“L’imboscato”: la recensione di Librinviaggio

L'imboscato, Pietro De Santis

In queste ultime settimane sto un po’ battendo la fiacca: per un motivo o per un altro leggo a rilento e anche il blog, ovviamente, ne risente. Oggi finalmente sono pronto per parlarvi del romanzo storico L’imboscato di Pietro De Santis, un autore che ho scoperto con il suo primo libro Cinque giorni in Aprile e che mi ha subito conquistato.

1944. La Seconda Guerra Mondiale si protrae ormai da 5 anni e da qualche mese gli Alleati ne hanno deciso l’esito. La Germania lo sa, Hitler lo sa. Rifugiato nel suo bunker a Berlino, comanderà la sua nazione fino all’ultimo uomo. Anche se la fine del suo impero è ormai vicina, per nessun motivo cadrà vivo nelle mani di Stalin.
1999, Roma. Marco e Livia sono due giovani ragazzi che, in una torrida estate romana, fanno la conoscenza del simpatico Hans Gruber, vecchio veterano tedesco della Seconda Guerra Mondiale. La storia che Hans racconterà ai due giovani svelerà una versione diversa sulla fine di Hitler e riaprirà il sipario su una storia mai davvero chiusa.

Sono contento di potervi finalmente parlare di questo nuovo romanzo di Pietro De Santis perché sono sicuro che molti di voi lo apprezzeranno. L’imboscato ripercorre gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale e si concentra in modo particolare sulla fine di Hitler e sui complotti e i tradimenti che vennero a galla in quegli ultimi periodi. Pietro De Santis basa la sua ricostruzione su fatti storici realmente accaduti e documentati miscelando il tutto con le più famose teorie alternative che negli anni hanno messo in dubbio il suicidio del Führer per vederlo invece catturato dagli Americani.

La ricostruzione fornita dall’autore è molto accurata e dettagliata: vengono dipinti bellissimi ritratti delle personalità che condivisero, nel bene e nel male, gli ultimi mesi con Hitler, a partire da Eva Braun e dalle più alte sfere dell’esercito nazista. Al racconto storico è affiancato il ricordo di un vecchio pilota tedesco, Hans Gruber, che ebbe un ruolo fondamentale nel piano ideato dai fedelissimi di Hitler.

La cosa davvero più bella di questo romanzo è la molteplicità di punti di vista: il lettore si trova a condividere la vicenda dal punto di vista dei diversi personaggi senza che nessuno di loro abbia il quadro completo. In questo modo episodi che per Gruber hanno una spiegazione, spesso nascondono realtà ben differenti. Solo chi legge ha la possibilità di tirare i fili della trama completa e conoscere così la verità nascosta dietro a complotti, vendette, ricatti e spionaggi.

L’imboscato è senza dubbio un romanzo avvincente, sia perché ambientato in un periodo storico molto triste ma senza dubbio affascinante, sia per la scelta dell’autore di costruire una trama capace di unire il puro resoconto storico a una vena imprevedibile fatta di spionaggio e segreti. Pietro De Santis conferma il suo stile di scrittura snello, scorrevole e preciso che mi ha conquistato già dal suo primo romanzo.

Se amate il genere storico e in particolare i romanzi ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale, vi consiglio di leggere L’imboscato di Pietro De Santis perché sono certo che ne rimarrete colpiti.

Fonte: Librinviaggio

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