Un’archeologa ci porta nel magico incanto di Roma

Ersilia Caetani Lovatelli, "I giardini degli Acilii"

Ersilia Caetani Lovatelli, “I giardini degli Acilii”, coll. “Il Salotto di Ersilia”, flower-ed 2014

La scheda dell’e-book

Particolarmente grati, dovrebbero essere gli amanti della ricerca archeologica urbana di questa operazione letteraria della casa editrice flower-ed che ha inaugurato la collana “Il Salotto di Ersilia”, con l’intento di riproporre in edizione digitale gli scritti di Ersilia Caetani Lovatelli: un progetto di digitalizzazione atto a preservare, valorizzare e diffondere i suoi studi. Difatti insieme a questa proposizione c’è anche “La Casa aurea di Nerone” della stessa autrice.

E’ un’operazione interessante rimettere in circolazione i grandi studi del passato, pensiamo, per esempio, al quel mondo fantastico degli dei ed eroi descritti da Treves. La digitalizzazione del sapere che è un nostro pallino.

Di questa nobile romana Ersilia Caetani, vissuta a cavallo tra ottocento e novecento, sappiamo che perse la madre a soli due anni e seguendo il padre nei suoi viaggi sviluppò una cultura cosmopolita, mentre il padre, appassionato di pittura, di scultura e di oreficeria, e autore di saggi danteschi, le trasmise l’amore per il bello e per l’antichità, successivamente imparò la lingua latina, il greco antico e il sanscrito.

Sposata a diciannove anni con Giacomo Lovatelli, discendente di una famiglie patrizia del Ravennate, si avviò attivamente a interessarsi a studi di carattere archeologico, entrando in contatto con le figure più eminenti della ricerca archeologica romana, come Giovanni Battista de Rossi, Rodolfo Lanciani e Carlo Ludovico Visconti. Nel 1864, per iniziativa di Theodor Mommsen, Wilhelm Henzen ed Eduard Gerhard, fu nominata membro onorario dell’Istituto di corrispondenza archeologica di Roma, e nel 1878 pubblicò il suo primo saggio dal titolo La iscrizione di Crescente, auriga circense sul «Bullettino Archeologico Comunale», relativo all’illustrazione di un’ara funeraria scoperta a Roma, in via della Pace.

Dopo la presa di Roma, nel salotto di palazzo Lovatelli convennero anche esponenti del nuovo mondo politico e fu Quintino Sella a decidere che il 15 maggio 1879 la Caetani divenisse, malgrado il suo relativo dilettantismo, membro dell’Accademia dei Lincei, prima donna a varcare la soglia di quella storica istituzione. Ottenne numerosi altri titoli accademici: nel 1879 fu eletta membro dell’Accademia Pontaniana di Napoli, nel 1880 entrò nell’Accademia di San Luca, nel 1882 nella Reale accademia di scienze, lettere e arti di Modena, nel 1891 nella Società reale di Napoli, nel 1893 nella Societé nationale des antiquaires de France e nell’Accademia della Crusca, nel 1894 fu insignita della laurea honoris causa dall’Università di Halle, e divenne socia dell’Alterthums

Il giardino degli Acilii ci riporta alla Roma Imperiale, dei nostri monumenti, del nostro paese. Di questa Roma unica, come scrive l’autrice, somma di culture e civiltà diverse. Siamo nelle alture del Pincio, panorama di magico incanto.

Il libro di oggi è un invito ad una piacevole lettura di un piccolo trattato, scritto con la delicata mano di una dilettante autodidatta che ha avuto tanti onori, come donna e come studiosa della Grande Bellezza.

Fonte: Agorà Magazine

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