“Il mito dell’Egitto” di Barbara Crimi su Agorà Magazine

Il mito dell'Egitto

Barbara Crimi

Il mito dell’Egitto

La scheda dell’e-book

Sarà che d’ora in avanti, passare da sotto l’obelisco di Domiziano in Piazza Navona a Roma, non sarà così semplice. Alzando gli occhi al cielo per fissarne la sommità, in parte accecati dal sole, dovremmo riscoprire la sua funzione sacrale verso la divinità solare, perché è l’Egitto che ci circonda. Da millenni. Per Voltaire, nella sua Enciclopedie, l’Egitto è culla della superstizione pagana, ma anche delle scienze e dell’arte. Un calcio e una carezza, e alquanto pesante se, come riporta l’autrice Barbara Crimi, l’Egitto era per il pensatore francese: “…un caos in cui cronologia, religione, filosofia sono singolarmente piene di oscurità e confusione.”

Ho letto a tratti e con grande attenzione il libro “Il mito dell’Egitto“; immagino che questo saggio affascini qualunque tipo di lettore perché l’approccio, sia pur documentale e storiografico, artistico e archeologico, diventa talvolta pura narrazione quando si descrivono, ad esempio, le Piramidi, come emerge dalle descrizioni di uno dei tanti viaggiatori che nel corso dei secoli hanno visitato l’Egitto e raccontato quello che hanno visto. E’ il caso di Volney (1757-1820) il quale si domandava come sia stato possibile che la mano del tempo abbia devastato tutti i monumenti del passato e non abbia fatto nulla su queste Piramidi. Lui scrisse che già a dieci leghe di distanza (circa 50 km) si intravedono come montagne, più ci si avvicina e quelle paiono allontanarsi, quando sei ai loro piedi non riesci a vederne la cima, con le loro pareti levigate e ti chiedi come abbia potuto farle il piccolo uomo strisciante. Ecco un piccolo cammeo di quello che trovate nel testo, l’emozione di quel viaggiatore diventa la nostra.

Un libro in fondo cosa è se non un viaggio come quello che fa Goethe il quale, come riporta l’autrice, ironizzò con suo detto: «Con le antichità egiziane, nelle descrizioni di viaggi, uno si fa celebre con il minor costo possibile».

Il titolo stesso del libro introduce il concetto di mito, che riporta alle origini del tempo, laddove culto, religione, credenze, fede, tutto diventa oggetto di studio, di analisi. Studio che attraversa ogni epoca in modo trasversale. Fino a coloro che anche oggi, come lo fecero i gesuiti nel passato, leggono tratti della cultura precristiana sumera come antesignana della venuta di Cristo.

Barbara Crimi attraversa l’Egitto con spirito archeologico, attraversando la storia della cultura nilotica dagli albori dell’umanità fino ai giorni nostri, con le vignette di Asterix e Obelix e l’Egitto nel cinema nell’altro mito di Cleopatra. Un Egitto che ha contaminato arte, cultura, un Egitto amato e contrastato, molto lontano dal presente preoccupante di sommovimenti sociali. Ecco un libro cosa può fare, traslare il presente inquietante per cambiare il punto di vista in modalità culturale.

Scheda

Barbara Crimi è nata a Roma nel 1985 e vive al Lido di Ostia. Si è laureata all’Università di Roma Tre in Scienze dell’Archeologia e Metodologia della ricerca storico-archeologica e studia le influenze culturali dell’antico Egitto sull’Occidente. Ama la pittura con le tempere, le attività sportive e la poesia, ma il suo sogno è quello di viaggiare per conoscere culture diverse.

 

Fonte: Agorà Magazine

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