Effettonotte. 21 poesie di Michela Alessandroni

 
Effettonotte è una raccolta poetica ripartita in quattro gruppi: una suddivisione formale che vuole riordinare materiali redatti in momenti fra loro anche lontani nel tempo ma riconducibili a una stessa ricerca interiore ed espressiva.

Partendo da una sperimentazione poetica di tipo visivo, in cui la parola è suono, forma e sostanza al tempo stesso, passando attraverso la parola come veicolo della memoria e del tempo e attraverso una sperimentazione questa volta di tipo uditivo, si giunge all’espressione di un’interiorità viscerale scaturita dal mescolamento tra il mondo onirico e quello reale.
Formati: EPUB +MOBI
ISBN: 978-88-97815-09-9
Effettonotte. 21 poesie di Michela Alessandroni

IL MITO DELL’EGITTO di Barbara Crimi in una recensione della scrittrice Cinzia Baldini

“L’uomo ha paura del Tempo, ma il Tempo ha paura delle Piramidi” così recita un antico proverbio arabo e la storia, da oltre quattromila anni (o forse… qualcosa in più!) sembra dare ragione alla saggezza popolare.
L’eredità culturale, sociale, civile lasciata ai posteri dall’antica civiltà Nilotica è, praticamente, immortale al pari delle sue antiche vestigia. Ed è proprio partendo da questa considerazione inossidabile di cui si ammanta e fa sfoggio l’Egitto da tempo immemore, che Barbara Crimi inizia la sua trattazione nell’e-book IL MITO DELL’EGITTO.
“Questa mia ricerca aspira ad essere un’analisi sulla nascita e la trasmissione del “mito dell’Egitto”, cosi come e stato costruito a partire dai tempi più antichi, come e stato tramandato, appreso e modificato nelle varie epoche e società, come è stato ereditato da noi oggi…” recita nell’introduzione.
L’autrice espone, ripercorrendo orme millenarie, in uno studio interessante ed avvincente, tesi, teorie e descrizioni, non di rado fantasiose, ma rigorosamente autentiche, di come l’antica terra di Kem era vista dagli eruditi del mondo greco antico, prima, e dell’Impero Romano, poi. Dai dotti del Medioevo, ai letterati, ai viaggiatori e ai collezionisti dell’età barocca fino ad arrivare agli studiosi dei secoli relativamente più vicini a noi quali il settecento e l’ottocento, per terminare con le analisi, assai dettagliate, degli esperti del novecento, il secolo appena conclusosi e le prospettive future del mito dell’Egitto negli anni duemila ed oltre.
Dando maggiore risalto alle epoche meno indagate, forse a causa delle minori testimonianze pervenuteci, come il periodo greco, il Medioevo e il Rinascimento, IL MITO DELL’EGITTO ci permetterà di conoscere le diverse scuole di pensiero che, ad intervalli irregolari di tempo, si sono susseguite, ricorse e spesso accavallate.
Il lettore potrà “toccare con mano” o per meglio dire, leggere estratti in cui il timore reverenziale e l’ammirazione/meraviglia che gli antichi autori greci quali Omero, Eschilo, Erodoto, Platone, Socrate, Aristotele, Diodoro Siculo, nutrirono verso l’Egitto.
Accompagnato dai commenti puntuali e sintetici dell’autrice arriverà a comprendere, come con il trascorrere del tempo, la diatriba si trasformerà in un marcato antagonismo dove la posta in gioco sarà il riconoscimento del primato su molti ambiti civili, sociali, culturali, scientifici, medici, che permeeranno inconfondibilmente le civiltà successive fino a giungere ai tempi odierni.
Vedrà come la lotta serrata pro e contro la terra dei Faraoni, tracimerà dal mondo ellenico al periodo romano dove, secondo il modo di pensare di alcuni famosi scrittori come Seneca, Tacito, Lucano, Giovenale, esso sarà considerato esclusivamente un paese conquistato e annesso all’impero. Da qui il ruolo di censori nei confronti della religione, degli usi, dei costumi e di qualsiasi riferimento al glorioso passato dell’Egitto.
La curiosità per la civiltà sorta lungo le sponde del Nilo, si riaffaccia attraverso lo studio filosofico e teologico, non di rado arbitrario, fantasioso e inverosimile, dei geroglifici nel Medioevo e nel Rinascimento per culminare infine nell’età barocca con le teorie del gesuita, padre Athanasius Kircher.
