5 domande per 5 ipotesi sul futuro dell’editoria: le risposte di flower-ed

Continua il nostro viaggio nel futuro dell’editoria digitale attraverso le opinioni degli editori nativi digitali. In questa seconda intervista parliamo con i tipi di flower-ed, editrice specializzata nella diffusione della cultura umanistica e della buona lettura attraverso saggistica, narrativa e poesia.

Secondo gli ultimi dati AIE, il mercato degli ebook vale lo 0,9% del fatturato totale dell’editoria italiana. Quanto tempo ci vorrà per arrivare al 10%? 
Non potendo fare delle previsioni certe, mi limito a considerare i numeri che abbiamo sotto mano al momento attuale e che corrispondono a una crescita costante ed esponenziale per l’editoria digitale: un settore di nicchia che sta crescendo, dunque, e che a mio parere diventerà preponderante. Con tutte le diversità del caso, il mercato cui dobbiamo guardare è quello americano: noi siamo ancora lontani dalle sue percentuali, ma in questo momento è comunque importante osservare la tendenza.

Quali sono i settori editoriali che avranno maggior successo con la diffusione del digitale? La fiction sarà sempre la più ambita dai lettori? 
Quando si è iniziato a parlare di e-book e ci si è interrogati su quali fossero i generi idonei a questo tipo di formato, spesso ho sentito citare la saggistica e la manualistica. In realtà, ora le statistiche ci dicono che anche la narrativa risulta tra i generi più venduti.

Il canale di vendita che vi porta la percentuale maggiore di fatturato? Retailer internazionali, distribuzione “locale”, sito e-commerce proprietario? 
Flower-ed distribuisce sia attraverso il proprio sito e-commerce che attraverso quelli che al momento sono i principali store (Amazon, Bookrepublic e diverse librerie on-line), ma il principale canale di vendita resta il sito proprietario: se negli store gli e-book delle piccole case editrici si trovano fianco a fianco con quelli delle grandi case editrici, il sito ha però il vantaggio di permettere un contatto diretto con i lettori.

Gli enhanced book saranno decisivi per attirare i lettori “tradizionali” verso il digitale?
Non vedo un collegamento immediato tra lettore tradizionale ed enhanced book. Penso che i tempi non siano ancora del tutto maturi per questa forma di lettura “ampliata”, ma è solo questione di tempo. Sarà l’editoria del domani e inizialmente avrà successo, a mio parere, soprattutto nel segmento bambini e ragazzi.

Il digitale può stimolare un incremento di lettura nelle fasce di popolazione che mediamente leggono meno? 
Questo è proprio ciò che ci auguriamo: al momento i lettori di e-book sono i cosiddetti lettori forti, i divoratori di libri che non si stanno lasciando scappare questa nuova opportunità, ma la speranza è che si avvicinino all’e-book anche i non lettori, in particolare quelli che appartengono alle nuove generazioni. Quando si investe in un’attività, non bisogna pensare solo all’immediato, ma anche al risultato a venire, soprattutto quando questo investimento implica la crescita, la cultura, lo stile di vita delle generazioni future.

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Per flower-ed ha risposto alle nostre domande Michela Alessandroni.

Fonte: Editoria Crossmediale

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