La Poesia e l’editoria digitale

la Poesia e l'editoria digitale

Il 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, si avvicina. Nel frattempo, condividiamo con voi alcune riflessioni attraverso questo articolo di Michela Alessandroni pubblicato oggi su Whipart.

È passato circa un anno da quando ho fondato la casa editrice flower-ed. Che si sarebbe dedicata alla poesia, lo si poteva dedurre già dal nome, ispirandosi, questo, a quelle antologie o a quei florilegi di un tempo in cui immancabili erano, tra i fiori raccolti, le poesie più belle.

Nel circolo composto da poeta-editore-lettore, il fine condiviso dovrebbe essere quello di difendere l’arte poetica alla quale si stanno riservando spazi sempre più angusti: purtroppo, è sufficiente andare in libreria per rendersene conto.
Ecco, penso che in questo senso l’editoria digitale possa rappresentare un’opportunità importante. Così, anch’io ho riflettuto molto sul ruolo che avrebbe potuto giocare la poesia nel nostro catalogo perché non volevo sottostare alla generalizzazione per cui “tutti scrivono poesie ma nessuno le legge”.
Nonostante le tante richieste di pubblicazione da parte di poeti, al momento i testi poetici non sono molti: aprire le porte della casa editrice alla poesia non significa, infatti, accoglierle tutte. Ma un editore come può giudicare i talenti poetici?
Sono soprattutto i giovani a scrivere chiedendo un parere, una valutazione dei loro versi. Cosa assai ardua se non si conoscono la storia e la maturità personale e artistica di questi poeti, perché si corre il rischio di dare un giudizio affrettato e superficiale e condizionare così il loro percorso.
Anche i più grandi scrittori hanno vissuto un periodo più acerbo prima di giungere alla maturità artistica. Anche i più grandi poeti hanno avuto delle cadute di stile. Questo ci deve mettere in guardia, dunque, dal giudicare frettolosamente perché è veramente difficile prevedere la futura gloria poetica di un giovane.
Ad ogni modo, credo che, aldilà di ciò che ci appare immediatamente degno di essere pubblicato, ci sia un discorso di generale incoraggiamento da portare avanti: la poesia non è solo ispirazione. Ecco, quindi, che i poeti vanno incoraggiati a coltivare le loro doti artistiche, attraverso la lettura e lo studio, attraverso l’esercizio e la pratica, a perfezionarsi senza fretta prima di pensare alla pubblicazione.

In tempi di superficialità, ricerca immediata del risultato, materialità, noi difendiamo ancora quegli spazi lenti e profondi del sogno e dell’anima.

Fonte: Whipart

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