“Contrariamente ai suoi predecessori, lo scopo che Kircher si propone non è di comprendere il modo in cui scrivere i geroglifici, ma come leggerli; a tal fine, l’unico mezzo da lui ritenuto valida base per la ricerca è l’esame dei testi relativi alla sapienza egizia, nota grazie a ciò che ne è stato tramandato da quei Greci che ebbero contatti diretti con i sacerdoti egizi, poi dai Neoplatonici, ma soprattutto grazie al Corpus Hermeticum del Trismegisto”.
A Napoleone, infine, che con la sua fallimentare campagna militare di conquista dell’Egitto nel 1798 va il merito di aver dato l’impulso decisivo alla nascita di quella che diventerà una vera e propria disciplina archeologica: l’Egittologia. La famosa Commissione composta da studiosi e artisti, voluta dal grande Imperatore Corso al seguito dell’esercito, costituì un valido precedente ed un esempio prezioso per le future spedizioni con intenti di esplorazione archeologica che da quell’epoca si susseguirono intrepide ed incessanti.
Champollion, Mariette, Belzoni, Maspero, Flinders Petrie, ed ancora Winckelmann, Lepsius, Schiaparelli, Bresciani, Donadoni, Jacq, Hawass compaiono a rendere completa la rassegna. 
Il MITO DELL’EGITTO, perciò, non è solo una vasta panoramica che abbraccia quasi tutto il nostro passato ma una vera e propria ricostruzione a posteriori. Una ricerca che cura non soltanto la genesi vera e propria del mito dell’Egitto ma approfondisce, in maniera stimolante, anche quelle tematiche ritenute inscindibili in una trattazione della civiltà Nilotica. Mi riferisco ad argomenti quali il contrapporsi, prima, e il graduale avvicendamento in seguito, della religione delle antiche divinità pagane egiziane con il cristianesimo e l’islamismo, o le rivoluzionarie, spesso sconcertanti, teorie dei cultori della cosiddetta archeologia “eretica”. 
Non mancano infine, a completare una visione a trecentosessanta gradi, esaustiva e compiuta, dettagliatamente particolareggiata, notizie e informazioni su come l’antico Egitto continui a riempire di sé e a rinfocolare il suo mito ai giorni nostri attraverso servizi fotografici, film, fumetti, design e architettura, oreficeria, trasmissioni televisive, libri e riviste specializzate.
IL MITO DELL’EGITTO è un saggio storico interessantissimo e molto fruibile perché, pur se scritto in un linguaggio specialistico, risulta comprensibile e accattivante. Poiché, a mio modesto avviso, lo ritengo un compendio completo e accurato di ricerca e documentazione, mi permetto di consigliarne la lettura tanto a chi, come me, è appassionato e affascinato da questa antica civiltà, quanto agli studiosi del settore o ai laureandi in cerca di spunti o appunti per le loro tesi.
Condividendo quanto scrive l’autrice, Barbara Crimi, nel finale del suo lavoro, riporto la sua frase di congedo: “Vorrei concludere la trattazione citando le parole con cui la guida stampata di National Geographic introduce la terra del Nilo (nella traduzione italiana), le quali bene illustrano il sentimento che ancora oggi coinvolge chiunque si avvicini all’Egitto: «Gli architetti moderni sono in grado di costruire torri alte oltre cento piani; l’uomo ha camminato sulla Luna e inviato sonde su Marte; si può comunicare in tempo reale da qualsiasi parte del globo, ma le opere architettoniche degli antichi egizi, quali le Piramidi o la Grande Sala Ipostila di Karnak, ci lasciano attoniti e ci infondono un timore reverenziale come mai potrebbero grattacieli, razzi o elaboratori elettronici. Ciò che più sorprende è che al tempo in cui Erodoto si trovava davanti alle Piramidi, queste erano considerate tanto antiche quanto lui stesso lo è ora per noi, non vi è quindi da stupirsi se molti ritengono che siano state costruite da alieni: l’Egitto è semplicemente sconcertante»”.  Buona Lettura!

