senti più legata?
Il personaggio a cui più sono legata e che molto ha richiesto non è quello di Viola né Vittorio, ma l’instabile, il focoso Niall.
Amo di lui la sua spontaneità, il suo modo di lasciarsi andare a ciò che prova senza cercare di mediare con se stesso; la sua sofferenza e la sua caparbietà ha riempito molte mie notti insonni. La sua fisicità così importante ha chiesto da parte mia attenzione e dedizione. Come potrei dimenticarlo?
9. Quanto tempo hai impiegato per scrivere i libri di “Viola”? E una volta terminati, quali passi hai mosso per arrivare alla loro pubblicazione? 
Ogni libro della saga di Viola ha richiesto in media due anni di lavoro, anche se la loro pubblicazione è avvenuta a ritmi più veloci.
Devo tutto ciò a Michela Alessandroni che ha creduto in me e che dopo aver letto la storia ha voluto che io facessi parte delle primi tre autrici della sua nascente casa editrice la Flower-ed. Il resto è venuto da sé.
10. Qual è stata la soddisfazione più grande che hai raccolto in seguito alla pubblicazione della saga? 
Non nascondo che la soddisfazione più grande che ho avuto è stata quella di ogni esordiente: vedere la propria opera diventare un libro e trovarlo nelle più importanti librerie on-line, proprio in quelle in cui per anni si sono cercati e comprati i libri o gli e-book della propria libreria personale.
Sapere che altri leggeranno la storia nata dalla mia fantasia non ha prezzo e anche se ciò mi mette un po’ in agitazione, mi rende comunque euforica e felice.
11. Attualmente sei impegnata in altri progetti editoriali?
Anche se l’ultimo libro della saga di Viola è stato pubblicato, non mi sono fermata. Un’altra storia, altri personaggi popolano la mia fantasia. Questa volta non è una ragazza, ma una giovane donna che affronterà le avventure nate dalla mia immaginazione; anche lei dovrà fare delle scelte importanti, ma chi non le fa nella sua vita?
Matilde è una discendente di un’antica casata che custodisce un segreto ambito da molti. La sua vita non sarà al sicuro mai, ma l’unico che aveva giurato di proteggerla, involontariamente, la renderà schiava di sé e della sua particolare unicità mettendola in serio pericolo.
Il romanzo è stato pubblicata di recente, sempre dalla casa editrice Flower-ed, con il titolo “I Dofheithe”. Forse è solo agli inizi: come sempre aspetto di vedere come la mia fantasia e le mie ricerche storiche riusciranno a combaciare, stupendo e affascinando chi vorrà leggere anche un eventuale seguito della storia.
12. Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio più grande sogno nel cassetto è quello di cimentarmi in altri campi, in storie non legate al mondo fantasy, ma so che farò quel salto quando mi sentirò pronta a fare un buon lavoro.
13. Quale consiglio ti sentiresti di condividere con gli aspiranti scrittori che ambiscono a pubblicare con un editore?
A chi aspira a pubblicare un suo libro consiglio di credere in se stessi e a non dimenticare di scrivere per il gusto di farlo cercando sempre di migliorare, di non fidarsi di chi chiede soldi per pubblicare il libro perché se è valido sarà accettato senza nulla in cambio.
14. Infine, a conclusione di questa bella intervista, ti chiedo di condividere con i lettori del blog un estratto della tua saga fantasy “Viola”.
Questo brano estratto dal mio romanzo ha risvegliato in me ricordi carichi di emozioni provate in una notte insonne passata alla sua stesura. Rivela la sfida più grande di Viola, quella di scegliere ciò che vuole essere e l’importanza del suo legame con Niall.
“Mentre il mio corpo roteava su se stesso, la mia mente si svuotava e lasciava spazio a quella parte di me che non conoscevo. Mi fermai e rimasi immobile in mezzo alla sala. Ira e odio rafforzarono la mia energia rendendomi schiava dei loro istinti. Il mio mondo si era fermato, ciò che conoscevo non c’era più e io mi rispecchiavo negli occhi di un’altra donna. Mi guardava come faceva da quel quadro che tante volte mi ero soffermata ad ammirare, e il suo sguardo diveniva il mio. Elizabeth e Viola erano una cosa sola: come mia nonna ero pronta a combattere per proteggere ciò che amavo. Dovevo sembrare stravolta da quell’unione, perché colsi negli occhi di chi mi guardava il più profondo terrore.
Il mio sguardo cercò mio nonno e lo vidi con la consapevolezza di essere la Cacciatrice e non la Guaritrice. Pronta a combatterlo, feci risuonare il mio richiamo, potente e cupo più di qualunque altro.
Il Keiran colse il momento di panico che fermò il comandante per allontanarsi da lui e correre verso Niall; lo liberò dai due Cacciatori rimasti bloccati dalla sorpresa e prese con sé il mio amico mentre alzava la sua barriera mentale. Chiuse la mente di Niall nella sua per proteggerla.
Sapevo che più tardi gliene sarei stata grata, ma adesso la mia volontà rimaneva ancorata al desiderio di distruggere tutti quelli che mi circondavano. La mia rabbia era sorda alla consapevolezza che stavo mettendo in pericolo anche chi amavo.”
Ringrazio Marina per essere stata qui con noi!
Un grosso in bocca al lupo da parte di Laboratorio fantasy per “Viola”, “I Dofheithe” e le opere future!
Laboratorio fantasy intervista Marina Lisi