Scarpe come metafora del tempo che passa

Le scarpe di Amalia Santiangeli

Un uomo scalzo su un prato, così inizia il racconto “Le scarpe” di Amalia Santiangeli, edito da Flower-ed. Mentre l’uomo, un uomo anziano ormai giunto all’ultimo tratto, per dirla con Stephen King, alla fine del proprio miglio verde, è impegnato nelle proprie riflessioni ecco giungere una voce. È la voce di un albero piantato nelle vicinanze dell’uomo. Si tratta di un Pino Sempreverde, scritto con le maiuscole anche nel racconto, il quale dice all’uomo di avergli letto nel pensiero e gli chiede, dopo uno sfogo suo personale incentrato sul fatto di essere stato lasciato ormai solo in quel prato, chiede all’uomo di raccontargli di lui.

L’uomo allora inizia a parlare ed incentra la propria storia sul motivo che lo vede lì, scalzo, nel prato. Racconta del primo paio di scarpe, acquistate parecchi anni prima, un paio di scarpe che lui portava come un guanto e che curava con attenzione quasi maniacale. Proseguendo nella storia l’uomo racconta delle altre scarpe da lui indossate nel corso della vita a partire da quelle impostegli dalle normative legate alla sicurezza sul lavoro. Scarpe queste che lo avevano portato col tempo a trascurare il proprio, comodissimo, paio abbandonato, così come saranno poi anche le altre paia, sotto il letto a prendere polvere e a logorarsi fino all’estremo. Racconta anche di come, recentemente, egli abbia provato a calzare nuovamente le scarpe acquistate e di come tutte gli causassero dolore nell’atto di camminare. L’unico paio di scarpe che non gli aveva causato alcun dolore erano state le primissime da lui acquistate ma queste, per via dell’estremo logorio causato dalla lunga permanenza sotto il letto, si erano letteralmente sfasciate dopo pochi passi.

E così, quel giorno, l’uomo era lì scalzo su quel prato. Al termine della storia il Pino Sempreverde consiglia all’uomo di far riparare le uniche scarpe che non gli causavano dolore e di indossare quelle. L’uomo allora torna a casa, prende tutte le sue vecchie scarpe e le fa accomodare e quindi le dona tutte a chi ne ha bisogno e non può permettersi di acquistarle. Le uniche che tiene per sé sono le primissime scarpe. Queste le indossa e quindi si prepara a dovere per il suo ultimo Grande Viaggio. Il racconto “Le scarpe” è una storia toccante nella quale le scarpe assumono il ruolo del tempo che passa, della giovinezza perduta, di quella giovinezza che ci permetteva di andare ovunque senza avvertire alcun dolore. È un racconto del quale mi sento di consigliare a tutti la lettura perché, pur nella sua brevità, ha molto da insegnare.

Riccardo Mainetti

Fonte: Passione Lettura

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