 

Barbara Crimi è nata a Roma nel 1985 e vive al Lido di Ostia. Si è laureata all’Università di Roma Tre in Scienze dell’Archeologia e Metodologia della ricerca storico-archeologica e studia le influenze culturali dell’antico Egitto sull’Occidente.
Ama la pittura con le tempere, le attività sportive e la poesia, ma il suo sogno è quello di viaggiare per conoscere culture diverse.

Cinzia Baldini

 
Autore: Barbara Crimi
ISBN: 978-88-97815-07-5
Editore: Flower-ed

Formati E-Book: EPUB +MOBI
Euro 14,00
Anno 2012
IL MITO DELL’EGITTO di Barbara Crimi in una recensione della scrittrice Cinzia Baldini

La strada del libro recensisce "Soldi, misteri e altre conseguenze" di Federico Negri

 Rieccomi qui, chiedo venia ma negli ultimi tempi ho avuto poco tempo per leggere e anche quel poco non lo usavo a causa del caldo eccessivo, e io con il caldo eccessivo perdo concentrazione nella lettura. L’ultimo libro letto mi è stato inviato in ebook dall’autore Federico Negri e si intitola”Soldi, misteri e altre conseguenze”.


Anna è una giovane analista economica, il cui lavoro e i cui progetti vengono sconvolti dall’incontro imprevisto con un genio della finanza. Trascinata insieme all’amico e collega Rino in giro per il mondo, in un vortice di avventure senza respiro, vedrà minacciata la sicurezza stessa della sua famiglia.
Anna si scoprirà a varcare ripetutamente i propri limiti, sino a un finale aperto e sorprendente, in cui un nemico invisibile aspettava da sempre nell’ombra, pronto a colpire proprio quando tutto sembrava finalmente essersi aggiustato.
La trama principale si mescola alla complessità della micro vita di Anna e della carrellata di incredibili personaggi con cui viene a contatto nella sua corsa per quattro diversi continenti.
Una storia che intenzionalmente vuole essere difficile da collocare in un genere predefinito, una narrazione scorrevole, veloce e avvincente, che, pagina dopo pagina, prende per mano il lettore e lo fa scivolare in un mondo dove tutto può accadere.

Veniamo al commento, libro interessante, che all’inizio non mi ha preso molto forse per l’ambientazione finanaziaria che non amo molto, ma fin da subito da comunque l’impressione di un libro adrenalitico e come procede la storia tra misteri enigmi e viaggi per il mondo riesce ad accattivarti. Molto obrio lo stile di lettura che lascia qualcosa sul punto delle descrizioni superflue, ma si dedica per lo più a quelle essenziali, difatti ci risparmia le descrizioni dei voli e su cosa indossino ogni giorno i prptagonisti, per dedicarsi di più agli intrighi e alla figura del misterioso Lisander e su chi da loro la caccia. Qeulla che mi è piaciuta di più è la seconda parte quando potendo starsene comunque a casa looro decidono di tornare da lui, i numeri enigmi su di lui si moltiplicano. Tra piccoli dialoghi e grandi avventure direi che il libro mi ha soddisfatto
 
La strada del libro recensisce "Soldi, misteri e altre conseguenze" di Federico Negri

Letto e Bloggato: Soldi, misteri e altre conseguenze

Sotto un cielo infuocato e con il caldo che avanza implacabile, prendersi qualche momento di relax ed appartarsi al fresco con un bel libro appare sempre più invitante. Così eccoci ancora una volta con la nostra rubrica Letto e Bloggato a parlarvi di libri e autori che potrebbero interessarvi. Questa settimana dedichiamo un pò di spazio a Federico Negri e al suo romanzo d’esordio “Soldi, misteri ed altre conseguenze” a cura della casa editrice specializzata in ebook Flower-Ed.
 
