Recensione di DAJEJUNG di Mauro Simeone pubblicata su Art-Litteram

Ogni volta che dalla redazione arriva un nuovo libro da leggere per il quale viene richiesta recensione, già sai che il contenuto di immagini, parole e sensazioni descritte in quel fascicolo, potranno avere un unico duplice esito (recensirai oppure non recensirai quel testo) ma di sicuro la lettura lascerà dentro di te qualcosa di unico e speciale, perché proveniente da una fonte appunto unica e irripetibile: quell’autore.Quando ho iniziato a leggere DAJEJUNG di Mauro Simeone (Edizioni Flower-ed), il mio primo pensiero è andato al titolo e alla curiosa e originale postura glottologica alla quale, il solo pronunciarlo, il nostro apparato vocale è obbligato, dipingendo sul volto un’espressione nuova e inusuale, creata da quell’accavallarsi di vocali e consonanti al quale la nostra dizione non e’ abituata. E’ un po’ ciò che accade nei racconti brevi riportati in questo libro. Un gioco tra passato e presente, tra sentire e percepire, tra evocare e rimuovere per scoprire cosa davvero si cela al di sotto di tanti dubbi e tante incertezze. Immaginate una seduta psicanalitica nella quale un giovane e scaltro strizzacervelli solleva le pesanti coltri delle nostre certezze per scandagliare a fondo l’intimità vergognosa e timida di ciò che più temiamo. Ecco, la sensazione è stata proprio questa. Mauro Simeone come un pittore alle prese con la sua tavolozza, sceglie i colori più intensi e le sfumature più accattivanti per dipingere un essere umano carico di se, di ma e di anche, senza lasciare spazio ai toni grigi o alle ombre oscure alle quali tanta letteratura psicanalitica ci ha abituato affrontando di questi temi. Al contrario la sua scrittura vola leggera e intrigante racconto dopo racconto. Ritmica, guizzante, mai edulcorata da terminologie che nascondono bugia invece che cruda verità, la forma narrativa prende piede riga dopo riga ricongiungendo ogni volta l’attimo per farne tempo, la goccia per farne mare e il respiro per farne vento d’intesa, tra autore e lettore. Molto spesso addentrandoci nella lettura di questo breve e intenso dipinto di “noi”, ci si trova a soffermarsi su alcune riflessioni, come a strizzarci l’occhio allo specchio dicendoci: “Ehi, questo sei tu, lo sai vero?”. E come in un gioco di specchi viene voglia di chiedersi quanto dei racconti sia preso dal reale vissuto dell’autore e quanto sia invece frutto di una particolare sensibilità d’analisi quasi femminile nonostante uno stile asciutto, rigoroso e a tratti sarcastico e ironico tipicamente e fortemente maschile. Tra le pagine di questo libro, per azzardare accostamenti letterari, ho trovato la crudezza di Charles Bukowski e la sua violenta deflagrazione dell’io instabile, come anche la raffinata descrizione a volte caustica dei fenomeni sociali di Pierpaolo Pasolini che spacca i vetri di un’edulcorata realtà normalizzata per dare una dignità a ciò che, in quanto umano, va vissuto pienamente e compreso fino in fondo per farlo proprio senza comunque accettarne il compromesso.Un dirigibile e un uomo stanco, un ricordo tra amici che si incontrano, donne come comete che scaldano più del sole, rendendo inadeguata la lente protettiva di una virilità dominante più nella comune opinione che nella realtà bruciante, quella che fa di molti uomini un diplomatico zuccheroso e mai scelto da nessuno, ma anche un caldo amante che gioca a sorprendere la sua metà come fa un bambino tirando calci ad un pallone.
Concludendo definirei DAJEJUNG un viaggio attraverso i vizi e le virtù di tanta meravigliosa umanità, lasciata frangersi contro i propri stessi limiti, come fa l’onda con la spiaggia silenziosa dell’io, cambiandole forma e mai sostanza nell’eterno ritmo emozionale così sagacemente tracciato dall’autore, guida sicura e intrigante nei marosi dell’ anima.
Sandro Capodiferro

Autore: Mauro Simeone
ISBN: 978-88-97815-03-7
Editore: Flower-ed
Formati E-Book: PDF (94 pagine) + EPUB + MOBI
Euro 9,00
Anno 2012

Fonte: Art-Litteram

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