Sul Libro:
Anna è una giovane analista economica, il cui lavoro e i cui progetti vengono sconvolti dall’incontro imprevisto con un genio della finanza. Trascinata insieme all’amico e collega Rino in giro per il mondo, in un vortice di avventure senza respiro, vedrà minacciata la sicurezza stessa della sua famiglia.
Anna si scoprirà a varcare ripetutamente i propri limiti, sino a un finale aperto e sorprendente, in cui un nemico invisibile aspettava da sempre nell’ombra, pronto a colpire proprio quando tutto sembrava finalmente essersi aggiustato.
La trama principale si mescola alla complessità della micro vita di Anna e della carrellata di incredibili personaggi con cui viene a contatto nella sua corsa per quattro diversi continenti.
Una storia che intenzionalmente vuole essere difficile da collocare in un genere predefinito, una narrazione scorrevole, veloce e avvincente, che, pagina dopo pagina, prende per mano il lettore e lo fa scivolare in un mondo dove tutto può accadere.
La mia opinione:
Anna è abitutata a macinare numeri. Da buona analista finanziaria sa che non sempre tutto è come appare al primo sguardo e che per trovare la verità si deve spesso scavare a fondo. Sarà per questo che, contro ogni previsione, accetta di aiutare un misterioso uomo in fuga tenuto prigioniero in quella che doveva essere una sede finanziaria in Sudafrica che si rivela, invece, un capannone in disuso. Inizia così, tra rocambolesche fughe da misteriosi individui armati, polizie straniere un pò troppo corruttibili e mercenari pronti a tutto, “Soldi, misteri e altre conseguenze”. Nel procedere della lettura si innescano meccanismi narrativi per nulla banali, in una miscela inventiva ricchissima e allo stesso tempo non appesantita da sovrabbondante annedottica. L’autore, infatti, prende l’intelligente decisione di non raccontare tutto, passo dopo passo, ma di mostrare solo l’essenziale sempre con un occhio di riguardo alla coerenza dei personaggi e alla plausibilità dei vari scenari. Si svelano enigmi, si schiariscono le ombre e ai ritmi fulminei si alternano momenti più pacati e riflessivi che nulla tolgono al mordente della narrazione. Una storia ben raccontata, ricca di movimento (sia geografico, visto che si gira mezzo mondo, sia stilistico) da cui il lettore farà fatica a staccarsi. Sicuramente un buon esordio per una buona penna.
Ed ora l’intervista all’autore:
Ciao Federico, benvenuto su Pane e Paradossi-Letto e Bloggato. Che ne dici di iniziare raccontandoci qualcosa di te, cosa ami fare, come ti sei avvicinato alla scrittura e qual è il suo ruolo nella tua vita?
Grazie per questo caloroso benvenuto, e adesso vi dico qualcosa di me… non so mai cosa rispondere a questa domanda! Sono nato e vivo a Torino, anche se la maggior parte del tempo durante la settimana lavorativa lo passo da un aeroporto all’altro. Lavoro nell’area finanza di una grande multinazionale, e gli spazi che mi rimangono per la scrittura sono veramente risicati. Avere a casa due bimbi e una moglie, che magari la domenica vuole anche andare al mare, è un’ulteriore difficoltà a praticare questa passione. Però visto da un’altra prospettiva è invece un vantaggio, infatti il cosiddetto “blocco dello scrittore” non mi ha mai sfiorato, anzi molto spesso devo rinunciare a scrivere pur avendone voglia.
Mi sono avvicinato alla scrittura tramite la lettura. Nasco infatti come un avido lettore e quindi, verso la fine dell’università quasi per gioco ho provato a scrivere un romanzo, una specie di polpettone di fantascienza. Il libro è rimasto nel cassetto, anche perché nei primi anni 90 non c’erano le possibilità attuali. Negli anni successivi ho avuto alti e bassi, scrivendo soprattutto brevi racconti, sui blog e sui forum, sino a quando un paio di anni fa ho deciso di riprendere seriamente la questione e provare a scrivere un romanzo vero, carico delle esperienze che avevo accumulato in tutti questi anni.
Nel tuo libro si parte da un’investigazione su strane transazioni economiche per passare poi a un sorprendente e allarmante incontro, rocambolesche fughe per il mondo, scontri con organizzazioni più o meno segrete e il sodalizio con un uomo che sembra avere capacità straordinarie. Tanta carne al fuoco! Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione del progetto “ Soldi, misteri e altre conseguenze”?
Per quanto mi riguarda la scrittura nasce sempre da una sensazione molto semplice. Per “Soldi…” l’idea base riguarda la rottura del limite. Quindi prendere una persona comune, con un lavoro e una vita normale, e portarla a superare un confine. Solo per scoprire che dopo c’è un altro limite da oltrepassare, e poi un altro e poi un altro ancora.
Sicuramente l’idea del romanzo nasce attorno alla figura di Anna. Effettivamente il plot è abbastanza complesso, e non mi ha fatto dormire per diverse notti! Tirare le fila di tutte le idee che avevo non è stato semplice, però è stato divertente e molto interessante. Infine volevo sperimentare una narrazione diversa dal solito incedere dei thriller tradizionali e quindi ho scelto una cronaca “a scosse”, con dei salti temporali e concettuali significativi tra un evento e l’altro. A molti lettori questa scelta potrà dare una sensazione di disorientamento, di perdere il filo degli eventi. Non preoccupatevi è normale, d’altronde anche nella vita ogni tanto vi succede di non capire bene quello che sta succedendo, sino a quando non ne arrivano le conseguenze, no?
Mi ha colpita la semplice vividezza con cui riesci a tratteggiare i tuoi personaggi. Da cosa hai tratto ispirazione nel crearli? Come hai bilanciato la ‘quota’ autobiografica e quella di pura invenzione nell’idearli e nel descriverli al lettore?
La quota auto-biografica è presente in pizzichi in tutti i personaggi di cui si scrive, almeno per me è così. Poi si aggiungono altri pizzichi di persone che si conoscono, o anche solo il modo di tirarsi indietro i capelli di qualcuno che hai visto in tram. Io credo che lo scrittore prima di tutto debba essere un buon osservatore, le storie e i personaggi più interessanti sono quelli reali che ci circondano nella vita di tutti i giorni.

Nel tuo romanzo spicca la figura di Anna, donna in carriera forte, tenace, ma anche molto sollecita. E’ difficile che un libro d’azione e avventura come il tuo abbia come protagonista una donna dato che solitamente, purtroppo , le figure femminili sono relegate al ruolo di comprimarie o di semplici vittime indifese in paziente attesa del loro salvatore. Cosa ti ha spinto a fare questa azzeccatissima scelta?

E’ una sfida per un uomo cercare di narrare una storia da un punto di vista femminile e mi interessava cogliere questa sfida. E poi il coraggio è una dote, secondo me, più femminile che maschile, per quanto i nostri modelli “culturali” suggeriscano il contrario, e per superare tutti gli ostacoli che le ho posto tra i piedi, di coraggio ce ne voleva parecchio!
Questo è il tuo primo romanzo e hai scelto di pubblicarlo in formato digitale. Ci vuoi raccontare i motivi di questa tua decisione e i passi che hai dovuto compiere per vedere finalmente pubblicato “Soldi, misteri e altre conseguenze”?
I motivi sono legati alla dura realtà dell’editoria. O si riesce a farsi pubblicare da uno dei primi dieci editori italiani in termini di volumi di vendita, oppure il cartaceo non ha senso. E sto parlando ovviamente di editoria non a pagamento, per principio non ho voluto tirare fuori neanche un euro per vedere il mio romanzo pubblicato. Distribuire un libro in libreria richiede uno sforzo finanziario impossibile da sostenere per un piccolo editore. Quindi molti editori, anche seri, si ritrovano a stampare qualche centinaio di copie e a distribuire il romanzo in quelle quattro-cinque librerie con cui sono convenzionati. Ma che possibilità ci sono di farsi notare in una situazione del genere?
Invece l’ebook ha il grandissimo pregio di avere costi di avviamento vicino allo zero. E quindi di sottoporsi direttamente al giudizio dei lettori, senza ulteriori intermediazioni della catena distributiva. Quindi l’opportunità che offre è immensa, poi è chiaro che comunque emergere dalla massa è difficilissimo per tutti, ma almeno la possibilità c’è.
Sui passi da compiere, io ho scelto un metodo molto tradizionale: bisogna contattare gli editori, mandare i manoscritti e aspettare. Consiglio di seguire le fasi in maniera distinta. Mandate i manoscritti solo a quelli che si dimostrano interessati a riceverli, dopo averne letto un line-up (venticinque parole max) o una sinossi. Evitate di mandare materiale non richiesto in giro, è inutile e nessuno lo leggerà. Io non mi sono rivolto ad agenti letterari, perché in un paio di casi mi hanno offerto contratti a pagamento per l’editing o la correzione delle bozze e quindi me ne sono allontanato con diffidenza. Ma magari alcuni sono più seri e non ho avuto la fortuna di incontrarli.
C’è un genere, una forma letteraria, con i quali vorresti cimentarti e che non hai ancora affrontato?
Diciamo che io non sono tanto per i “generi”, e chi leggerà il mio libro penso che se ne accorgerà.
Sicuramente non scriverò mai poesie, non ne sono capace. Mi piacerebbe scrivere un romanzo con protagonisti degli adolescenti, sarebbe una prova molto complessa, ma affascinante.
Ho letto sul tuo profilo che sei “un avido e insaziabile lettore “. Quali generi letterari ti affascinano e quali sono gli autori e i libri, sia contemporanei che classici, a cui sei più affezionato e che hanno in qualche modo influenzato il tuo modo di scrivere?
Mi piacciono i libro che abbiano una vena fantastica. Nasco come lettore di fantascienza, infatti la mia autrice feticcio, CJ Cherryh, è un mostro sacro di SF dura e pura. Nel fantasy amo George RR Martin, con le sue infinite “cronache del ghiaccio e del fuoco”, per quanto gli ultimi due volumi abbiano perso un po’ di mordente. E poi non posso dire che mi piaccia l’horror, però Stephen King è un grande autore, al di là dei generi, e senza “l’ombra dello scorpione” non avrei mai scritto una parola in vita mia. I classici non mi riescono sempre a coinvolgere, sorry, sono un lettore da spiaggia!!! Comunque qualcuno l’ho letto anch’io: JD Salinger lo riprendo in mano una volta all’anno, secondo me il suo “catcher in the rye” è il capolavoro dei capolavori, e mi affascinano anche Gabriel Garcia Marquez e Herman Hesse.
3 imprescindibili regole per scrivere bene.
Non sono bravo in queste cose… Una frase ben scritta deve toccare una corda dentro chi la legge. Può essere la sorpresa, o l’emozione, o un’idea sopita che viene risvegliata.
Io sono comunque un fautore del “less is more”, quindi meno è meglio. Agli aspiranti scrittori chiederei di fare l’esercizio di scrivere un racconto e poi di provare a togliere più parole possibili senza perdere il senso delle frasi. Rimarrete stupiti di quanto si possa asciugare la prosa.
Sperando di leggere al più presto un tuo prossimo romanzo, ti andrebbe di anticiparci i tuoi progetti per il futuro?
Ho scritto un racconto lungo che uscirà con Flower-ed, la mia casa editrice e dovrebbe essere gratuito, quindi chi vuole avere un assaggio senza farsi male, può provare questo ebook, presto disponibile sul sito del mio editore. Poi ho in programma un progetto un po’ particolare, un altro racconto con elementi grafici, ma è ancora in fase molto preliminare. E mi piacerebbe anche scrivere il seguito di “Soldi…”, tutto sommato mi sono affezionato ai personaggi e secondo me meriterebbero una seconda puntata.
Ed anche per questa volta è tutto. Ringraziando ancora una volta tutti gli autori che continuano a mandarci le loro opere e voi instancabili lettori che ci seguite fedelmente, auguro a tutti una Buona Lettura e, mi raccomando, non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato!
 
Letto e Bloggato: Soldi, misteri e altre conseguenze

La lettrice impertinente intervista Federico Negri

Sono lieta di ospitare nel mio blog Federico Negri che ha da poco pubblicato il suo primo romanzo Soldi, misteri e altre conseguenze.

Ciao Federico e benvenuto! Ti va di presentarti ai nostri lettori?  
Certo, grazie innanzitutto del caloroso benvenuto. Sono un autore che si affaccia sulla scena a quasi quarant’anni, quindi non proprio di primissimo pelo. Lavoro in una multinazionale e la mia attività mi porta spesso in giro per il mondo, però l’aereo è un’ottimo posto dove scrivere, basta dotarsi di una batteria decente per il computer!

Ci racconti qualcosa del tuo romanzo Soldi, misteri e altre conseguenze? 
Quando ho scritto “Soldi…” non volevo cadere in un racconto convenzionale. Ho cercato quindi un approccio discontinuo, a scalini improvvisi, nello sviluppo della narrazione, dei protagonisti e della trama. L’aspetto che maggiormente mi interessava era inchiodare il lettore al libro e penso di esserci riuscito, almeno in molti mi hanno dato questo ritorno. La storia è incentrata attorno ad Anna, una persona normale con un lavoro normale, portata al di fuori della sua zona di conoscenza e controllo. Nella parte iniziale del libro lei cercherà di far rientrare gli avvenimenti entro i limiti a lei conosciuti, mentre le prove successive la indurranno a cavalcare gli eventi sino a guidarli. Io poi sono un amante dei plot complessi e penso di essere riuscito a trasmettere parte di questa mia passione con l’intreccio di situazioni, luoghi e personaggi che animano la narrazione.

Il tuo libro abbraccia generi diversi, dal thriller alla fantascienza passando attraverso l’azione e l’avventura. In quale ti ritrovi di più? 
Nessuno in particolare, e tutti quelli che hai citato. Volevo descrivere qualcosa di reale, dinamico, ma permeato però da qualche accenno fantastico. Non so se esista un genere apposta per questo!

I tuoi protagonisti fanno parte del mondo della finanza e viaggiano spesso per lavoro come te. C’è tanto della tua quotidianità in quello che scrivi? 
Qualcosa c’è, anche se a me non sono mai capitati eventi così strani come ad Anna e al suo team, ma molto più prosaici. Più che altro c’è qualcosa nel “mood” credo, nel sentirsi qualche volta lontano da casa, sospeso nel limbo di qualche paese straniero, con qualche affare delicato da concludere.

Quando hai iniziato a scrivere sapevi come si sarebbe evoluta la storia? Avevi già in mente il finale? 
Non esattamente. O meglio avevo in mente alcuni possibili finali, ma non quello poi che ho scelto, che invece si è sviluppato mentre scrivevo. Devi pensare che ci ho messo quasi nove mesi per finire la prima bozza, quindi ne ho avuto di tempo per cambiare idea…
Hai qualche abitudine o rituale di scrittura? 
Ho due figli, una moglie e un cane, come direbbe uno dei protagonisti del romanzo, oltre a un lavoro che mi assorbe parecchio. Quindi diciamo che non posso permettermi un rituale o un’abitudine. L’unico lusso che mi concedo è il tempo, se non ho almeno un’ora libera non inizio, perchè comunque ci metto qualche minuto a calarmi nell’atmosfera, di solito rileggendo le ultime pagine scritte.

A chi fai leggere per primo i tuoi esperimenti letterari? 
A nessuno. Sono piuttosto geloso di quello che scrivo e poi se va bene per me, vuol dire che è pronto per tutti. Penso di essere infatti abbastanza perfezionista e critico nei miei confronti.

La tua libreria sta per bruciare e puoi salvare solo cinque libri. Quali scegli? 
Solo cinque ahia… la saga di Chanur di CJ Cherryh sono quattro libri e la prenderei per prima…. quindi non mi resterebbe molto spazio! Prenderei il giovane Holden di JD Salinger, e poi cercherei di agguantare ancora l’ombra dello scorpione di Stephen King, ma siamo già a sei… Anche se devo dire che l’unico vero indispensabile libro di cui è impossibile per uno scrittore fare a meno, è un buon dizionario della lingua italiana.

Hai già in mente una trama per il tuo prossimo lavoro? 
Sì certo! Ne ho fin troppe di trame, il problema è scremare quelle buone dai rami morti. Tra pochi giorni uscirà un racconto sempre con il mio editore, Flower-ed, in ebook gratuito. La trama di questo nuovo lavoro è interessante e molto diversa da “Soldi…”. Chi non ha paura delle sorprese è invitato a leggere.

Come possono contattarti i tuoi lettori? 
Via email f_315@yahoo.it Fatevi sentire, le vostre opinioni sono importanti!

Federico l’intervista è finita e ti ringrazio per aver partecipato! 
Grazie a te!

Fonte: La lettrice impertinente

La lettrice impertinente intervista Federico Negri